Il computer vivente esiste! Così la Rice University trasforma i batteri in processori
La Rice University guida uno studio visionario: trasformare i batteri in nodi di un supercomputer biologico, adattivo e sostenibile. Un giorno i computer potrebbero non essere più fatti di silicio. Potrebbero crescere in laboratorio, replicarsi da soli ed evolversi in base all’ambiente. Non è fantascienza, ma il cuore di un progetto avviato nel 2025 dalla Rice University in Texas, che sta cercando di trasformare i batteri in computer viventi. L’idea ha già ottenuto un finanziamento di 1,8 milioni di euro dalla National Science Foundation e coinvolge anche l’Università di Houston. La sfida? Costruire sistemi di calcolo biologici, dove microbi comunicano
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