Bitcoin vola oltre 66.000$ con l’impennata degli ETF spot: LiquidChain sfiora 1 milione in prevendita

Corrado Pedemonti

26 Agosto 2026

Milano, 26 agosto 2026 – Bitcoin ha superato la soglia dei 66.000 dollari, spinto da un’ondata di investimenti nei principali ETF spot statunitensi. Un segnale chiaro, secondo gli addetti ai lavori, del ritorno dell’interesse istituzionale sulle criptovalute, proprio mentre il mercato sembrava essersi stabilizzato dopo mesi di movimenti piuttosto contenuti.

Afflussi record negli ETF spingono Bitcoin sopra quota 66.000

I dati raccolti da Bloomberg e confermati da piattaforme come CoinMarketCap raccontano di un vero boom: solo lunedì sono stati investiti oltre 320 milioni di dollari nei più importanti ETF spot su Bitcoin quotati a Wall Street. I protagonisti? BlackRock, con il suo iShares Bitcoin Trust (IBIT), e Fidelity, attraverso Wise Origin Bitcoin Fund. “Gli afflussi recenti ci dicono che la domanda dagli investitori istituzionali torna ai livelli della scorsa primavera”, ha spiegato a Reuters Marcus O’Neill, analista di Kraken Intelligence.

Secondo gli esperti, questi movimenti sugli ETF hanno alzato la pressione d’acquisto sul mercato spot, riportando così Bitcoin sopra i 66.000 dollari per la prima volta da giugno. Poco dopo le 11 ora italiana, sul mercato Usa la criptovaluta si muoveva tra 66.200 e 66.450 dollari, con volumi più che doppi rispetto alla media dell’ultimo mese.

LiquidChain (LIQUID): prevendita in accelerazione verso quota un milione

Non c’è solo Bitcoin in campo. Tra le criptovalute emergenti, la prevendita di LiquidChain (LIQUID) ha superato nelle ultime ore i 914.000 dollari, avvicinandosi rapidamente al primo obiettivo pubblico fissato a un milione. La notizia è stata diffusa ieri sul canale X (ex Twitter) ufficiale del progetto e ha subito attirato nuovi piccoli investitori da Europa e Asia. Il team parla già di oltre 2.800 wallet attivi solo nella fase di prevendita.

LiquidChain punta su transazioni ultra veloci e costi bassi per il settore DeFi e conta di chiudere questa prima fase entro fine settimana, “a meno che non ci siano rallentamenti negli afflussi”, spiegano i tecnici nella community Telegram dedicata. Dettagli precisi sull’uso dei fondi non sono ancora stati comunicati; si sa però che il lancio progressivo degli strumenti decentralizzati è previsto già dal prossimo trimestre.

Il ritorno degli istituzionali riaccende il mercato

La nuova ondata di investimenti negli ETF spot viene vista dagli operatori come un segno che sta cambiando la percezione del rischio sulle criptovalute più consolidate. “Il quadro macro resta fragile, ma chi gestisce grandi portafogli torna a vedere Bitcoin come un asset non correlato utile per diversificare”, confida al telefono un gestore milanese nel primo pomeriggio.

A conferma di questo trend c’è anche un aumento dei volumi sulle principali piattaforme centralizzate – Binance e Coinbase su tutte – dove le transazioni su Bitcoin sono salite del 14% rispetto alla settimana scorsa. Le altre grandi monete invece restano ferme: Ethereum si mantiene intorno ai 3.400 dollari mentre Solana viaggia vicino ai 145 dollari per token.

Cautela tra gli analisti, volatilità sempre dietro l’angolo

Nonostante il rally recente, gli esperti mettono in guardia: nel mondo delle criptovalute, le inversioni improvvise sono sempre dietro l’angolo e la volatilità è una costante difficile da ignorare. “Gli afflussi sugli ETF sono importanti ma possono cambiare rapidamente, soprattutto in base alle decisioni regolatorie”, ricorda Alessia Romanzi, ricercatrice all’Università Bocconi.

Secondo le prime stime degli operatori tecnici – riportate dai desk delle grandi banche d’affari – la soglia dei 66.800 dollari è una resistenza cruciale: se superata con volumi forti potrebbe aprire spazio a rialzi fino a 68.000 nelle settimane a venire; se invece non dovesse tenere, potrebbe arrivare una correzione veloce sotto i 65.000 dollari.

Uno scenario in evoluzione: attesa per i prossimi sviluppi

L’attenzione resta alta sia su Bitcoin sia sulle nuove realtà come LiquidChain (LIQUID), in attesa di indicazioni più nette da parte delle autorità regolatorie Usa e dalle banche centrali europee. Gli investitori retail guardano con prudenza, mentre i grandi fondi esplorano nuove mosse con strumenti più regolamentati.

“Stiamo vivendo una fase di transizione – ammette un broker romano con vent’anni di esperienza –: chi si muove ora punta soprattutto a posizioni difensive ma se il trend dovesse consolidarsi potremmo vedere movimenti ben più decisi già a settembre”. Solo allora sapremo davvero se questa spinta durerà o resterà l’ennesima fiammata nel mondo delle criptovalute.

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