Milano, 26 agosto 2026 – Bitcoin tiene botta poco sotto gli 80.000 dollari, con un rialzo del 24% nelle ultime sette giornate. A spingere questo rally, spiegano gli operatori, sono stati soprattutto i forti afflussi negli ETF spot, insieme a un quadro macroeconomico favorevole e a una serie di liquidazioni che hanno alimentato ulteriori acquisti. Intanto, Ethereum risale fino a 2.500 dollari, un livello che non si vedeva da settimane e che indica un nuovo interesse anche per il secondo più importante asset digitale.
Gli ETF spot fanno correre la domanda
L’interesse per gli ETF Bitcoin spot — fondi che replicano il prezzo della criptovaluta — sta portando flussi importanti da parte degli investitori istituzionali. Solo venerdì 22 agosto, dati di Glassnode parlano di afflussi per circa 1,3 miliardi di dollari. Un operatore milanese, che ha preferito restare anonimo, racconta che “gli ETF stanno rendendo più semplice l’ingresso dei fondi tradizionali nel mercato crypto, abbattendo molte delle barriere tecniche e regolamentari”. Un trend confermato dai report di Bloomberg, secondo cui i volumi sugli ETF spot hanno toccato il massimo da aprile.
Macro e liquidazioni: il mix che spinge il rally
Sul fronte macro, la situazione aiuta gli asset digitali. L’inflazione rallenta negli Stati Uniti e la Federal Reserve è più cauta con i tassi, spingendo molti investitori a lasciare i prodotti tradizionali per puntare su asset più rischiosi come proprio il Bitcoin. “L’incertezza geopolitica in Asia orientale, con le tensioni tra Cina e Taiwan, aumenta la domanda di alternative”, commenta Alessandro Mazza, analista finanziario di CryptoValue.
In più, c’è una componente tecnica: nelle ultime 48 ore sono state chiuse posizioni short per circa 350 milioni di dollari su Bitcoin (fonte Coinglass), dando una spinta in più al rialzo. “Le liquidazioni forzate scatenano acquisti automatici nei sistemi di trading”, spiega Mazza, “e lo stesso fenomeno si vede anche su Ethereum”.
Ethereum riprende quota: cosa c’è dietro
Mentre Bitcoin fa notizia, anche Ethereum si scuote dopo settimane di calma piatta. Superare i 2.500 dollari ha coinciso con un aumento dei volumi sugli exchange principali: dati di CryptoCompare indicano +18% nelle transazioni delle ultime 24 ore. Tra le motivazioni c’è anche il rumore intorno a un possibile aggiornamento del protocollo (“Pectra”), pensato per migliorare la scalabilità della rete nei prossimi mesi.
Non tutti però sono convinti: “Il sentiment è positivo, ma pesa ancora l’incertezza normativa su Ethereum”, confida a mezza voce una fonte interna a una piattaforma svizzera. “Finché non ci saranno regole chiare sugli ETF Ethereum, il prezzo resterà volatile”.
Reazioni sul campo e sguardo al futuro
Sulle piazze asiatiche il rally è stato accolto con entusiasmo soprattutto dai trader retail. A Tokyo sabato pomeriggio si sono radunati davanti ai maxischermi della stazione Shibuya per seguire in diretta l’andamento dei prezzi. Scene simili si sono viste anche a Milano in via Turati, zona dove hanno sede molti broker online.
C’è però chi invita alla prudenza. “Il mercato resta molto volatile: salite così rapide possono facilmente invertire rotta”, avverte Riccardo Locatelli, portfolio manager in una fintech milanese. Anche diversi trader preferiscono aspettare di capire meglio gli sviluppi degli afflussi negli ETF prima di fare previsioni a lungo termine.
Bitcoin agli 80mila: barriera o trampolino?
Al momento della scrittura, Bitcoin oscilla tra i 79.400 e gli 80.100 dollari, con scambi concentrati soprattutto nelle prime ore del mattino europeo. Ora resta da vedere se quella soglia degli 80.000 dollari sarà un muro invalicabile o invece il punto da cui partire verso nuovi record nell’autunno che arriva. Tutti guardano alle prossime decisioni delle autorità americane sulla regolamentazione degli ETF crypto, attese tra qualche settimana.
Per ora sul mercato digitale si respira una fiducia cauta: i numeri sono in crescita ma l’euforia è contenuta. Come spesso accade in questo mondo così volatile delle criptovalute, solo col tempo si capirà se questo movimento sarà destinato a consolidarsi o resterà una fiammata passeggera.