Satsuma liquida 668 BTC e annuncia il delisting dal LSE entro settembre 2026: Pantera chiude l’esperimento DAT

Corrado Pedemonti

25 Agosto 2026

Londra, 25 agosto 2026 – Con un voto schiacciante del 90,63%, gli azionisti di Satsuma hanno detto sì alla dissoluzione della società e all’avvio della liquidazione. Una decisione attesa da settimane e seguita da vicino dagli addetti ai lavori, che segna la fine di un’avventura durata solo tre anni sui mercati internazionali. Da oggi prende il via la procedura per il delisting dal London Stock Exchange, previsto entro fine settembre 2026. Intanto, l’azienda ha annunciato la messa in vendita di 668 Bitcoin, un tesoretto accumulato negli ultimi esercizi e già al centro di molte speculazioni tra gli investitori delle criptovalute.

L’assemblea, il voto e la scelta della liquidazione

Alle 15:00 locali, nella sala conferenze al 14esimo piano della sede Satsuma a Bishopsgate, il presidente ad interim Marcus Delaney ha dato il via all’assemblea. L’incontro, trasmesso in streaming per gli azionisti più lontani tra Europa e Asia, è stato l’occasione per spiegare le ragioni di una decisione “dolorosa ma inevitabile”, come l’ha definita Delaney davanti a un pubblico teso e con poche espressioni distese. “Mercato difficile, regolamenti sempre più stringenti e risultati operativi deludenti ci costringono a questo passo”, ha detto. Poco dopo le 16:30 è arrivato il risultato definitivo: il 90,63% dei soci ha votato a favore, superando ampiamente l’85% richiesto dallo statuto per modifiche straordinarie.

Cosa succede ora: tempi e modalità del delisting

La decisione comporta l’uscita volontaria dal London Stock Exchange. Le pratiche burocratiche, secondo quanto comunicato dalla società, richiederanno tra quattro e sei settimane. Entro fine settembre 2026 – data ufficiale resa nota nel comunicato delle 18:00 – le azioni saranno tolte dal mercato tech britannico. Jenny Mukherjee, Chief Legal Officer, ha rassicurato gli azionisti: “Nei prossimi giorni riceverete tutte le istruzioni su come convertire le azioni in quote del patrimonio liquido”. Tra i piccoli soci c’è chi è rassegnato ma anche chi chiede chiarezza sui tempi di rimborso.

I 668 Bitcoin in vendita: impatto sul mercato e strategie

Un tema centrale riguarda i 668 Bitcoin nel portafoglio Satsuma. “Sono risorse importanti, una voce significativa del bilancio”, ha spiegato Delaney durante l’assemblea. Fonti interne alla divisione finance – non autorizzate a parlare pubblicamente – confermano che la vendita avverrà a più riprese per evitare scossoni sul mercato crypto. Il valore stimato si aggira intorno ai 40 milioni di euro al cambio attuale, ma la volatilità del bitcoin resta un’incognita difficile da prevedere. Gli analisti di Morgan Stanley e Nomura, interpellati da alanews.it, si aspettano una vendita graduale e non escludono pressioni ribassiste sulle piattaforme nelle settimane a venire.

Le reazioni della City: “Un segnale per l’intero settore”

La notizia della chiusura ha subito fatto rumore nella City di Londra, animando discussioni tra operatori e commentatori. “La dissoluzione di Satsuma è un chiaro segnale delle difficoltà che affrontano le piccole società tech oggi”, ha detto David Linford, responsabile investimenti presso Kestrel Capital. Negli uffici dell’LSE si respira un clima incerto; un analista presente ieri in Borsa parla di un sentiment verso titoli simili “prudente ma non preoccupato”. Finora non si sono viste fughe dagli altri nomi del settore, almeno fino alle 17:30.

Cosa c’è dietro: motivazioni economiche e regolatorie

Nel report trimestrale di luglio Satsuma mostrava perdite operative oltre gli 11 milioni negli ultimi dodici mesi. A pesare sono stati sia i costi infrastrutturali in crescita sia la stretta regolatoria sulla fintech imposta dalla FCA nella prima metà del 2026. A giugno la dirigenza aveva già aperto all’ipotesi di una chiusura controllata nel comunicato agli azionisti. “Non era più possibile andare avanti così”, ha confidato fuori microfono uno dei soci fondatori.

Prossimi passi e possibili scenari

Nei prossimi giorni saranno nominati i liquidatori chiamati a gestire la vendita degli asset rimasti e il rimborso agli azionisti. Il punto centrale sarà rispettare i tempi e ottenere il massimo per i piccoli investitori coinvolti. Tante le incognite: il destino dei circa 50 dipendenti (38 a Londra, 12 tra Tallinn e Berlino) resta ancora in sospeso. Solo dopo aver venduto i Bitcoin e rimborsato i soci si capirà davvero quale lascito lascia Satsuma in un panorama tech europeo sempre più selettivo.

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