Milano, 25 agosto 2026 – Term Finance ha perso 8,5 milioni di dollari a causa di un attacco diretto alla governance delle vault, avvenuto nelle prime ore di lunedì. La piattaforma, attiva nel settore della finanza decentralizzata (DeFi), si trova a fare i conti con un episodio che arriva in un momento in cui il settore è sempre più nel mirino di minacce digitali. La conferma è arrivata da fonti interne e dalla società di analisi TRM Labs, che ha sottolineato come negli ultimi mesi siano stati almeno 201 gli attacchi a piattaforme crypto assistiti dall’intelligenza artificiale.
Governance violata, scatta l’allarme per Term Finance
Dalle prime verifiche, sembra che gli hacker siano riusciti a colpire la governance delle vault sfruttando una falla nel sistema di gestione dei permessi. L’attacco si è consumato intorno alle 3 del mattino, quando – secondo il team tecnico – alcune transazioni anomale hanno svuotato uno degli smart contract principali. Gli aggressori hanno utilizzato strumenti automatizzati molto avanzati per bypassare le difese interne e prendere temporaneamente il controllo dei fondi.
Un dirigente di Term Finance, che ha chiesto di restare anonimo, ha spiegato: “Abbiamo notato subito attività sospette legate ai permessi di governance. Dopo l’attacco, abbiamo messo il protocollo in modalità emergenza”. In pratica la piattaforma ha bloccato ogni operazione sulle vault compromesse e sospeso nuove transazioni fino a ulteriori verifiche. Il danno stimato – 8,5 milioni di dollari – è una parte significativa del patrimonio gestito. Gli addetti ai lavori sono però già al lavoro per provare a recuperare le somme perse, anche con l’aiuto di società specializzate in cybersecurity.
Crescono gli hack crypto: l’intelligenza artificiale tra i protagonisti
Nel frattempo TRM Labs ha pubblicato un rapporto che fotografa lo stato attuale del crimine informatico nel mondo crypto. Dal report emerge che solo nell’ultimo anno ci sono stati almeno 201 attacchi informatici alle criptovalute dove l’uso dell’intelligenza artificiale ha giocato un ruolo chiave nella preparazione o nell’esecuzione degli hack. In particolare si segnala un aumento nell’uso di software AI capaci di scovare falle nei contratti intelligenti, mettere in piedi campagne massive di phishing e aggirare sistemi di autenticazione.
“È una tendenza preoccupante”, ha commentato John Pearce, responsabile della ricerca presso TRM Labs. “L’intelligenza artificiale abbassa la soglia d’ingresso per criminali poco esperti e rende gli attacchi più rapidi e difficili da fermare”. Nel caso Term Finance non c’è ancora una conferma ufficiale sull’impiego diretto dell’AI ma la complessità dell’attacco fa pensare che almeno alcune fasi siano state facilitate da algoritmi automatici.
Mercati in tensione e utenti sul chi va là
La notizia dell’attacco a Term Finance ha subito messo in allarme investitori e appassionati della DeFi. Il token della piattaforma ha perso subito circa il 12% nelle prime ore su Uniswap e altri exchange decentralizzati. Sui forum specializzati e nei canali Telegram dedicati non sono mancati messaggi preoccupati: “Come può succedere una cosa simile nel 2026?”, scrive un utente; un altro si chiede se ci saranno risarcimenti per chi ha depositato fondi.
Finora non risultano compromessi dati personali degli utenti, anche se restano da chiarire possibili conseguenze su privacy e trasparenza. Il team di Term Finance promette aggiornamenti nelle prossime ore e invita tutti a evitare transazioni finché la situazione non sarà definitivamente chiarita.
Regolatori sotto pressione: la sfida della sicurezza nella DeFi
L’attacco riapre il dibattito sul reale livello di sicurezza delle piattaforme decentralizzate. Da mesi le autorità europee – dalla Banca Centrale Europea all’ESMA – mettono in guardia utenti e operatori sui rischi legati alla crescente automazione degli attacchi digitali. Solo qualche settimana fa a Bruxelles si è tenuto un tavolo tecnico dedicato alle minacce legate all’intelligenza artificiale sulle infrastrutture finanziarie digitali: al centro della discussione nuove regole per verifiche sui contratti smart e obblighi più rigidi per gli audit esterni.
Il nodo resta complesso: da un lato la tecnologia promette strumenti più efficaci per proteggere i fondi; dall’altro la velocità con cui si evolvono le tecniche criminali mette a dura prova i modelli tradizionali della sicurezza. Per ora a pagare il prezzo più alto sono piattaforme come Term Finance, chiamate a ricostruire rapidamente la fiducia della propria comunità dopo colpi così duri.