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Euro digitale e privacy: Cipollone (BCE) garantisce massima tutela nonostante le norme antiriciclaggio UE

Cristina Manetti by Cristina Manetti
27 Agosto 2026
in DeFi

Roma, 27 agosto 2026 – La Banca Centrale Europea ribadisce il suo impegno a proteggere la privacy dei cittadini nell’era dell’euro digitale. Ieri, durante un’audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato, Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha chiarito che le nuove norme antiriciclaggio europee non significheranno una sorveglianza generalizzata né un calo della riservatezza per chi utilizzerà la moneta elettronica. Il confronto sul futuro dell’euro digitale si fa sempre più acceso.

Cipollone: “Chi userà l’euro digitale avrà tutele precise”

Intorno alle 10 del mattino, Cipollone – in giacca scura e con tono pacato – ha affrontato subito la questione che sta più a cuore a cittadini e addetti ai lavori: la protezione dei dati personali. “Abbiamo costruito l’euro digitale per rispettare i più alti standard di riservatezza”, ha spiegato ai senatori, sottolineando che il sistema non prevede “un tracciamento più invasivo di quello già presente nei pagamenti elettronici tradizionali”. Tradotto: “Nessuno potrà vedere le singole transazioni di un utente privato, se non dietro una richiesta motivata delle autorità, come succede già oggi con il denaro elettronico”.

Il nodo centrale è trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e privacy. “La lotta al riciclaggio è fondamentale – ha aggiunto Cipollone – ma senza sacrificare la tutela delle informazioni personali”. Secondo lui, le regole europee permetteranno controlli mirati solo quando ci saranno sospetti concreti su attività illegali.

Le istituzioni europee e i dubbi sul domani

L’euro digitale, studiato da tre anni, vuole offrire ai cittadini uno strumento pubblico di pagamento, anche in un mondo dominato da criptovalute private e wallet digitali gestiti da grandi aziende. L’Ue ha già stabilito dei limiti chiari: la Banca Centrale dovrà garantire trasparenza nei controlli e tutela della privacy. Un equilibrio non facile, riconosciuto anche da alcuni senatori. “Molti cittadini temono che l’euro digitale porti a un controllo troppo stretto sulla vita di tutti i giorni”, ha detto la senatrice Francesca Zampa (PD), chiedendo più garanzie sull’accesso ai dati e sui tempi delle verifiche.

La questione interessa anche Bruxelles: nelle ultime settimane diversi gruppi parlamentari hanno chiesto maggiore chiarezza sui protocolli informatici della BCE. Al momento, secondo documenti ufficiali della Commissione Ue, l’identità degli utenti dovrebbe restare protetta da un “anonimato limitato”: una formula tecnica che tutela le operazioni di piccolo importo ma consente indagini sulle transazioni sospette.

Dati sensibili e tecnologia: cosa cambierà per i cittadini

Ma cosa cambierà davvero con l’arrivo dell’euro digitale? Fonti vicine al progetto spiegano che si potrà scaricare un’app ufficiale gestita dalla BCE o usare il servizio tramite le banche aderenti. Per registrarsi serviranno i dati anagrafici – come oggi per un conto corrente – ma le transazioni sotto una certa soglia (si parla di circa 300 euro) rimarranno riservate anche alle banche.

Solo quando gli algoritmi individueranno movimenti sospetti scatterà l’allarme alle autorità competenti, secondo le leggi antiriciclaggio già in vigore in Europa. Insomma, sarà un sistema molto simile all’attuale utilizzo di carte o bonifici: nessuna apertura indiscriminata ai dati degli utenti.

Cipollone ha voluto sottolineare la differenza con i circuiti privati: qui c’è una gestione pubblica con la garanzia che i dati non saranno mai venduti o usati a fini commerciali. “L’euro digitale non sarà il Grande Fratello”, ha detto quasi sorridendo davanti al Senato mentre in aula c’era molta attenzione.

Prossimi passi e questioni ancora aperte

La BCE punta a chiudere i test sull’euro digitale entro fine 2027. Solo dopo si deciderà quando partire con la distribuzione a cittadini e imprese. Nel frattempo toccherà al Parlamento europeo votare definitivamente il pacchetto sulle norme di privacy finanziaria entro la prossima primavera.

In tanti aspettano dettagli tecnici su come sarà garantito davvero l’anonimato promesso, soprattutto nel rapporto tra banche, polizia giudiziaria e BCE. La presidente della Commissione Finanze, Laura Gentili, ha ricordato che “trasparenza nelle regole e coinvolgimento dei cittadini sono condizioni imprescindibili perché questo strumento venga compreso e accolto”.

Al momento resta chiaro: come confermato dalla BCE e da Cipollone stesso, le future norme antiriciclaggio europee non provocheranno automaticamente una perdita di privacy per chi userà l’euro digitale. Ed è proprio questa promessa – fatta davanti al Parlamento – che guiderà il dibattito nei prossimi mesi.

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