UniCredit lancia certificato Bitcoin ed Ethereum per investitori professionali con investimento minimo di 100.000 euro

Cristina Manetti

31 Maggio 2026

Milano, 31 maggio 2026 – UniCredit lancia oggi sul mercato italiano un certificato d’investimento “open end” a gestione attiva legato ai digital asset, un prodotto pensato soprattutto per clienti istituzionali e investitori professionali. L’annuncio è arrivato dalla sede di piazza Gae Aulenti e segna una novità per la banca guidata da Andrea Orcel, che vuole cogliere la crescente richiesta di strumenti finanziari innovativi legati alle nuove tecnologie.

Certificato sui digital asset: rivolto agli investitori professionali

Il nuovo certificato open end, presentato questa mattina con una nota ufficiale di UniCredit, offre un’esposizione indiretta al mondo dei digital asset, un settore che negli ultimi anni ha attirato sempre più attenzione in Europa e oltre. L’investimento minimo è fissato a 100.000 euro, una soglia che limita l’accesso agli investitori professionali o qualificati, escludendo quindi il pubblico retail.

Fonti interne spiegano che il prodotto “offre un accesso flessibile, grazie alla formula open end, a un mercato in rapida evoluzione”. In pratica: non c’è una scadenza fissa, l’investitore o il gestore possono mantenere la posizione nel tempo. La gestione attiva consente di modificare l’esposizione tra diversi strumenti digitali — principalmente criptovalute e token regolamentati — seguendo l’andamento del mercato e le opportunità individuate dal team di asset management.

Regole strette e controlli rigorosi

L’arrivo del certificato coincide con un contesto regolamentare sempre più attento ai digital asset. Secondo gli esperti della banca, lo strumento rispetta le norme della direttiva europea MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), recepita in Italia nel 2024. UniCredit ha sottolineato che il prodotto “garantisce trasparenza, tracciabilità e controllo dei rischi come richiesto dalle autorità”.

Andrea Bianchi, responsabile investment solutions di UniCredit, ha detto: “Vogliamo offrire un accesso strutturato e regolamentato all’universo dei digital asset, evitando i rischi tipici dell’investimento diretto in criptovalute”. Bianchi ha aggiunto che il certificato sarà monitorato costantemente “sotto la supervisione delle autorità competenti e del nostro team di risk management”.

Un’alternativa alla volatilità delle criptovalute

In pratica, chi investe non compra direttamente bitcoin, ethereum o altri token digitali; invece detiene quote di un certificato gestito da professionisti. Il team UniCredit può spostare l’allocazione tra diversi strumenti — come exchange-traded products su criptovalute, fondi tematici o titoli legati alla blockchain — per tenere sotto controllo i rischi dati dalla forte volatilità dei prezzi.

Gli analisti sottolineano che la domanda per prodotti strutturati è aumentata dopo le oscillazioni forti viste tra 2022 e 2024 nei mercati digitali. La formula “open end” dà una risposta a chi cerca un modo più graduale e meno diretto per entrare nel settore.

Risposta degli investitori istituzionali e prossimi passi

Durante la giornata sono arrivate le prime reazioni da parte di fondi pensione, family office e gestori patrimoniali italiani. Un gestore milanese (che ha chiesto l’anonimato) ha confidato: “La flessibilità dell’open end e la gestione attiva ci permettono di valutare con calma l’ingresso in questo comparto”. Rimane però sul tavolo il tema della volatilità delle criptovalute; diversi operatori sentiti da alanews.it sottolineano come la presenza di una grande banca come UniCredit possa aiutare a rafforzare la fiducia degli investitori professionali verso i prodotti legati ai digital asset.

Da parte sua, UniCredit fa capire che questo certificato è solo il primo passo di una strategia più ampia sull’innovazione finanziaria. Negli ultimi mesi la banca ha già stretto collaborazioni con società fintech e preso parte a esperimenti su blockchain private per la tokenizzazione di titoli.

Ora resta da vedere come si muoveranno gli altri grandi gruppi bancari. Nel frattempo da via Gae Aulenti assicurano che “l’interesse per i prodotti digitali resta alto” e puntano ad ampliare l’offerta nei prossimi mesi. Una mossa pensata per rafforzare il ruolo della banca nell’ecosistema finanziario europeo, dove la domanda di soluzioni innovative continua a crescere senza sosta.

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