Roma, 26 luglio 2026 – Una ricerca internazionale ha finalmente fatto chiarezza su un tema spesso controverso: per l’acqua confinata — quella racchiusa in spazi minuscoli dentro vari materiali — non è tanto il volume a fare la differenza, ma la pressione interna e il tipo di materiale che la circonda. Lo studio, pubblicato su “Nature Materials”, porta la firma del professor Hiroshi Tanaka dell’Università di Tokyo, con la collaborazione di esperti italiani del CNR di Messina e dell’Università di Cambridge. Un risultato che mette in discussione alcune idee consolidate nel mondo scientifico.
La pressione interna cambia le regole del gioco
Finora si pensava che le proprietà dell’acqua confinata dipendessero quasi esclusivamente dal restringimento fisico degli spazi — come nei pori di argille, silicati o membrane cellulari. Ma gli esperimenti fatti tra Giappone, Italia e Regno Unito raccontano una storia diversa. “Abbiamo visto che la pressione interna nei pori influenza molto di più il comportamento dell’acqua rispetto alla semplice dimensione dello spazio”, ha spiegato Tanaka durante una conferenza stampa via Zoom stamattina alle 11.
I ricercatori hanno usato tecniche avanzate di microscopia a scansione e spettroscopia Raman per studiare la struttura molecolare dell’acqua intrappolata in canali larghi pochi nanometri. I risultati mostrano che la pressione può spostare il punto di congelamento anche di 40 gradi rispetto a quello normale, mentre la natura chimica delle pareti influisce sulla disposizione dei legami idrogeno. “La vera sorpresa”, ha ammesso Marco Olivieri del CNR, “è stato vedere come l’acqua si adatta quasi come un camaleonte non allo spazio, ma all’ambiente che la schiaccia”.
Materiale circostante: la chiave nascosta
A fare davvero la differenza è il materiale attorno all’acqua. Argille, zeoliti e silice si comportano in modo completamente diverso con le molecole d’acqua. “Quando l’acqua è a contatto con superfici idrofobiche, si creano micro-zone ghiacciate anche sopra lo zero”, racconta Lucy Adams dell’Università di Cambridge. Nei pori idrofili invece l’acqua resta liquida anche sotto zero.
Nei test al laboratorio Elettra Sincrotrone di Trieste — partiti il 12 maggio e conclusi il 15 giugno — sono stati analizzati decine di materiali sia naturali sia sintetici. Il team italiano ha messo in luce come “in certi minerali l’acqua sembra ‘dimenticare’ lo spazio fisico e rispondere solo alla chimica delle pareti”. Un punto sottolineato da Laura De Angelis dell’Università di Messina: “Bisogna rivedere tanti modelli biochimici”.
Impatti su geologia, medicina e tecnologia
Le conseguenze pratiche sono molte. In geologia, le rocce porose che trattengono acqua potranno essere studiate con nuovi parametri, utili per prevedere frane o capire meglio le falde profonde. In medicina, membrana artificiali e nanotecnologie trarranno vantaggio da una migliore comprensione del trasporto e filtraggio attraverso i tessuti. “Adesso possiamo riprodurre in laboratorio ambienti molto simili a quelli biologici”, sottolinea Olivieri.
Anche nella progettazione dei nuovi materiali per l’energia — dalle batterie agli elettrolizzatori per l’idrogeno verde — queste scoperte possono fare la differenza per aumentare efficienza e prestazioni. Adams aggiunge: “La ricerca apre nuove strade per ottimizzare i processi energetici nei dispositivi nano-strutturati”.
Nuove domande sul comportamento dell’acqua
Nonostante i risultati solidi restano molte domande aperte. Perché l’acqua risponde in modo così vario alle pressioni e ai diversi materiali? Quali effetti avrà tutto questo nei sistemi viventi? Il gruppo internazionale — una ventina tra Europa e Asia — ammette che serviranno altri esperimenti. “Stiamo preparando nuovi test su membrane cellulari vere”, conferma De Angelis.
La ricerca — uscita ieri sera sul sito di “Nature Materials” — segna un passo avanti nella comprensione di una sostanza tra le più studiate ma ancora misteriose della natura. Per ora, una cosa è certa: nell’acqua confinata, più dello spazio stretto contano le pressioni invisibili e i materiali che la circondano.