Milano, 5 ottobre 2026 – Nella serata di ieri, Aave, una delle piattaforme più attive nel mondo della finanza decentralizzata (DeFi), ha lanciato una proposta che punta ad alzare i tassi di prestito per USDe, la stablecoin algoritmica firmata Ethena Labs. La discussione aperta sul forum ufficiale poco dopo le 19:00 ha spiegato chiaramente l’obiettivo: frenare il cosiddetto “looping”, quella pratica per cui gli utenti prendono in prestito e reinvestono più volte per gonfiare i rendimenti.
Aave punta il dito sul looping di USDe
Il cuore della questione è proprio come funziona USDe sulla piattaforma. Al momento, gli sviluppatori raccontano che questa stablecoin genera un buon rendimento grazie al token sUSDe. Gli utenti mettono in deposito USDe, ricevono sUSDe in cambio e possono usarlo come garanzia per prendere altri prestiti. È qui che scatta il looping: chi gioca con questi passaggi più volte riesce a moltiplicare i profitti, ma mette sotto pressione il sistema e crea rischi per la sua stabilità.
Nel thread Ethena Labs ha condiviso dati preoccupanti: “Negli ultimi mesi il looping eccessivo ha fatto crescere il debito in modo sproporzionato, senza bilanciare domanda e offerta”. Gli amministratori avvertono che “alzare il tasso base sui prestiti USDe potrebbe scoraggiare questi comportamenti e riportare ordine”.
Tassi di interesse in rialzo per sUSDe
La proposta sul forum parla chiaro: portare il tasso di interesse sui prestiti in USDe al 5,2% annuo. Ora si aggira intorno al 3,7%, secondo la dashboard ufficiale di Aave. Se la misura passerà con il voto della governance, atteso entro la settimana prossima, l’aumento scatterà subito.
L’impatto sarà anche su sUSDe, usato da oltre 30.000 persone secondo i numeri della piattaforma. “Con questo rialzo sUSDe diventerebbe ancora più interessante per chi cerca guadagni sicuri senza sbattere contro la volatilità delle criptovalute classiche”, scrive un utente sotto lo pseudonimo “DefiTrader83”. Qualcuno però avverte: “Potrebbe scendere la domanda di USDe come garanzia”, un rischio da considerare per evitare pressioni troppo forti sul protocollo.
Il contesto e le incognite della nuova mossa
Con oltre 10 miliardi di dollari bloccati (dati DeFiLlama), Aave deve sempre trovare un equilibrio tra innovazione e sicurezza. Il fenomeno del looping ha acceso qualche campanello d’allarme soprattutto dopo fine agosto, quando il rapporto tra prestiti e riserve ha toccato livelli anomali.
“È un meccanismo che espone la piattaforma a grandi rischi se il mercato si muove bruscamente”, spiega questa mattina l’analista DeFi Massimiliano Leone. Secondo lui, “un tasso più alto dovrebbe disincentivare l’uso estremo della leva finanziaria, anche se potrebbe pesare su chi utilizza USDe per operazioni quotidiane”.
Tempistiche serrate e possibili sviluppi
La governance di Aave dovrebbe esprimersi entro venerdì prossimo. Se vincerà il sì, il nuovo tasso entrerà in vigore entro 24 ore dall’approvazione. Però non è detto che rimanga così com’è: gli sviluppatori hanno già detto che terranno d’occhio gli effetti e potrebbero aggiustare i parametri nelle settimane a seguire, “in base alla domanda e alla stabilità del sistema”.
Per ora Ethena Labs non si è pronunciata ufficialmente oltre ai commenti tecnici sul forum. In una nota breve diffusa stamattina si legge soltanto che “si stanno monitorando con attenzione le decisioni della governance per valutare impatti su crescita e stabilità di USDe”.
Le reazioni nella community DeFi
Tra gli operatori e piccoli investitori di finanza decentralizzata la prudenza domina i commenti. Marco Riva, attivo nel canale Telegram italiano di Aave, dice: “Sono scelte sensate, meglio muoversi prima che arrivino problemi seri”. Altri utenti stranieri sono più cauti: temono possibili effetti a catena su altre stablecoin o sugli equilibri delle pool collateralizzate.
In sostanza, la mossa della governance Aave di aumentare i tassi di prestito per USDe potrebbe rappresentare un passo importante per la DeFi. Nei prossimi giorni capiremo se questa scelta saprà davvero mettere un freno alle tensioni senza spegnere l’innovazione o spaventare chi investe piccoli capitali.