Snowflake vola del 40%: il boom AI supera perfino le performance delle criptovalute

Cristina Manetti

29 Maggio 2026

Milano, 29 maggio 2026 – Snowflake, azienda protagonista nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, ha messo a segno ieri un balzo da 40% a Wall Street, firmando una delle giornate migliori dell’anno nel settore tech. Il titolo, scambiato sul Nasdaq, ha chiuso a 234,17 dollari, partendo già con il piede giusto rispetto alle sedute precedenti. Un salto così deciso, spiegano gli esperti, non si vedeva da tempo sul mercato americano, soprattutto dopo mesi in cui i titoli legati all’AI avevano rallentato, frenati dalla volatilità e dalle vendite di chi voleva incassare i profitti.

Rally inaspettato sulle spalle dell’AI

La notizia è arrivata poco dopo le 17 in Italia: Snowflake ha diffuso i risultati trimestrali, superando le attese su ricavi e margini. Il fatturato ha raggiunto quota 1,18 miliardi di dollari, superando gli 1,14 miliardi stimati dal consensus Bloomberg. La reazione è stata immediata. A New York nelle sale trading la notizia ha fatto il giro in un lampo – “Gli acquisti sono partiti quasi da soli, poi si sono aggiunti i grandi fondi”, racconta un trader di JP Morgan che segue il settore tech – e in mezz’ora il titolo aveva guadagnato quasi il 30%, attirando anche l’attenzione degli investitori al dettaglio.

La crescita ha sorpreso per rapidità e ampiezza: nei primi minuti i volumi erano più che triplicati rispetto alla media degli ultimi mesi. “Questo rally ricorda un po’ le fiammate viste l’anno scorso tra le criptovalute”, commenta Marco Giuliani di Intermonte. “Solo che qui c’è una società con fondamentali solidi e un ruolo chiave nella rivoluzione AI”.

Cosa spinge questo boom

Dietro il balzo ci sono diversi motivi. Il mercato punta sulla capacità di Snowflake di rafforzare la sua presenza nei servizi cloud per aziende che gestiscono grandi quantità di dati, soprattutto nei settori sanitario e finanziario. Un comparto che sta attirando investimenti importanti, specie ora che – secondo IDC – il mercato globale delle infrastrutture AI potrebbe superare i 120 miliardi di dollari entro fine 2026.

Fondata nel 2012 a San Mateo (California), l’azienda punta molto sulle nuove soluzioni per la gestione dati e sull’integrazione con piattaforme di machine learning. “Siamo solo all’inizio di un nuovo ciclo”, ha detto al New York Times il ceo Sridhar Ramaswamy, arrivato a febbraio scorso. La svolta per Snowflake passa dagli investimenti su architetture cloud-native e dalle collaborazioni con big come Microsoft e Google.

I dati finanziari pubblicati ieri parlano chiaro: margine operativo al 26%, oltre le aspettative degli analisti. E il mercato ha apprezzato anche la revisione al rialzo della guidance sui ricavi per i prossimi sei mesi: “La domanda dei nostri clienti storici cresce, ma arrivano anche nuovi attori nel mondo AI”, ha spiegato Ramaswamy durante la conference call con gli investitori.

L’effetto trascina tutto il settore tech

Il buon momento di Snowflake ha tirato su anche altri titoli del comparto. Nel tardo pomeriggio a Wall Street si sono visti rialzi a doppia cifra per società come Palantir Technologies e Databricks (ancora non quotata ma molto seguita), mentre big come Nvidia e Microsoft hanno registrato aumenti più contenuti. “Si respira un po’ d’entusiasmo sui titoli growth”, ammette Andrew Perkins di Goldman Sachs, “ma resta aperto il dibattito sulle valutazioni”.

Qualcuno però mette in guardia dai rischi speculativi: nelle chat tra operatori gira voce che dietro al rally ci siano hedge fund alla ricerca di guadagni rapidi. I dati ufficiali però mostrano scambi frammentati: pochi grandi blocchi ma tante operazioni medie o piccole, segno che è coinvolto un pubblico più ampio rispetto ai soliti grandi investitori istituzionali.

Il parallelo con le crypto

Diversi osservatori hanno notato somiglianze con le ondate d’acquisto viste sulle principali criptovalute tra il 2020 e il 2021: variazioni forti in poco tempo, volumi esplosi e una narrazione che si alimenta sui social e forum finanziari. “Ma qui sotto c’è un business concreto”, precisa Fabio Marchionni, analista indipendente. “I risultati di Snowflake sono ben chiari: clienti reali e flussi di cassa positivi”.

Wall Street intanto guarda già alle prossime trimestrali del settore: aspettative alte ma anche segnali di attenzione legati al contesto macroeconomico e alle tensioni geopolitiche. Per ora però tutta l’attenzione resta puntata su Snowflake – una fiammata destinata a far parlare ancora nei prossimi giorni.

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