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Home Cyber Security

Smartphone 2027: perché i flagship costeranno oltre 1500 euro tra rincari RAM e nuovi chip

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
10 Agosto 2026
in Cyber Security

Milano, 10 agosto 2026 – I prezzi degli smartphone potrebbero volare a livelli mai visti nel 2027: le prime analisi di settore indicano che i modelli top di gamma potrebbero superare la soglia dei 1.500 euro nei negozi italiani. Un cambio di passo che per molti acquirenti cambia completamente il modo di pensare all’acquisto di un nuovo cellulare, mentre per le aziende del settore rappresenta una sfida non da poco.

Smartphone, rincari in arrivo: le stime per il 2027

A confermare questo trend sono le grandi catene di elettronica. “Da inizio anno abbiamo visto aumenti medi del 7% su modelli appena usciti”, spiega Claudio Russo, responsabile acquisti in un grande negozio milanese. Il discorso riguarda non solo Samsung o Apple, che restano i protagonisti della fascia alta, ma anche marchi cinesi come Xiaomi e Oppo, che stanno alzando i prezzi. La barriera psicologica dei 1.500 euro è ormai dietro l’angolo: il prossimo iPhone, secondo voci raccolte in ambiente industriale, potrebbe partire da 1.399 euro nella versione base, mentre le versioni con più memoria supererebbero senza problemi quel tetto simbolico.

Questa tendenza non riguarda solo l’Italia ma si vede un po’ in tutta Europa. L’associazione dei rivenditori di elettronica di consumo (Aires) ricorda che già nel 2025 c’è stato un aumento medio del 9% sui flagship rispetto all’anno prima. “Se la situazione non cambia, nel 2027 vedremo nuovi record”, commenta il presidente Aires, Davide Rossi.

Le cause: componenti, logistica e tasse

Cosa sta spingendo questi aumenti? Gli esperti indicano una serie di fattori combinati. I costi delle materie prime – soprattutto dei semiconduttori – restano alti, anche perché la domanda cresce da settori come quello automobilistico e delle infrastrutture di rete. Il rapporto McKinsey 2026 sul tech hardware mostra come il prezzo medio dei chip sia salito del 13% negli ultimi due anni. Nel frattempo, le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina hanno spinto molti produttori a rivedere le loro catene logistiche: “Ogni cambiamento pesa”, conferma Russo, “e si riflette sul prezzo finale”.

Da non sottovalutare anche l’impatto delle nuove regole europee sulla sostenibilità degli apparecchi elettronici: le aziende devono garantire aggiornamenti software più lunghi e pezzi facilmente sostituibili. Questo comporta costi significativi nella progettazione e produzione.

Consumatori tra attesa e strategie alternative

Per chi compra smartphone l’aumento si fa sentire già ora: “Di solito cambio telefono ogni due anni, adesso sto aspettando almeno tre”, racconta Elena Bianchi, impiegata milanese incontrata in un centro commerciale alla Bicocca. Non sorprende quindi che i dati GfK mostrino una crescita del mercato dell’usato e del ricondizionato (+18% nel primo semestre 2026). La ricerca dell’affare è più attenta che mai: l’acquisto a rate pesa oggi per oltre il 40% delle vendite nei negozi fisici.

Una recente indagine di Ipsos segnala che il 63% degli under 35 preferisce uno smartphone di fascia media, rispetto al 54% del 2024. Scelte ragionate – o obbligate.

Le reazioni delle aziende e gli scenari futuri

Dalla sede milanese di uno dei big del settore arriva una confessione – su anonimato – molto chiara: “Abbiamo margini più stretti e dobbiamo offrire qualcosa di diverso”. Alcuni produttori stanno pensando a formule in abbonamento per i modelli più avanzati, come già si fa negli Stati Uniti. La vera incognita resta però la tenuta del mercato premium in Europa: secondo Counterpoint Research, entro fine 2027 gli smartphone sopra i 1.500 euro potrebbero rappresentare appena il 6% delle vendite totali. Per molti sarà un acquisto d’élite.

Nel frattempo associazioni come Altroconsumo chiedono più trasparenza sui rincari e interventi regolatori per stimolare la concorrenza tra operatori. Da Bruxelles arriva una risposta chiara: “Stiamo monitorando la situazione e interverremo se emergono pratiche scorrette”, recita una nota diffusa a giugno dalla Commissione europea.

Oltre la soglia psicologica: una nuova era per il mercato?

Insomma, sta cambiando qualcosa nelle abitudini degli italiani – ma non solo loro. Una generazione abituata a cambiare spesso telefono ora frena; chi può si rivolge al mercato dell’usato o allunga i tempi tra un acquisto e l’altro. Le aziende rispondono con offerte diverse: abbonamenti, promozioni stagionali o modelli meno costosi.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la soglia dei 1.500 euro resterà un limite simbolico o diventerà realtà diffusa sugli scaffali. Per molti consumatori italiani (e europei) comprare uno smartphone sarà sempre più una scelta da fare con calma e attenzione.

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