Pokémon e blockchain: come le carte collezionabili diventano un investimento crypto di valore

Cristina Manetti

12 Agosto 2026

Milano, 12 agosto 2026 – Le carte collezionabili Pokémon non sono più solo un passatempo per appassionati e nostalgici. Negli ultimi anni, si sono trasformate in una vera e propria asset class, considerate da molti investitori quasi come opere d’arte o francobolli d’epoca. Nel 2026 questa tendenza ha preso una nuova piega con l’arrivo di piattaforme digitali che offrono la tokenizzazione delle carte più rare. Un cambiamento destinato, secondo gli addetti ai lavori, a rivoluzionare il mercato delle collezioni.

L’esplosione del valore delle carte Pokémon

Negli ultimi dodici mesi il prezzo di alcune carte Pokémon – come la celebre Charizard Prima Edizione Olografica – ha fatto registrare rialzi sorprendenti. A febbraio, una copia “gem mint” è stata venduta all’asta a Milano per più di 320mila euro, stabilendo un record. Un risultato che ha attirato non solo i collezionisti storici ma anche chi cerca investimenti alternativi. “Non è più solo questione di nostalgia o passione: qui si parla di un mercato vero, con prezzi pubblici e aste trasparenti,” ha spiegato Paolo Serra, esperto di memorabilia, intervistato da alanews.it.

I dati di PWCC Marketplace, uno dei principali player globali del settore, mostrano che nel 2025 il volume degli scambi ha superato i 380 milioni di dollari, segnando un +18% rispetto all’anno prima. In Italia la domanda si concentra soprattutto nelle grandi città – Roma, Milano, Torino – dove operano gruppi di collezionisti e case d’asta specializzate. Ma come sottolinea l’imprenditore Luca Farina, “sono aumentati anche gli acquisti online tra i giovani under 30, che vedono in queste carte un investimento da mettere da parte”.

La spinta della tokenizzazione: piattaforme in crescita

Mentre le aste battute toccano cifre da capogiro, il mercato delle carte collezionabili vive una seconda ondata di novità. Dalla primavera del 2026 almeno quattro nuove piattaforme italiane – tra cui la milanese Tokencard e la startup romana RareBit – hanno cominciato a vendere frazioni digitali delle carte più ambite attraverso token NFT su blockchain pubblica. Un modo per dare accesso anche a chi non può permettersi i pezzi interi e vuole comunque entrare nel gioco speculativo.

“Acquistando un token si ottiene una quota certificata e tracciabile della carta fisica,” spiega Matteo Piccirilli, ceo di RareBit. Le carte vere restano custodite in caveau sicuri, mentre le transazioni sono registrate in tempo reale con garanzie sul possesso e sull’autenticità. L’interesse riguarda soprattutto carte iconiche come la rarissima Pikachu Illustrator, ma anche esemplari più recenti usciti dal circuito competitivo. In soli tre mesi dal lancio RareBit ha gestito scambi per circa 1,2 milioni di euro.

I rischi tra volatilità e regolamentazione

Dietro questo entusiasmo però non mancano le ombre. La Consob, in una nota diffusa a luglio, ha avvertito sui rischi legati alla scarsa liquidità del mercato secondario e alla forte volatilità dei prezzi delle carte tokenizzate. “Investire in asset digitali legati a oggetti fisici comporta rischi maggiori rispetto ai titoli tradizionali,” si legge nel comunicato ufficiale. In sostanza, il valore può salire o scendere velocemente sulla base di mode passeggere o falsi allarmi – proprio come è successo con alcune carte promozionali legate ai film Pokémon.

Anche le garanzie sulla custodia degli originali lasciano qualche dubbio: secondo un’inchiesta condotta da alanews.it tra tre piattaforme attive a Milano e Torino, soltanto una su tre fornisce prove verificabili sulla conservazione fisica dei beni sottostanti. “Serve più trasparenza nelle procedure,” ammette Farina, invitando le autorità a mettere in campo regole più chiare.

La passione dei collezionisti non si spegne

Nonostante i rischi e le avvertenze però la passione per le carte Pokémon resta forte. La community italiana – con eventi nei centri commerciali e scambi sui forum specializzati come Pokémon Trading Card Italia – continua a crescere: solo al torneo milanese di luglio hanno partecipato oltre 600 giovani under 25. E molti continuano a sognare di trovare una carta rara aprendo le bustine comprate all’edicola sotto casa.

“La sensazione di aprire un pacchetto nuovo è rimasta intatta,” racconta Marco Rizzi, 19 anni di Pavia e collezionista dal 2019. Non si lascia spaventare dagli speculatori: “Per me vale ancora la sorpresa. E poi chissà… magari un giorno quella carta diventerà davvero un tesoro”. Una frase che riassume bene il doppio volto delle carte Pokémon nel 2026: investimento o gioco? Finanza o nostalgia? Tutto dentro un mazzo colorato che sembra proprio non voler uscire mai di moda.

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