Roma, 7 ottobre 2026 – Sempre più italiani scelgono lo SPID. Negli ultimi mesi, infatti, oltre 34 milioni di persone si sono affidate al Sistema Pubblico di Identità Digitale per gestire pratiche e richieste con la Pubblica Amministrazione. Non è solo un cambio di abitudine, ma una vera svolta nella vita di tutti i giorni: con lo SPID si accede a centinaia di servizi, dalle visite mediche ai bonus statali, usando una sola coppia di credenziali.
SPID: come funziona e perché conviene usarlo
Nato nel 2016 e ampliato nel tempo, il sistema permette di entrare nei portali dell’INPS, dell’Agenzia delle Entrate e anche in quelli più locali, come il fascicolo sanitario elettronico o i servizi anagrafici del proprio Comune. Tutto senza uscire di casa: si può prenotare una visita, inviare documenti per il cambio di residenza o richiedere certificati scolastici. “Con SPID risolvo le pratiche dei miei figli senza fare code o fissare appuntamenti”, racconta Marta Bianchi, impiegata romana che ormai non ne può più fare a meno.
L’attivazione non è mai stata un problema. Basta un indirizzo email valido, un documento d’identità italiano e la tessera sanitaria. Per attivare le credenziali gratuitamente ci si rivolge ai provider accreditati – tra i più noti Poste Italiane, Aruba, TIM ID e InfoCert. Solo nel primo semestre del 2026 sono state create più di 1,3 milioni di nuove identità digitali.
Un solo accesso per tanti servizi pubblici
Il principio dietro lo SPID è chiaro: fornire una sola chiave d’accesso sicura per tutti i siti della Pubblica Amministrazione. Addio alle file agli sportelli e a dover ricordare mille codici diversi. Nel 2025 sono state registrate quasi 800 milioni di operazioni tramite SPID: dalla richiesta di certificati agli accessi al portale INPS, fino alle prenotazioni alle ASL.
“I cittadini non vogliono più perdere tempo in pratiche che si possono fare in pochi minuti”, spiega Paola Pisano, responsabile della Digitalizzazione della PA. A confermarlo ci sono anche i dati Istat: oltre il 60% degli utenti digitali considera lo SPID “molto utile” o addirittura “essenziale” per districarsi nella burocrazia.
Lo SPID conquista anche il settore privato
Non è più solo questione della Pubblica Amministrazione. Sempre più banche online, assicurazioni e compagnie energetiche permettono l’accesso ai loro servizi attraverso lo SPID, rendendo tutto più semplice e sicuro. “Per noi è fondamentale sapere sempre chi c’è dall’altra parte”, spiega Luigi Massaro, responsabile innovazione in una società energetica attiva tra Lazio e Toscana.
Inoltre, questa crescita ha aiutato molti a superare le prime diffidenze tecnologiche. Anche chi ha qualche anno in più si sta avvicinando: secondo l’ultimo report dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), nel 2026 quasi il 18% dei nuovi utenti SPID ha più di 65 anni. Un segnale chiaro che la digitalizzazione sta cambiando le abitudini quotidiane.
Vantaggi e criticità: cosa dicono gli utenti
I vantaggi ci sono tutti: comodità, risparmio di tempo, meno carta da conservare o spedire. “Non pensavo fosse così facile”, confessa Antonio Ricciardi, pensionato barese che ha usato lo SPID per richiedere l’ISEE. Non mancano però problemi: alcuni siti ancora non riconoscono tutti i provider SPID oppure subiscono interruzioni temporanee. Nonostante tutto, la tendenza rimane positiva.
Il Ministero per l’Innovazione Digitale assicura che sono in corso interventi per migliorare l’integrazione tra piattaforme e semplificare l’esperienza d’uso. Entro fine anno dovrebbero sparire le maggiori difficoltà segnalate dagli utenti.
Digital divide e sfide future
Nonostante i progressi fatti, resta aperto il tema del “digital divide”. In molte zone interne o rurali lo SPID fatica a diffondersi a causa di una connessione scarsa o della mancanza di competenze digitali. Per questo le istituzioni stanno promuovendo corsi mirati proprio alle fasce più deboli della popolazione.
Guardando avanti – come ha spiegato il ministro della Pubblica Amministrazione Andrea Orlando – lo SPID diventerà sempre più centrale nell’accesso ai servizi pubblici, con novità già previste nel 2027. Intanto rimane un dato certo: l’identità digitale è ormai entrata nelle vite degli italiani, portando con sé comodità tangibili ma anche qualche ostacolo da superare giorno dopo giorno.