Milano, 7 ottobre 2026 – Il Bitcoin ha subito un brusco passo indietro nelle ultime ore, dopo aver sfiorato senza successo la soglia degli 87.000 dollari. Un movimento che qualcuno si aspettava, ma la rapidità con cui si è consumato ha colto di sorpresa anche i più esperti. Lunedì pomeriggio, mentre Wall Street viaggiava stabile intorno ai 34.100 punti e l’euro restava ancorato a 1,07 sul dollaro, la principale criptovaluta ha iniziato a perdere quota in modo improvviso e deciso. Adesso tutti gli occhi sono puntati su quattro nuovi wallet digitali, appena comparsi sul mercato, che avrebbero aperto posizioni “short” con una leva fino a 40x per oltre 12,5 milioni di dollari complessivi.
La frenata di Bitcoin e i livelli tecnici
I dati di CoinMarketCap, confermati da CryptoQuant, raccontano che la corsa del Bitcoin si è fermata proprio intorno agli 87.000 dollari nella serata di domenica. Poco dopo le 22 in Italia, il prezzo ha iniziato a scendere rapidamente, tornando a quota 82.500 dollari nell’arco di poche ore. A colpire gli operatori è stata la concentrazione delle vendite: volumi ben più alti della media settimanale e ordini importanti eseguiti quasi tutti tra le 21.30 e le 23, come spiega un trader di Bitfinex che ha preferito restare anonimo.
Cosa abbia fatto scattare questa frenata – e causato la rottura del supporto dei 85.000 dollari – resta ancora da chiarire. Una cosa però è certa: da giorni sui forum specializzati e nei gruppi Telegram circolava forte l’idea che molti stessero per incassare profitti proprio attorno agli 87mila.
Il ruolo dei nuovi wallet digitali
Mentre il prezzo del Bitcoin calava, alcune piattaforme di monitoraggio on-chain hanno individuato quattro nuovi wallet, indirizzi mai visti prima nel panorama blockchain. Lo conferma uno sviluppatore di Glassnode: “Sono indirizzi appena attivati”. Questi wallet avrebbero aperto posizioni ribassiste con una leva altissima: ben 40 volte l’investimento iniziale.
Il totale delle posizioni short supera i 12,5 milioni di dollari. Per alcuni analisti di Chainalysis questa tempistica non è casuale: “Sembra una manovra coordinata”. Nel mondo crypto non è una novità: quando si aprono grandi posizioni corte all’improvviso, il prezzo può scendere in fretta trascinando con sé altri investitori in un effetto domino.
L’impatto sui mercati e le reazioni degli investitori
Lunedì è stata una giornata nervosa per chi opera nel settore delle criptovalute. Nella chat pubblica “Crypto Italia”, poco dopo le 23, l’umore era teso: “Pensavamo di arrivare a 90mila e invece abbiamo virato all’improvviso”, ha scritto un utente noto come MarcoBTK. Un altro investitore ha commentato: “Quattro wallet con quella leva fanno paura”. Intanto in Borsa i titoli legati alle crypto – Coinbase e MicroStrategy su tutti – hanno perso tra il 2% e il 3% nella seduta americana.
Anche sulle piattaforme di scambio si sono registrate diverse liquidazioni forzate: secondo Coinglass nelle ultime dodici ore sono stati cancellati circa 215 milioni di dollari in posizioni long su Bitcoin ed Ethereum. Numeri che mostrano bene la tensione nel mercato.
Analisti divisi sulle prospettive
Il calo ha riacceso il dibattito tra gli esperti del settore. C’è chi vede questa frenata come un passaggio normale dopo una corsa così sostenuta nelle settimane precedenti: “È fisiologico”, commenta Francesco Turrisi intervistato da alanews.it. Altri però mettono in guardia su possibili ulteriori scossoni in arrivo. La società IntoTheBlock mette sotto i riflettori il rischio legato all’uso spinto della leva finanziaria: “Chi gioca con questi strumenti deve mettere in conto forti oscillazioni”, si legge nella nota diffusa nel primo pomeriggio.
Va detto però che il valore del Bitcoin resta ben sopra quello di un anno fa – quando si aggirava intorno ai 39.000 dollari. Eppure nessuno ha potuto fare a meno di notare la rapidità con cui la valuta digitale ha invertito rotta nel giro di poche ore, lasciando molti piccoli investitori fuori gioco costretti a rivedere i propri piani.
Domande aperte e riflessi sul settore
Ora la grande domanda è chi si celi dietro quei nuovi wallet che hanno mosso più di 12 milioni in scommesse short con leva altissima. Secondo alcuni potrebbero essere grandi operatori istituzionali che agiscono nell’ombra; per altri invece si tratta probabilmente di fondi hedge abituati a muoversi lontano dai riflettori delle piattaforme più conosciute.
Gli addetti ai lavori chiedono maggiore trasparenza ma riconoscono anche quanto sia difficile scoprire l’identità dei protagonisti del mercato crypto. Nel frattempo gli investitori restano sulle spine: c’è chi spera in un rapido ritorno verso quota 90mila, chi teme invece nuovi ribassi improvvisi. In questo clima incerto, una cosa sembra certa: la volatilità non mollerà la presa nemmeno nelle prossime settimane.