Milano, 7 ottobre 2026 – Nelle ultime ore, la rete Cardano ha messo in moto il nuovo protocollo CIP-0113 sulla sua mainnet, lanciando un sistema pensato per le stablecoin e i bond regolamentati che integra direttamente nei contratti intelligenti controlli sull’identità e procedure di screening. La decisione, ufficializzata ieri pomeriggio durante una riunione tecnica online guidata dai vertici della Input Output Global, punta a rendere le transazioni più sicure e a spianare la strada all’ingresso delle istituzioni nel mondo degli strumenti finanziari digitali.
Cardano spinge sulle stablecoin regolamentate
L’attivazione di CIP-0113 arriva in un momento critico per il mondo delle criptovalute. Dopo mesi di confronto tra sviluppatori, community e operatori istituzionali, Cardano – la piattaforma blockchain fondata nel 2017 da Charles Hoskinson – compie un passo deciso verso una finanza digitale più in linea con le regole. Il protocollo, spiegano dal team di sviluppo, inserisce un controllo diretto dentro la logica dei contratti intelligenti: ora ogni transazione è legata a un check sull’identità degli attori e sulle liste di esclusione, riducendo così il rischio di usi illeciti.
John Woods, chief technology officer della Fondazione Cardano, chiarisce: “Il protocollo permette agli emittenti di stablecoin o bond digitali di automatizzare i controlli KYC (know your customer) e AML (anti-money laundering) senza appoggiarsi a servizi esterni”. Insomma, lo screening delle identità non passerà più solo per fornitori terzi o verifiche manuali ma sarà parte integrante del token stesso.
Cosa cambia per banche e utenti
La novità ha subito attirato l’attenzione degli addetti ai lavori nel settore bancario. Istituti e grandi operatori da tempo segnalano come la mancanza di procedure regolamentate rappresenti un freno all’uso degli asset digitali. Inserire i controlli richiesti dalle normative internazionali potrebbe togliere uno degli ostacoli più grandi. “Per noi significa poter pensare a bond digitali destinati a investitori professionali senza paura di incorrere in sanzioni”, ha commentato un dirigente di una banca italiana impegnata nel fintech.
Dall’altra parte però non mancano dubbi dentro la community: molti si chiedono se sia davvero compatibile inserire filtri sull’identità in sistemi nati per essere decentralizzati. Il dibattito resta vivo nei forum specializzati: c’è chi vede questa novità come una necessaria apertura verso la finanza tradizionale e chi invece teme che si stia consumando una lenta perdita dell’anonimato che le criptovalute hanno sempre garantito. Solo col tempo si capirà se si riuscirà a trovare un equilibrio tra sicurezza normativa e privacy.
Dietro le quinte tecniche e primi test
Dal punto di vista tecnico, CIP-0113 introduce nuovi parametri nei contratti intelligenti Cardano che permettono di bloccare o autorizzare le transazioni sulla base dei risultati dello screening identitario. Il sistema è stato testato nelle settimane scorse su una rete privata con la collaborazione di almeno tre startup fintech europee. In pratica, supporta sia elenchi pubblici sia liste personalizzate create dagli emittenti degli asset. Così si mantiene una buona flessibilità operativa senza rinunciare ai requisiti dei regolatori.
Il rollout sulla mainnet è andato liscio, riferiscono fonti interne, grazie ad aggiornamenti progressivi che hanno coinvolto circa l’80% dei nodi della rete. Nel primo pomeriggio, poco dopo le 17.30 ora italiana, è stata eseguita con successo la prima transazione zero con controllo KYC da uno sviluppatore basato a Zurigo. Qualche piccolo ritardo c’è stato solo nei minuti immediatamente successivi al lancio ufficiale ma niente di serio.
Cardano punta a fare scuola nella finanza digitale
L’avvio di CIP-0113 può essere visto come un test importante per tutto il mondo blockchain sotto pressione dalle nuove regole in arrivo. Esperti internazionali dicono che altre reti pubbliche potrebbero seguire presto questa strada. “È un cambio netto che avvicina le infrastrutture decentralizzate alle esigenze degli investitori istituzionali”, ha spiegato ieri sera Massimiliano Turci, analista fintech del Politecnico di Milano.
Resta da vedere quanto questa novità sarà adottata su larga scala. Nel frattempo Cardano si conferma laboratorio d’innovazione nella regolamentazione finanziaria delle reti distribuite. Tra gli sviluppatori c’è prudenza ma anche voglia di fare: “Sappiamo bene quali sfide ci aspettano”, ha chiuso Woods durante la call tecnica, “ma era arrivato il momento giusto per provarci”.