Roma, 20 luglio 2026 – Il nuovo film di Christopher Nolan sull’epopea di Ulisse, uscito in sala la scorsa settimana, ha raccolto applausi da critici e pubblico, ma ha anche acceso dibattiti su alcune scelte narrative e omissioni. Presentato in anteprima all’Auditorium Parco della Musica di Roma, martedì sera, “Odissea” segna un’altra tappa del regista britannico nel rivedere grandi classici, dopo “Dunkirk” e “Oppenheimer”. Tuttavia, questa versione cinematografica non racconta per intero il viaggio originale di Omero: diverse tappe sono sparite o appena accennate.
L’adattamento di Nolan: tra omaggi e tagli obbligati
Con una durata di due ore e quarantacinque minuti – come segnala la scheda ufficiale – il film ha dovuto fare i conti con tagli precisi. Episodi famosi come l’incontro con Eolo, il dio dei venti, o la lunga permanenza sull’isola della maga Circe sono stati compressi in sequenze rapidissime, più suggerite che mostrate. “Abbiamo deciso di puntare sulle prove interiori di Ulisse – ha spiegato Nolan alla conferenza stampa – evitando divagazioni che avrebbero appesantito il ritmo”. Secondo lui, questa scelta era necessaria per mantenere quel senso di urgenza e movimento tipico del viaggio. Un equilibrio delicato tra fedeltà al testo e le esigenze del cinema.
Non sono però mancate le critiche dagli esperti di letteratura classica. Andrea Marcolongo, scrittrice e studiosa di antichità greca, ha commentato: “Qualche perdita è inevitabile in ogni trasposizione. Ma qui certe omissioni rischiano di banalizzare la complessità dell’eroe omerico”. Parole che molti spettatori hanno condiviso uscendo dalla prima romana: applaudono la mano esperta del regista ma lamentano un certo “affrettamento nei momenti più magici della storia”.
Le tappe saltate e il ritmo serrato della narrazione
Fonti vicine alla produzione rivelano che alcune scene sono state tagliate già in sceneggiatura. Il lungo episodio dei Lestrigoni – i giganti antropofagi – è completamente sparito; mentre l’incontro con le Sirene è stato riscritto in chiave onirica, affidato a un monologo interiore del protagonista (Cillian Murphy). Il lavoro sugli effetti speciali – curato da Paul Lambert, premio Oscar per “Dune” – punta soprattutto sulle scene marine e d’azione: tempeste violente, naufragi furiosi, il famoso scontro con Polifemo.
Eppure alcuni momenti simbolici restano fuori campo. Nolan ha ammesso senza giri di parole: “Un film non può contenere tutto quello che un poema antico racconta in centinaia di versi”. Una limitazione dettata dai “tempi stretti della narrazione cinematografica”, come ha ribadito anche la co-sceneggiatrice Lisa Joy durante il lancio a Milano lo scorso 17 luglio. Il pubblico più giovane apprezza molto le scene più visive – l’arrivo a Itaca, la riconquista del trono –, mentre alcuni spettatori più maturi notano che “le assenze tolgono spessore ai personaggi secondari”.
Accoglienza tra applausi e qualche riserva
Fin dal debutto nelle principali sale italiane – a Milano l’Auditorium Anteo è andato esaurito già alle 19.15 – le recensioni sono state per lo più positive. Su Rotten Tomatoes la valutazione internazionale si attesta all’87%. Paolo Mereghetti, critico storico del Corriere della Sera, parla di “un adattamento rigoroso che però paga lo scotto della sintesi”. Al Cinema Quattro Fontane a Roma, venerdì sera alle 22.30, gli spettatori incontrati hanno espresso opinioni diverse: Chiara (24 anni) confessa «Mi aspettavo più magia», ma aggiunge «Nolan riesce sempre a sorprendere anche con poco».
Dall’altra parte c’è chi invita alla prudenza: Giovanni Focardi (docente alla Sapienza) sottolinea come “le omissioni ci stanno in ogni rilettura. Ciò che conta è lo spirito dell’Odissea, che qui resta vivo nella lotta interiore di Ulisse contro sé stesso e il destino”.
Tra limiti produttivi e visione contemporanea
L’adattamento cinematografico dei classici si scontra sempre con limiti pratici. Il budget stimato – intorno ai 120 milioni di dollari secondo Warner Bros – non avrebbe permesso effetti ancora più grandi. E Nolan preferisce girare sequenze reali piuttosto che affidarsi al digitale: questo spiega anche perché alcune tappe siano state sacrificate. Le scenografie realizzate tra Malta e Sicilia ricostruiscono porti antichi e paesaggi marini senza esagerare con gli effetti digitali.
Così si capisce perché mancano certe scene: non tanto per scelta creativa quanto per i confini stessi del cinema. Rimane un film che propone una rilettura dell’Odissea fedele alla poetica di Nolan: visionaria ma ancorata ai grandi dilemmi umani. Forse meno epico rispetto al poema originale; certo capace però ancora oggi di suscitare domande e dibattiti.
Un’operazione azzardata? Forse sì. Ma come qualcuno diceva sabato notte all’uscita dal cinema Barberini: “Il viaggio di Ulisse cambia sempre per ciascuno di noi. Ogni epoca deve raccontarlo a modo suo”.