New York, 18 agosto 2026 – I dati sull’inflazione Usa, usciti ieri alle 14.30 ora italiana dal Dipartimento del Lavoro, hanno subito smosso i mercati globali, con ripercussioni immediate anche sul mondo delle criptovalute. Al centro di tutto c’è Bitcoin, la regina delle monete digitali, che ora si trova a un bivio. Gli investitori si interrogano su dove possa andare il suo prezzo nelle prossime settimane, mentre le grandi istituzioni finanziarie seguono ogni mossa con grande attenzione.
L’inflazione americana torna al centro dei giochi
Dal report ufficiale emerge che a luglio l’indice dei prezzi al consumo negli Usa è salito dello 0,2% rispetto a giugno, portando il tasso annuo al 3,4%. Un dato che rientra nelle previsioni di molti esperti di Wall Street, ma che – come sottolineano diversi operatori sentiti da alanews – lascia la Federal Reserve su un atteggiamento prudente. “Per adesso la Fed non cambia strada”, commenta Thomas Wilcox, trader di JP Morgan, intervistato nel primo pomeriggio. La banca centrale aveva già detto di voler aspettare e vedere come evolvono i dati economici prima di toccare i tassi.
Nonostante ciò, i mercati hanno reagito subito: il dollaro ha guadagnato terreno sull’euro nelle prime due ore dopo il rilascio, con il cambio che si è stabilizzato intorno a 1,08. I titoli del Tesoro americano hanno avuto una volatilità limitata, mentre nel settore crypto gli operatori si sono mossi con molta cautela.
Bitcoin e criptovalute: i primi scossoni dopo i dati
Appena venti minuti dopo la pubblicazione, Bitcoin ha fatto registrare un calo del 3%, scendendo a quota 59.800 dollari sulle piattaforme principali. A Wall Street alcuni desk di trading hanno confermato un aumento degli ordini “short” nel breve periodo. Il movimento però è durato poco: subito dopo il prezzo ha recuperato terreno e alle 16.00 (ora italiana) si attestava intorno ai 60.700 dollari.
“Il dato sull’inflazione era molto atteso”, spiega Marco Albergoni di CryptoMonitor.it, raggiunto telefonicamente. “Gli investitori avevano già messo in conto una Fed attendista e ora stanno ricalibrando le loro posizioni sulle criptovalute”. Non solo Bitcoin: anche Ethereum e altre monete digitali hanno visto una giornata piuttosto movimentata, con scambi ben sopra la media settimanale secondo Glassnode.
Mercato crypto: cosa aspettarsi nelle prossime settimane
A preoccupare gli operatori è soprattutto la possibilità che i tassi restino alti negli Stati Uniti ancora a lungo. Molti osservatori ricordano come un costo del denaro elevato renda meno appetibili gli asset rischiosi come le criptovalute. “Se la Fed mantiene i tassi così per tutto il trimestre potremmo vedere una fase di consolidamento dei prezzi”, dice Simone Dotti, portfolio manager di Ambrosia Capital.
C’è però chi invita alla calma: “Le reazioni immediate ai dati macro sono spesso guidate dall’emotività”, sottolinea Yasmine Lee di Coinbase Asia. Un particolare però ha colpito diversi investitori istituzionali: l’inflazione core – cioè quella senza energia e alimentari – è rimasta stabile al 3%. Questo potrebbe lasciare alla Fed qualche margine per muoversi nei prossimi mesi.
Intanto cresce l’attesa per la prossima riunione della banca centrale americana. Il FOMC si ritroverà a metà settembre a Washington e gli occhi saranno puntati su eventuali segnali di cambiamenti nella politica monetaria, decisioni che influenzeranno subito anche il mercato digitale.
Reazioni tra investitori e analisti
Nel pomeriggio i forum online e i social dedicati alle criptovalute si sono animati con decine di commenti contrastanti. C’è chi teme una lunga fase laterale per Bitcoin e chi invece scommette su un ritorno sopra i 62mila entro poche settimane. Alcuni piccoli investitori ammettono difficoltà a capire bene l’umore generale: “Le informazioni arrivano confuse”, ha scritto un utente sul canale Telegram Bitcoin Italia. Diverso l’approccio degli operatori istituzionali, più pazienti in attesa delle mosse della Fed.
In ogni caso ieri si è chiuso con un volume di scambi superiore ai 28 miliardi di dollari – secondo CoinMarketCap – segno che l’attenzione sul settore resta alta. Solo nei prossimi giorni capiremo se questi nuovi dati sull’inflazione Usa hanno segnato una direzione precisa per Bitcoin e per tutto il mercato delle criptovalute. Per ora si naviga tra prudenza e nervosismo diffuso tra investitori grandi e piccoli.