Il mistero delle sterline sul marciapiede: la storia dei benefattori anonimi di Blackhall Colliery

Salvatore Broggi

24 Luglio 2026

Blackhall Colliery, 24 luglio 2026 – Per quasi un decennio, nelle strade di Blackhall Colliery, piccolo paese minerario sulla costa nord-orientale dell’Inghilterra, qualcuno ha lasciato con regolarità delle buste piene di banconote in sterline. Un mistero che ha fatto parlare tutti, dai residenti alla polizia, alimentando leggende e tante domande. Oggi, finalmente, si conosce la verità: due benefattori hanno deciso di uscire allo scoperto e raccontare il loro gesto. Un atto di solidarietà silenziosa, nato dalla voglia di “dare qualcosa a chi aveva bisogno”, come spiegano i protagonisti.

Le buste misteriose che spuntavano nel villaggio

Da fine 2014, la scena si ripeteva sempre uguale: una busta bianca, lasciata vicino a una fermata dell’autobus o davanti a un negozio, con dentro una somma di 2.000 sterline in banconote da 20. Nessuna richiesta di restituzione, nessuna parola scritta dentro. All’inizio gli abitanti pensavano a uno scherzo o a un errore. Poi hanno cominciato a consegnare il denaro alla polizia locale, rispettando la legge britannica. Se dopo due settimane nessuno si faceva avanti per reclamarlo, la somma restava a chi l’aveva trovata.

Le segnalazioni arrivavano con una certa regolarità: in media due volte all’anno. Secondo i dati della polizia del Durham, almeno venti buste sono state raccolte in questi anni. “Erano momenti surreali”, ricorda oggi Mary Littlewood, 51 anni, impiegata alle poste e una delle prime ad accorgersi del fenomeno: “Sembrava quasi che qualcuno ci stesse mettendo alla prova o volesse proteggere chi stava davvero attraversando un momento difficile”.

Tra sospetti e ipotesi: l’indagine nel villaggio

Nel piccolo centro — poco più di 5.000 abitanti — la storia aveva acceso un misto di inquietudine e speranza. Nel giro di pochi mesi sono nate teorie di ogni tipo: c’era chi parlava di un tesoro nascosto, altri immaginavano un ex minatore che voleva restituire qualcosa alla comunità dopo una vincita al gioco. “Si dicevano tante cose”, conferma oggi David McAllister, agente in pensione. “Ma non siamo mai riusciti a beccare nessuno sul fatto”.

Per la polizia è stato un caso insolito: nessun reato segnalato, nessuna richiesta o minaccia. Le telecamere hanno ripreso solo due figure con il cappuccio calato, sempre all’alba, senza volti riconoscibili.

La svolta: “Volevamo solo aiutare”

Solo all’inizio di quest’anno è arrivata la svolta. Due residenti — una donna sulla sessantina e il vicino poco più giovane — hanno deciso di aprirsi con il reverendo della parrocchia locale, che poi li ha convinti a raccontare tutto al Northern Echo, storico giornale della zona. Il gesto, spiegano i due protagonisti — che ancora oggi vogliono restare anonimi — è nato dopo aver vinto una piccola somma alla lotteria e aver discusso su come usarla.

“Non volevamo far sapere niente a nessuno”, hanno scritto in una lettera al giornale. “Ma sapevamo che qui c’era bisogno di qualche aiuto concreto”. Hanno scelto le buste proprio perché così ognuno poteva trovare il denaro per caso, senza dover chiedere nulla.

Il paese reagisce tra stupore e gratitudine

A Blackhall Colliery la notizia ha suscitato sentimenti contrastanti tra orgoglio e sorpresa. Il sindaco, Helen Carrick, ha ringraziato pubblicamente i benefattori per il loro esempio “di generosità discreta e senza secondi fini”. Alcuni abitanti come James Foster ricordano quei giorni in cui si parlava delle nuove buste spuntate all’alba: “C’era chi si alzava presto apposta sperando di trovarne una”.

Non sono mancati episodi curiosi: una volta una busta è finita nelle mani di un bambino di sette anni che poi ha dato tutto alla mamma; lei ha consegnato tutto alla polizia. La maggior parte delle somme è stata restituita e poi distribuita a chi le aveva trovate.

Un caso chiuso ma senza nomi

Oggi il mistero delle mazzette di sterline sembra risolto. I due benefattori hanno scelto il silenzio, rinunciando a qualsiasi riconoscimento pubblico. Solo poche righe scritte da loro: “Lo rifaremmo senza pensarci”. Eppure questo ricordo rimane vivo nel villaggio — come sottolinea il reverendo — “ha unito tutti in qualcosa che non capita spesso”. Una storia che per anni ha tenuto insieme cronaca locale e generosità senza mai chiedere nulla in cambio.

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