Roma, 19 luglio 2026 – Un musicista romano, Matteo Belloni, ha deciso di mettere alla prova la notte e la tecnologia, puntando la fotocamera integrata nella sua console Nintendo verso Giove, il gigante del Sistema Solare. L’esperimento è andato in scena poco dopo mezzanotte, dalla terrazza di un palazzo in zona Tuscolana, attirando subito l’attenzione degli appassionati di astronomia e dei curiosi della rete. Belloni, 34 anni, tastierista dei “Nebula Jones” nel panorama indie, ha usato un telescopio Schmidt-Cassegrain da 200 millimetri – uno strumento semi-professionale spesso nelle mani di osservatori amatoriali esigenti – per collegare la piccola camera della sua console portatile.
Una console Nintendo per scrutare il cielo
Non è certo la prima volta che strumenti nati per altro finiscono montati su telescopi. Ma vedere una Nintendo Switch Lite attaccata con un adattatore fatto in casa al fuoco di un Celestron C8 (questo il modello scelto) non capita tutti i giorni. “Avevo letto che qualcuno aveva provato con i telefoni – racconta Belloni – e mi sono detto: perché non provare anche con la console?”. L’idea è nata quasi per scherzo durante una sessione in studio. Quella stessa notte, dopo aver studiato le impostazioni della fotocamera integrata (appena 2 megapixel e con controllo manuale dell’esposizione), ha posizionato lo strumento vicino all’oculare del telescopio, fissandolo con delle fascette in velcro.
Immagini sgranate ma entusiasmo alle stelle
Il risultato? Come spesso succede con questi esperimenti fai-da-te, le immagini di Giove sono “molto sgranate e verdi”, ammette Belloni. Ma si distingue comunque la sagoma rotonda del pianeta gigante: si vedono qualche banda equatoriale e quel puntino luminoso che sono le sue lune più grandi. “Non è certo una foto da concorso – scherza il musicista – ma vedere Giove così, in diretta sullo schermo della Switch, è stata una soddisfazione unica”. Sui social le prime reazioni non si sono fatte attendere: c’è chi dubita che una fotocamera pensata per selfie e video di gioco possa cavarsela così bene; altri invece applaudono l’idea originale: “Geniale! Chissà che Nintendo non prenda spunto”.
Dietro le quinte: tecnologia e passione
Dietro l’esperimento c’è molto ingegno ma anche tanta pazienza tipica dell’osservazione astronomica. La notte del 19 luglio il cielo sopra Roma era abbastanza sereno e la temperatura sui 25 gradi. Belloni ha messo a punto con cura il telescopio sul percorso di Giove, visibile a occhio nudo poco sopra l’orizzonte sud-est. Dopo una decina di tentativi tra regolazioni manuali del fuoco e dell’esposizione, è arrivato lo scatto giusto. “Ci vuole calma – spiega – i pianeti si muovono velocemente rispetto al campo inquadrato, bastano pochi secondi per avere immagini sfocate”. Il telescopio Schmidt-Cassegrain è uno degli strumenti più diffusi tra gli astrofili italiani per la sua buona luminosità; resta però il limite della sensibilità del sensore Nintendo. Un dettaglio che non ha scoraggiato Belloni, deciso a riprovare nei prossimi giorni.
Un esperimento che fa scuola?
L’esperimento arriva in un momento di nuovo interesse verso l’astronomia domestica. Negli ultimi anni, telescopi accessibili abbinati a tecnologie portatili come smartphone o action-cam hanno avvicinato tanti alla scoperta del cielo stellato. Ma usare una console da gioco rappresenta davvero una novità nel panorama delle iniziative condivise online. Già diversi utenti chiedono consigli tecnici su come replicare il set-up: tipo di adattatore, impostazioni della fotocamera, trucchi per evitare riflessi o vibrazioni. Al momento Nintendo non ha rilasciato commenti ufficiali sulla cosa. Secondo i moderatori del forum Astrofili.it però “questa trovata dimostra che con un po’ di creatività si possono superare limiti tecnologici apparentemente insormontabili”.
Insomma, seppur le immagini di Giove non entreranno nella storia della ricerca scientifica, questa storia parla soprattutto di passione condivisa. Un modo nuovo per riscoprire il fascino dell’osservazione celeste partendo anche dagli strumenti meno convenzionali. Come dice lo stesso Belloni: “La notte in terrazza non era silenziosa: tra i rumori della città guardare Giove così piccolo e lontano ti fa sentire comunque parte di qualcosa”.