Falso allarme con immagine AI: come un fake ha fermato la ricerca del lupo scappato a Daejeon

Salvatore Broggi

24 Maggio 2026

Seoul, 24 maggio 2026 – Un giovane lupo fuggito dallo zoo municipale di Daejeon ha tenuto con il fiato sospeso i cittadini per più di una settimana. A complicare le cose, una foto falsa che ha rallentato le ricerche e confuso le squadre di soccorso. La vicenda, iniziata il 13 maggio e conclusa solo ieri, riporta al centro del dibattito il problema delle immagini create con l’intelligenza artificiale durante le emergenze pubbliche.

Fuga dallo zoo, l’allarme e la prima mobilitazione

Tutto è partito mercoledì scorso, poco prima delle otto del mattino. Un addetto alla manutenzione dello zoo di Daejeon, nel quartiere Yuseong, si accorge che “Minho”, un giovane lupo grigio siberiano, non era più nel suo recinto. Una recinzione secondaria, probabilmente rotta dal maltempo recente, aveva lasciato all’animale la via libera senza far scattare le telecamere di sorveglianza.

Subito è scattata la chiamata al dipartimento per la sicurezza animale del Comune, che ha messo in campo una ventina tra agenti e volontari. “Abbiamo seguito tracce fresche nella zona boschiva a nord dello zoo,” ha spiegato l’ispettore Kim Hyeon-su ai giornalisti locali. Nel giro di poco sono arrivate anche le prime segnalazioni di residenti preoccupati.

La foto falsa che ha mandato in tilt i soccorsi

Il giorno dopo, 14 maggio, su vari social sudcoreani circola una foto che ritrae un lupo tra i vialetti di un parco cittadino. L’immagine – realistica e convincente a prima vista – mostra un animale identico a Minho vicino a una fontana ben nota agli abitanti del quartiere. “Ci siamo precipitati lì,” ha ammesso un componente della squadra di ricerca.

Ma in breve sono spuntati dubbi. Qualcosa non tornava: dietro l’animale si notava un lampione piegato in modo innaturale e altri dettagli strani, visibili solo con uno sguardo attento. Qualcuno ha fatto notare che poteva trattarsi di una foto creata con strumenti AI, come Midjourney o DALL-E.

Nonostante ciò, la polizia ha concentrato uomini e droni proprio su quella zona per sicurezza. Risultato? Tempo perso: “Quel falso avvistamento ci ha impegnati per almeno due giorni,” ha ammesso Kim. Nel frattempo Minho si spostava altrove.

Il panico tra i cittadini e le indagini aperte

La falsa segnalazione non è stata senza conseguenze: il quartiere intorno al parco è rimasto semi-deserto per giorni. Scuole hanno sospeso le attività all’aperto e negozi hanno chiuso prima del solito. Momenti di vera paura non sono mancati: due donne hanno chiamato la polizia vedendo un cane randagio grande vicino alla stazione, convinte fosse il lupo scappato.

Solo il 21 maggio, grazie alle telecamere di una fabbrica alla periferia ovest della città, è arrivata una traccia concreta dell’animale. “L’abbiamo trovato esausto e infreddolito ma in buona salute,” ha raccontato alla tv pubblica KBS il veterinario dello zoo Lee Jun-ho. Minho è stato calmato e riportato nel suo recinto nel tardo pomeriggio.

La polizia ha aperto un’indagine per risalire a chi ha diffuso la foto falsa. Gli esperti informatici contattati dallo zoo confermano che si tratta molto probabilmente di un’immagine generata da software AI. Ora si punta su alcuni profili social che avevano condiviso meme e immagini modificate sul caso.

Immagini AI e sicurezza pubblica: una sfida da affrontare

La storia di Daejeon sta facendo riflettere amministratori ed esperti sul modo migliore per riconoscere e gestire i contenuti manipolati quando scatta l’allerta. Il direttore dello zoo Park Jae-woo lo mette così: “Bisogna saper distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. In situazioni come questa può fare davvero la differenza.”

Il Comune sta pensando a campagne informative rivolte ai cittadini e corsi mirati per il personale pubblico, con l’obiettivo di migliorare la capacità di riconoscere immagini sospette. Oggi a Daejeon si respira maggiore tranquillità, ma resta chiaro che gestire emergenze simili richiederà sempre più spesso competenze digitali affinate e attenzione alle nuove tecnologie.

In città tirano tutti un sospiro di sollievo: Minho è tornato al sicuro nel suo recinto. Ma questa storia lascia dietro sé molte domande su come ci prepareremo — in futuro — a fronteggiare immagini capaci di ingannare occhi e decisioni.

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