Elon Musk lancia Terafab in Texas: maxi-impianto chip IA da record con Tesla e SpaceX

Salvatore Broggi

10 Agosto 2026

Austin, 10 agosto 2026 – Oggi Elon Musk ha dato il via al progetto Terafab, una colossale fabbrica di chip per intelligenza artificiale che nascerà in Texas. Un investimento che Musk ha definito “il più ambizioso della mia carriera”. La produzione dei primi microprocessori è prevista per il 2028, e già si parla della fabbrica di chip più grande mai costruita al mondo.

Nuovo colosso a Austin: Musk punta tutto su dimensioni e velocità

L’annuncio è arrivato alle 9 di questa mattina, dal quartier generale di Tesla ad Austin. Circondato dai vertici di X.AI, SpaceX e rappresentanti del governo locale, Musk ha presentato ai giornalisti i dettagli del progetto. “Stiamo creando un ecosistema per produrre quantità mai viste prima di chip IA”, ha detto mentre sullo schermo scorrevano immagini dei terreni appena acquistati nella periferia ovest della città.

Terafab coprirà più di 120 ettari tra la contea di Travis e quella di Williamson. Il cantiere dovrebbe partire entro sei mesi. “Il Texas offre energia a basso costo e una forza lavoro esperta nella microelettronica: qui possiamo crescere molto più in fretta rispetto ad altri posti”, ha spiegato Musk.

Investimento da record e protagonisti in campo

L’operazione vale quasi 42 miliardi di dollari, secondo le stime degli advisor finanziari coinvolti. Sono già partiti colloqui con istituzioni americane per ottenere fondi pubblici dedicati all’innovazione tecnologica e all’indipendenza strategica nel settore dei semiconduttori.

Oltre a X.AI e Tesla, parteciperanno anche Samsung Foundry e Nvidia, quest’ultima pronta ad acquistare i primi lotti di microchip destinati all’addestramento dei modelli generativi.

“Questo progetto sposterà l’asse globale della produzione di chip IA dagli hub asiatici al cuore degli Stati Uniti,” sottolinea Joshua Levine, analista di semiconductori presso TechInsights, raggiunto da alanews.it.

Corsa mondiale ai chip: cosa cambia per gli USA

Negli ultimi mesi la domanda di microprocessori specializzati per intelligenza artificiale ha superato ogni aspettativa, con tempi d’attesa fino a nove mesi per una singola fornitura di GPU. L’obiettivo di Terafab è proprio colmare questo gap e rafforzare la posizione americana contro Cina e altri competitor asiatici.

Un portavoce anonimo del Dipartimento del Commercio Usa rivela che la fabbrica texana “potrebbe coprire oltre il 15% del fabbisogno mondiale di chip IA avanzati entro il 2030”.

Il progetto avrà un impatto anche sull’occupazione: Tesla prevede circa 7.500 posti diretti e almeno il doppio nell’indotto tra fornitori locali, trasporti e servizi logistici. “Non è solo una fabbrica: è una svolta industriale per il Texas centrale”, commenta Roger Miller, sindaco di Hutto, uno dei comuni coinvolti.

Tempi stretti ma sfide importanti: produzione dal 2028

La produzione inizierà nella seconda metà del 2028. Sarà allora che si capirà davvero quanto potrà fare questa struttura. I piani prevedono una capacità iniziale di 25 milioni di wafer all’anno, destinata a crescere con l’ampliamento degli impianti.

Uno degli ostacoli principali riguarda le forniture energetiche: Terafab consumerà tanta elettricità quanto una città da 300mila abitanti. L’azienda sta trattando con i fornitori locali per avere energia da fonti rinnovabili. “Le sfide ambientali ci sono eccome,” ammette Musk durante il briefing.

Primi commenti dal settore: tra scetticismo e attesa

Le reazioni nel mondo tech sono misurate. Un portavoce Intel si limita a dire: “La competizione fa bene al mercato”. Lisa Su, CEO AMD, è più cauta: “Un investimento così grande cambierà la mappa tecnologica americana, ma i vantaggi concreti vanno ancora dimostrati”.

Intanto in Texas cresce la curiosità. Le richieste d’informazioni sugli impatti ambientali sono arrivate a quota 1.300 in meno di 24 ore, secondo l’Ufficio del Commissario alla Salute pubblica.

Solo nelle prossime settimane si capirà se il sogno texano targato Musk sarà davvero capace di rivoluzionare l’industria globale dei semiconduttori. Per ora tutti gli occhi restano puntati su Austin e sulle ambizioni – immense – racchiuse nel nome Terafab.

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