Roma, 17 agosto 2026 – Un attacco informatico ha colpito la piattaforma SafePal, conosciuta per i suoi portafogli digitali, mettendo a rischio i dati personali di almeno 40.000 utenti. A darne notizia è stata la stessa azienda nella tarda serata di ieri. Sono stati compromessi nomi, indirizzi email, numeri di telefono e indirizzi fisici, ma – fanno sapere dall’interno – le password e le seed phrase sarebbero rimaste al sicuro.
SafePal: dati personali di 40.000 clienti sotto attacco
Nel comunicato ufficiale si legge che la violazione dei dati è avvenuta nelle prime ore del 16 agosto. SafePal, con sede legale a Singapore ma con una nutrita base di utenti in Italia (Milano, Roma e Torino le città più colpite, stando a stime parziali), ha precisato che l’attacco non ha interessato né chiavi private né credenziali per accedere ai portafogli. “Abbiamo individuato un accesso non autorizzato al nostro sistema di gestione clienti,” ha spiegato il portavoce durante una conference call alle 21.30 ora italiana. “L’intrusione si è limitata ai dati anagrafici e di contatto.”
La precisazione è arrivata dopo ore di ansia tra gli utenti: i canali social ufficiali di SafePal sono stati sommersi da domande e richieste di chiarimenti. Solo intorno alle 22 il team tecnico ha cercato di tranquillizzare tutti: “Nessun portafoglio compromesso, i fondi sono al sicuro”.
Cosa è stato sottratto: nomi, email e numeri telefonici
Le prime verifiche confermano che tra le informazioni trafugate ci sono nome e cognome, indirizzo email, numero di telefono e indirizzo fisico forniti durante la registrazione o un acquisto. Una combinazione che – secondo esperti di sicurezza informatica come Francesco Ronchi (Security Consultant presso AIPSI) – “può facilitare attacchi mirati di phishing o tentativi di furto d’identità”.
Il pericolo maggiore, spiega Ronchi, riguarda le prossime settimane: “Chi è in possesso di questi dati può fingersi SafePal in comunicazioni ufficiali e cercare di estorcere informazioni sensibili come seed phrase o password. È la fase tipica dopo un data breach ben studiato.”
Password e seed phrase restano blindate
SafePal ha garantito che tutte le credenziali crittografiche non sono state toccate. “I nostri sistemi separano nettamente i dati personali da quelli critici legati agli accessi ai portafogli,” si legge nella nota diffusa stamattina. “Al momento non ci sono segnali che gli hacker siano riusciti a oltrepassare i livelli di protezione che difendono seed phrase e password.”
Nonostante queste rassicurazioni però molti utenti continuano a chiedere chiarezza su come sia stato possibile l’attacco e sulle misure messe in campo per evitarne altri. Nei forum internazionali il clima resta teso: qualcuno riferisce di aver già ricevuto email sospette nelle ultime ore, altri attendono indicazioni su come cambiare i dati compromessi.
Reazioni degli utenti e indagini in corso
La fuga dei dati ha subito scosso la comunità degli investitori crypto. Su Telegram e Discord, dove si discute della sicurezza SafePal, si sono moltiplicati messaggi d’allarme: “Ho ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto che voleva confermare il mio codice di backup,” racconta Marco D., utente romano. La Polizia Postale italiana contattata questa mattina non ha confermato l’apertura formale delle indagini ma invita a mantenere “massima prudenza nel gestire messaggi sospetti legati a wallet e scambi digitali”.
Nel frattempo SafePal ha attivato un servizio clienti straordinario: un numero dedicato sarà operativo dalle 8 alle 22 per segnalazioni e assistenza.
Cosa rischiano gli utenti? Le misure da adottare subito
“Quando vengono rubate informazioni personali così vaste si alimenta un mercato parallelo nel dark web,” mette in guardia Ronchi in un’intervista rilasciata poco dopo la notizia. Gli esperti consigliano massima attenzione a email o SMS che chiedono aggiornamenti delle chiavi d’accesso e raccomandano l’attivazione della doppia autenticazione dove possibile.
SafePal invita tutti gli utenti a controllare bene la propria posta elettronica per eventuali comunicazioni ufficiali – rigorosamente da indirizzi aziendali verificati – e a segnalare subito ogni tentativo sospetto alle autorità competenti.
Il caso resta aperto: nei prossimi giorni si capirà se questi dati finiranno davvero in circolazione e quali conseguenze avrà l’attacco sulla fiducia degli utenti verso i servizi digitali per la gestione delle criptovalute.