Da Nvidia a SpaceX: come le memecoin rivoluzionano i grandi trade con Solana e le azioni tokenizzate

Cristina Manetti

13 Settembre 2026

Milano, 13 settembre 2026 – Anatoly Yakovenko, co-fondatore di Solana, ha tracciato oggi a Lisboa una visione concreta per il futuro della sua piattaforma: una blockchain dove le azioni tokenizzate si scambieranno all’interno di pool fatte di memecoin. Una novità che ha subito acceso l’interesse di investitori, analisti e appassionati del mondo finanziario e tech.

Solana punta sulle azioni tokenizzate

Yakovenko, oggi quarantenne e protagonista della rivoluzione delle reti veloci, non ha dubbi: l’obiettivo è portare il mercato azionario tradizionale su Solana, rendendo le azioni “liquide” e facili da scambiare grazie a processi automatici. “Immaginate di trasformare i vostri titoli Apple o Tesla in token su una blockchain, usando la liquidità delle pool di memecoin”, ha spiegato dal palco del Lisbon Web3 Hub poco dopo le 11. Una visione che punta a rendere i mercati finanziari più accessibili, sfruttando la rapidità delle transazioni su Solana, attualmente attorno ai 400 millisecondi per blocco.

In pratica, le azioni tokenizzate sono versioni digitali dei titoli tradizionali, gestite tramite smart contract. Negli ultimi mesi vari operatori – tra cui Binance e Franklin Templeton – hanno iniziato a testare la tokenizzazione delle quote azionarie reali. Ma nessuno aveva mai pensato a un’integrazione così stretta con le criptovalute più speculative.

La scommessa sulle memecoin

Non è un caso che si parli di pool di memecoin: criptovalute nate come scherzo – Dogecoin, Bonk e simili – sono ormai strumenti con volumi importanti. Secondo Dune Analytics, solo nel secondo trimestre 2026 il volume giornaliero delle principali memecoin su Solana ha superato i 2 miliardi di dollari. “Non è solo gioco o speculazione”, ha chiarito Yakovenko. “Le memecoin possono fornire liquidità immediata agli asset tokenizzati, abbattendo molte barriere tra crypto e finanza regolamentata”.

C’è però chi guarda con prudenza, come l’italiano Marco Savini, advisor di Chainalysis: “Mettere insieme titoli regolamentati e strumenti così volatili resta rischioso”, ci ha detto. “Serve una governance forte”. Nonostante ciò, il dibattito si è subito acceso: su X (ex Twitter) centinaia di utenti hanno iniziato a confrontarsi sui pro e contro dell’idea già nel primo pomeriggio.

Regole in arrivo e scenari futuri

Le autorità finanziarie internazionali osservano con attenzione le azioni tokenizzate. A giugno la SEC americana ha ribadito che chi vuole trattare titoli digitalizzati deve rispettare le regole per i broker tradizionali. Intanto Bruxelles sta valutando una sandbox normativa per testare il trading di asset digitali su blockchain pubbliche entro fine 2027.

Yakovenko non ha evitato il tema: “Rispettare le leggi sarà fondamentale. Ma la tecnologia deve correre più veloce dei regolamenti se vogliamo davvero un mercato globale aperto 24 ore su 24”. Insomma, il vero nodo è normativo più che tecnico.

Secondo CoinMarketCap, oggi la capitalizzazione globale delle azioni tokenizzate supera i 600 milioni di dollari. È poco rispetto ai mercati tradizionali – il NYSE tratta quasi 35 trilioni al giorno – ma cresce senza sosta da due anni a questa parte.

Solana tra ambizione e rischio

Dietro la sfida di far convivere senza intoppi azioni tokenizzate e memecoin c’è un equilibrio delicato. La volatilità delle criptovalute “parodistiche” può essere un vantaggio per avere liquidità veloce ma anche un pericolo per chi non conosce bene i rischi. Come sottolinea Elena Rigoni, analista fintech milanese: “La vera sfida sarà mettere in campo strumenti per proteggere dagli sbalzi improvvisi”.

Per ora gli sviluppatori di Solana non hanno fissato date precise per i primi progetti pilota in questo campo. “Ci vorrà ancora tempo”, hanno ammesso nel pomeriggio fonti ufficiali. Ma il fermento è evidente: tra borsa tradizionale e decentralizzazione Yakovenko sembra deciso a puntare su una strada che potrebbe cambiare – o stravolgere – i servizi finanziari digitali così come li conosciamo.

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