Crisi RAM 2027: Samsung, SK Hynix e Micron esauriscono la produzione, prezzi in aumento e carenze in arrivo

Salvatore Broggi

18 Agosto 2026

Milano, 18 agosto 2026 – La capacità produttiva mondiale della memoria RAM è già tutta prenotata fino al 2027. Fonti del settore semiconduttori, raccolte tra Seul e Taipei, raccontano che la domanda spinta dall’intelligenza artificiale e dall’espansione dei data center ha praticamente esaurito ogni margine per nuove commesse nei prossimi mesi. Samsung, SK Hynix e Micron – i tre colossi del settore – hanno ammesso nelle ultime trimestrali che “le linee sono al limite”. Un dirigente, che preferisce restare nell’ombra, spiega: “I grandi clienti hanno già bloccato le quantità per tutto il prossimo anno, una situazione che non si vedeva dal 2021”.

Pressione su prezzi e disponibilità

Gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti. Da giugno a oggi, il prezzo medio dei moduli DDR5 è schizzato di oltre il 30%, secondo TrendForce. Aziende come Lenovo e Dell, contattate da alanews.it, confermano che “negli ordini all’ingrosso si registrano ritardi e continue rinegoziazioni”. Al centro di tutto c’è la corsa ai server di nuova generazione. Microsoft e Google – spiegano da un grande system integrator italiano – “hanno triplicato i contratti per reggere il peso dei sistemi di IA generativa”.

Ma non si parla solo di cloud: anche il mondo dell’automotive, soprattutto con i veicoli autonomi, e il settore mobile inseguono a fatica. Le scorte nei magazzini europei stanno calando: a Piacenza, uno dei principali hub logistici del Nord Italia, chi lavora nella distribuzione racconta che “fino a un mese fa si poteva ancora scegliere tra più fornitori; ora spesso arriva solo una partita ogni dieci giorni”.

L’onda lunga dell’IA fa sentire i suoi effetti

La ragione è evidente per chi vive nel mondo tech. L’ondata di investimenti in intelligenza artificiale, partita nel 2024, non conosce sosta. OpenAI e Nvidia hanno dichiarato numeri record di server attivi; secondo IDC, solo nel primo semestre 2026 sono stati installati 250mila nuovi cluster tra Stati Uniti ed Europa. Le architetture AI-native richiedono molta più memoria RAM rispetto al passato: ogni nodo può montare fino a 2 terabyte, contro i classici 128 o 256 gigabyte dei server tradizionali.

Questo balzo ha praticamente prosciugato la produzione mondiale. “Se guardiamo alle richieste – nota un analista taiwanese sentito da alanews.it – il ritmo di crescita della domanda è stato più veloce rispetto al post-pandemia”.

Cosa cambia per consumatori e imprese

Per chi compra in negozio o online l’effetto sarà doppio: prezzi in salita e meno disponibilità su alcuni modelli. Negli shop digitali – da Amazon a Mediaworld – sono già segnalati esaurimenti temporanei soprattutto sulle taglie più grandi (32, 64 e 128 GB), con listini che cambiano settimana dopo settimana. Per le aziende invece la situazione è ancora più complicata: chi deve aggiornare i data center spesso deve rallentare o rinegoziare all’ultimo minuto.

“I clienti vogliono certezze sui tempi,” racconta Paolo Ferrara, responsabile vendite in una catena informatica milanese, “ma non sempre ce la facciamo a darsele. Recentemente abbiamo dovuto tagliare del 50% una consegna già programmata”.

Anche le realtà più piccole sentono la stretta: startup fintech lombarde dicono di aver rinviato rollout previsti in autunno proprio perché trovare RAM a prezzi stabili è diventato impossibile.

Nessuna soluzione rapida all’orizzonte

Le fabbriche non possono aumentare subito la produzione: servono nuovi impianti, miliardi di investimenti e almeno uno-due anni prima di vedere risultati concreti. In Corea del Sud si parla da settimane di piani straordinari ma chi lavora nel settore frena sulle tempistiche: “Per ora possiamo solo cercare di razionare le forniture”, dice un portavoce SK Hynix da Icheon.

Intanto alcuni produttori hanno iniziato a privilegiare i grandi clienti negli Usa e in Europa, lasciando indietro i distributori più piccoli. In Italia Confcommercio ha scritto al ministero delle Imprese chiedendo chiarimenti sulla gestione delle forniture essenziali per il digitale.

Secondo le prime stime degli analisti i prezzi resteranno alti almeno fino all’estate 2027. Solo allora – se la domanda rallenterà o entreranno nuovi impianti in funzione – si potrà sperare in un mercato meno teso. Ma ad oggi, ammettono compratori e venditori, il mercato della RAM resta sotto pressione senza via d’uscita immediata.

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