Come Visualizzare l’Anteprima Foto su PC: Guida Facile per Principianti

Giulio Righi

20 Luglio 2026

Roma, 20 luglio 2026 – Non servono gesti clamorosi per superare i propri limiti. Spesso basta solo un po’ di costanza, pazienza e quella voglia di farcela che si fa strada quando meno te lo aspetti. Ecco perché, in queste settimane, migliaia di adulti italiani – molti cresciuti ben prima dell’era digitale – hanno raccontato di aver imparato a usare il computer. Un traguardo che fino a poco tempo fa, stando alle statistiche, sembrava fuori portata per una fetta importante della popolazione.

Dall’imbarazzo iniziale alle prime mail inviate

“Pensavo proprio di non farcela, invece ora navigo su Internet e mando mail ai miei nipoti”. Parole semplici, ma piene di significato per Carlo, 67 anni, romano e ex impiegato di banca. Come tanti altri, ha iniziato il suo percorso tra insofferenza e curiosità. “All’inizio non capivo niente, mi sembrava tutto troppo complicato”, confida. Il cambiamento è arrivato quando le esigenze pratiche si sono fatte sentire: dall’INPS online al green pass per viaggiare, dai bollettini postali alla posta elettronica.

Secondo un’indagine ISTAT aggiornata al primo semestre del 2026, almeno il 35% degli over 60 si sente ormai “abbastanza sicuro” con computer e tecnologia. Nel 2022 quella percentuale era appena al 19%. Un salto importante, spinto più dalla necessità che da una vera passione per il digitale.

Corsi serali e “compiti” a casa: la svolta dopo la pandemia

Nel quartiere San Giovanni, la sala computer della biblioteca comunale è diventata un punto di ritrovo fisso. Ogni lunedì e giovedì pomeriggio una ventina di pensionati si alternano davanti ai monitor per seguire il corso gratuito di alfabetizzazione digitale. Sui tavoli ci sono fogli con appunti presi a mano e post-it colorati attaccati agli schermi per non dimenticare le sequenze più complicate. “All’inizio era solo confusione”, racconta Maria Grazia, 72 anni, “ma dopo qualche settimana ho imparato ad aprire Word e scrivere lettere”. Qui si lavora insieme: ci si dà una mano, si scherza sugli errori (“ho cancellato tutto tre volte, ma alla fine ce l’ho fatta”), si festeggiano i piccoli successi.

La pandemia ha dato una spinta decisiva: la chiusura degli sportelli fisici e l’obbligo di prenotare visite o scaricare certificati online hanno spinto tanti ad apprendere almeno il minimo indispensabile. “Solo allora ho capito che non potevo più rimandare”, ricorda Franco, ex artigiano.

Navigare tra timori e nuove abitudini

Chi non è cresciuto con la tecnologia spesso ammette un approccio fatto più di diffidenza che di entusiasmo. Paura di sbagliare o di essere truffati online (“che succede se clicco su quel link?”), ma anche la soddisfazione genuina di riuscire finalmente a gestire la posta elettronica, prenotare visite o controllare i conti senza muoversi da casa.

C’è chi prende appunti su un quaderno per non dimenticare nulla e chi chiama il nipote appena vede un messaggio sospetto sullo schermo. Però rispetto a qualche anno fa la sicurezza è cresciuta molto. “Ora mi sento più indipendente”, dice Teresa, ex insegnante. “Anche se ogni tanto mi perdo tra password e codici”.

Un’Italia meno divisa tra digitali e analogici

Il tema dell’inclusione digitale resta aperto: secondo Save the Children oltre il 40% degli italiani sopra i 65 anni non ha ancora dimestichezza con Internet. Ma qualcosa si muove davvero: corsi gratuiti nelle biblioteche e nelle parrocchie, sportelli dedicati nei quartieri popolari e una rete di volontari pronti ad aiutare gli anziani a superare anche solo la paura del tasto sbagliato.

Molti insegnanti sottolineano un punto importante: il digitale può avvicinare le generazioni. “Scrivo a mio nipote da Milano ogni mattina”, dice Antonietta con orgoglio. Per tanti sono ancora piccoli passi – come controllare il saldo o leggere il giornale online – ma per chi ha sempre guardato con sospetto lo schermo del computer questi gesti rappresentano un cambiamento importante. Una conquista silenziosa fatta di errori, qualche imprecazione ma anche molte risate che disegnano un’Italia meno divisa tra chi è nato online e chi ha appena deciso di provarci sul serio.

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