Milano, 20 luglio 2026 – Il mercato delle criptovalute si muove con prudenza nell’ultima settimana. Bitcoin segna una leggera flessione dello 0,63%, fermandosi intorno ai 64.200 dollari, mentre Ethereum resta stabile, chiudendo a 1.860 dollari con un saldo settimanale comunque positivo (+4,26%). Per analisti e operatori è chiaro: siamo in una fase di consolidamento, dopo settimane in cui la volatilità si è fatta sentire meno rispetto alla primavera.
Bitcoin rallenta, volumi in calo
Il prezzo di Bitcoin ha oscillato tra i 63.800 e i 65.500 dollari, con un trend leggermente al ribasso nelle ultime sedute. Gli scambi più intensi sono arrivati tra le 14 e le 17 del 19 luglio (ora italiana), secondo i dati di CoinMarketCap. Secondo alcuni operatori, come la broker milanese CryptoDesk, “le prese di beneficio dopo i rally di giugno spingono parte degli investitori istituzionali a spostarsi su asset meno rischiosi”. Nel frattempo il volume degli scambi si è ridotto del 5% rispetto alla media delle ultime due settimane.
Un dettaglio che non è sfuggito a esperti come Martina Gori (Digital Finance Advisors): “Il mercato cerca un nuovo punto di equilibrio dopo la frenata di inizio luglio, e la soglia dei 64.000 dollari resta un riferimento psicologico importante”. Per ora il supporto regge, ma l’aria è quella tipica dell’attesa.
Ethereum regge senza scossoni
Diversa invece la situazione per Ethereum, che ha chiuso la settimana sopra i 1.860 dollari, con un rialzo del 4,26% su base settimanale. Un passo più lento rispetto alle ultime settimane di giugno, ma comunque in controtendenza rispetto a Bitcoin. Gli analisti vedono nella relativa stabilità di Ethereum un segnale della fiducia che gli investitori continuano a riporre nelle sue applicazioni, specialmente nella finanza decentralizzata (DeFi) e nei contratti intelligenti.
Davide Chiodini (Blockchain Italia) sottolinea come “l’interesse per gli smart contract su Ethereum rimanga forte”, pur avvertendo che “gli upgrade tecnologici previsti nel secondo semestre potrebbero portare nuove oscillazioni”. Il picco delle transazioni è arrivato lunedì mattina, quando il prezzo ha sfiorato i 1.880 dollari prima di ritracciare.
Inflazione e regolamentazione frenano il mercato
Il quadro macroeconomico resta una variabile chiave per il settore cripto. L’inflazione negli Stati Uniti è salita al 3,3% annuo, secondo gli ultimi dati del Dipartimento del Lavoro, alimentando prudenza tra gli investitori globali. Allo stesso tempo, la stretta regolamentare su alcune piattaforme di scambio in Asia ed Europa ha spento parte dell’entusiasmo.
“Il mercato sta scontando il rischio che nuove regole mettano pressione agli operatori non regolamentati”, spiega un trader attivo nella piazza londinese dalle nove alle diciotto. “Detto questo, per molti fondi statunitensi l’arrivo di prodotti come gli ETF legati a Bitcoin resta una scommessa interessante”.
Operatori guardano avanti con cautela
L’atmosfera tra chi gestisce asset digitali è ancora all’insegna della cautela. “Monitoriamo con attenzione i flussi verso piattaforme americane e asiatiche”, racconta Claudio Riva (Cryptofinance Europe), notando una riduzione della liquidità rispetto a maggio.
A Milano, in una banca d’affari specializzata in asset digitali, si percepisce prudenza: “Le oscillazioni sono troppo contenute per giustificare mosse importanti”, confida un analista che preferisce restare anonimo.
In sintesi: mentre Bitcoin si mantiene poco sopra i livelli chiave e Ethereum mostra una tenuta maggiore, il mercato aspetta segnali più netti – che potrebbero arrivare dalle prossime mosse della Fed o da nuovi sviluppi tecnologici. Nel frattempo si naviga tra volumi bassi e occhi puntati sui dati macroeconomici.