Bitcoin vola verso 75.000$: Wall Street guida la possibile nuova bullrun tra record S&P 500 e incertezze

Cristina Manetti

18 Aprile 2026

Milano, 18 aprile 2026 – Bitcoin rialza la testa e punta di nuovo a quota 75.000 dollari, mentre l’S&P 500 tocca nuovi record negli Stati Uniti. Stamattina le piazze finanziarie di tutto il mondo hanno vissuto una giornata intensa: tra segnali contrastanti, operatori e investitori cercano di capire che aria tira. C’è ottimismo, certo, ma non mancano dubbi e incertezze.

Bitcoin a un passo dai 75.000 dollari: spinta forte ma prudenza alle stelle

Nelle ultime ore Bitcoin si è spinto vicino ai 75.000 dollari, attirando l’attenzione di chi opera nel settore. Intorno alle 11 in Italia, la criptovaluta principale viaggiava poco sopra i 74.300 dollari su Coinbase e Binance, dopo un balzo del 3,8% rispetto alla chiusura di ieri. Dietro questo nuovo slancio ci sono il clima positivo nei mercati americani e un aumento degli afflussi sugli ETF legati alle criptovalute. “C’è tanto entusiasmo, ma anche molta cautela – dice Mauro Croce, analista crypto in una società di consulenza –. La volatilità può colpire da un momento all’altro”.

In Europa il rimbalzo ha acceso i volumi soprattutto nelle borse di Francoforte e Londra, anche se gli operatori mantengono i piedi per terra. Non molti dimenticano che solo pochi giorni fa il prezzo era sceso fino a 68.000 dollari, scatenando vendite rapide ma significative. “Il sentiment è positivo – commenta un broker della City –, però la fiducia resta fragile”.

S&P 500: nuovi record tra trimestrali e attese sulla Fed

A Wall Street l’atmosfera è stata tranquilla. L’S&P 500, indice guida dell’economia americana, ha superato per la prima volta i 5.300 punti, sostenuto dai risultati trimestrali di grandi nomi della tecnologia e dal calo dell’inflazione core diffuso ieri dal Dipartimento del Lavoro Usa. Il dato mensile è sceso leggermente più del previsto (+0,3%), spingendo gli acquisti in apertura.

Ora gli investitori guardano con attenzione alle prossime mosse della Federal Reserve: molti economisti intervistati da Reuters dicono che nonostante l’inflazione resti sopra al target ufficiale (2%), “non ci sono segnali imminenti di nuove strette sui tassi”, come sottolinea Michelle Evans di JP Morgan. Verso mezzogiorno in Italia, l’S&P si attesta a 5.315 punti (+0,7%), mentre il Nasdaq guadagna l’1%, spinto da Nvidia e Apple.

Geopolitica e tassi: i rischi non spariscono

Nonostante il clima positivo nei mercati, sullo sfondo rimangono alcune questioni spinose. La tensione in Medio Oriente, con lo scontro tra Iran e Israele che nelle ultime settimane ha visto escalation militari (come confermato dal ministero della Difesa israeliano), continua a pesare sui mercati dell’energia e sulle valute.

Anche la questione dei tassi d’interesse europei tiene banco: la Banca Centrale Europea non ha ancora chiarito quando potrebbe iniziare a ridurli e molti temono che un eventuale ritardo metta sotto pressione obbligazioni e cambi.

Il tema delle materie prime resta delicato. Dopo il picco raggiunto martedì (Brent a 92 dollari al barile), i prezzi del petrolio sono rimasti instabili, con lievi ritracciamenti nella notte. “Siamo in una fase dove basta poco per cambiare direzione” ammette Paolo Riva, trader milanese.

Investitori divisi: tra voglia di comprare e prudenza

A Piazza Affari i dati da Wall Street e dal mondo crypto hanno spinto gli acquisti soprattutto sui titoli tech e finanziari: intorno alle 13 STMicroelectronics segna +2%, Unicredit +1,3%. Ma nelle sale operative si avverte ancora una certa dose di scetticismo. “Stiamo vivendo rialzi più tecnici che frutto di convinzione vera” confida un gestore romano.

Al momento la sensazione comune tra gli operatori è quella di un ottimismo controllato: “Ci sono occasioni – racconta un giovane investitore lombardo –, ma nessuno vuole esporsi troppo”. Insomma, la prudenza domina queste giornate piene di alti e bassi.

In sintesi: Bitcoin prova a ripartire verso l’alto e l’S&P aggiorna i suoi record, ma dietro l’entusiasmo si nasconde sempre il rischio volatilità – fra guerre sul terreno e tassi ancora incerti – che non va sottovalutato.

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