Samsung e Tesla collaborano per il chip AI5 a 3nm: produzione in Texas dal 2026

Salvatore Broggi

17 Aprile 2026

Dallas, 17 aprile 2026 – I giganti Samsung e Tesla hanno ufficializzato ieri l’intenzione di potenziare la produzione di chip AI a 3nm proprio nel cuore del Texas, ad Austin, con il via alle nuove linee previsto già per l’inizio del 2026. Questa mossa – tra innovazione e grandi investimenti – si inserisce dritta nella competizione globale per la microelettronica all’avanguardia. La scelta del Texas, confermata dai vertici delle due aziende in una nota diffusa mercoledì pomeriggio, punta a garantire maggiore autonomia produttiva e a restare competitivi su scala internazionale. Fonti interne a Samsung Electronics America parlano di lavori di espansione “in fase avanzata”, con l’obiettivo di chiudere le infrastrutture essenziali entro fine anno prossimo.

Una partnership che spinge i semiconduttori oltre i limiti

Il sito texano di Austin, da tempo punto fermo nella produzione di semiconduttori con tecnologia FinFET, è una colonna portante per la divisione chip di Samsung negli Stati Uniti. Ma il salto ai 3 nanometri, con la tecnologia GAAFET (Gate-All-Around FET), rappresenta un cambiamento importante. “Qui si tratta di un vero balzo generazionale nei processi produttivi,” ha detto Mike Kim, vicepresidente delle operations di Samsung Texas, durante un incontro con alcuni investitori. Questi nuovi chip saranno destinati sia alle piattaforme AI più avanzate sia ai sistemi di bordo delle auto Tesla, dove l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo sempre più centrale per la guida assistita e le funzioni smart.

Elon Musk ha ribadito, con un post pubblicato su X nel cuore della notte, che questa collaborazione punta a “garantire una filiera domestica stabile e resiliente per i sistemi hardware AI”, riducendo così i rischi legati a interruzioni globali o carenze improvvise nei componenti chiave. Parole dirette arrivate al termine di una giornata intensa di incontri tra gli ingegneri delle due aziende.

Texas: il nuovo crocevia dell’industria tecnologica

Non sorprende che sia stato scelto Austin come base produttiva. Il Texas sta diventando protagonista nella scena tecnologica americana: qui investono non solo Samsung ma anche TSMC e Intel, che hanno aperto progetti simili negli ultimi mesi. Il sito coreano dà lavoro già a oltre 4mila persone e secondo le previsioni con questo piano industriale si potrebbero aggiungere altri 2.500 posti entro il 2028.

Le autorità locali hanno mostrato soddisfazione evidente: “Questi investimenti sono un punto di svolta per l’economia texana e per l’autonomia tecnologica degli Stati Uniti,” ha commentato il governatore Greg Abbott davanti ai giornalisti raccolti ieri mattina fuori dal campus Samsung sulla East Parmer Lane. Il valore dell’investimento non è stato dettagliato ufficialmente; però, secondo SemiAnalysis, si parla di una cifra compresa tra i 15 e i 18 miliardi di dollari solo per gli impianti di nuova generazione.

Guardando già al traguardo dei 2 nanometri

C’è poi un altro fronte importante: lo sviluppo dei chip AI a 2nm, considerati dagli esperti la prossima frontiera nella sfida dei processori dedicati all’intelligenza artificiale. Le fonti aziendali restano prudenti sulle tempistiche ma confermano “progressi significativi nelle fasi iniziali”. Documenti interni visti da Reuters indicano che test su wafer da 300 mm sono già partiti nei laboratori texani.

“L’obiettivo è avviare la produzione pilota dei 2nm entro il 2027,” racconta una fonte vicina al team R&D Tesla USA. Un traguardo tutt’altro che semplice: le difficoltà tecniche sono tante sia sul fronte della miniaturizzazione sia nell’integrare strutture sempre più complesse nelle architetture AI.

La partita globale sui chip si gioca anche qui

Dal punto di vista geopolitico questa mossa tra Samsung e Tesla si legge come risposta alle tensioni tra Stati Uniti e Cina sul fronte delle tecnologie critiche. Washington ha varato negli ultimi anni restrizioni all’export verso Pechino; nel frattempo la domanda mondiale di chip per intelligenza artificiale resta alta e spinge gli investimenti domestici.

Secondo Mark Lipton del MIT Center for Advanced Manufacturing questa nuova “alleanza texana” può cambiare gli equilibri globali: “Non conta solo quanto si produce o quali tecnologie si usano; è il segnale che manda il messaggio più forte. Chi controlla le fasi produttive avanzate detta le regole del gioco.” Una riflessione che fotografa bene il clima competitivo in crescita e la voglia – soprattutto americana – di ridurre la dipendenza dall’Asia orientale.

Solo in futuro si vedrà se questa corsa ai tre nanometri sarà davvero una svolta per l’industria dei semiconduttori. Intanto Austin è pronta a giocare un ruolo da protagonista nella nuova mappa mondiale della microelettronica.

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