Milano, 18 agosto 2026 – Bitcoin ha messo a segno ieri la sua miglior giornata da oltre un mese, con un balzo del 7,3% tra le 11 e le 18 ora italiana. Nel frattempo, i mercati azionari Usa sono rimasti sotto pressione, penalizzati dalle tensioni nello stretto di Hormuz. In un contesto già carico di incertezze, la criptovaluta più nota ha attirato chi cerca alternative all’azionario tradizionale.
Il balzo di Bitcoin: numeri e reazioni del mercato
Nel dettaglio, Bitcoin ha superato quota 63.000 dollari nel pomeriggio di domenica, recuperando terreno dopo settimane di scambi piatti. Sulle piattaforme come Coinbase e Binance si è visto un vero e proprio boom nei volumi: «C’è stata una domanda improvvisa sia da parte degli investitori retail sia istituzionali», spiega Lorenzo Amadei, analista di CryptoValue. Eppure, in pochi si aspettavano un movimento così deciso proprio in una giornata festiva per molte piazze finanziarie.
Secondo i dati di CoinMarketCap, il giro d’affari nelle ultime 24 ore ha toccato quasi i 29 miliardi di dollari. I trader si sono mossi in fretta sfruttando l’aumento della volatilità: «Solo nel primo pomeriggio abbiamo registrato un picco del 12% rispetto alla media settimanale», aggiunge Amadei. Sul fronte opposto, invece, il sentiment sulle Borse americane è rimasto negativo: l’S&P 500 ha perso lo 0,8%, mentre il Dow Jones è sceso sotto i 37.000 punti.
Le tensioni geopolitiche sullo sfondo
A pesare sui listini Usa sono state ancora una volta le tensioni legate a Hormuz. Nelle prime ore di domenica la US Navy ha confermato nuovi incidenti tra petroliere e motovedette iraniane nello stretto, riaccendendo i timori su forniture energetiche e stabilità regionale. Questo ha colpito i titoli energetici ma ha anche minato la fiducia generale.
«Gli operatori temono che questi rischi geopolitici possano protrarsi nelle prossime settimane», commenta Chiara Broggi, strategist per Intesa Sanpaolo, raggiunta telefonicamente alle 16.35. In questo scenario incerto, spiega Broggi, strumenti come Bitcoin sono visti come meno esposti ai rischi politici immediati rispetto agli asset tradizionali.
Criptovalute come porto sicuro?
Questa dinamica non è una novità ma torna a farsi sentire con forza quando l’instabilità prende il sopravvento. Secondo un rapporto pubblicato da Glassnode alle 18 di ieri, le transazioni sopra i 100mila dollari sulle blockchain pubbliche sono aumentate del 14%. Un segnale che anche alcuni gestori istituzionali vedono nelle criptovalute un “porto sicuro” nei momenti difficili.
Rimane però una realtà complessa: le valute digitali restano volatili e soggette a cambiamenti rapidi. «Non si può parlare di bene rifugio nel senso classico», precisa Andrea Rovelli, consulente finanziario indipendente di Torino. «Ma sempre più fondi stanno mettendo una quota di asset digitali in portafoglio per diversificare».
Quale impatto sull’economia reale
Per il piccolo risparmiatore italiano l’impatto resta tutto sommato contenuto. Gli strumenti regolamentati ci sono ma sono pochi: gli ETF su Bitcoin quotati a Milano hanno guadagnato il 5% nell’ultima seduta disponibile, anche se i volumi restano bassi rispetto agli analoghi americani. Qualche banca segnala però un interesse crescente: «Le richieste di informazioni sono salite del 30% da maggio», racconta Matteo Borghi, responsabile prodotti digitali UniCredit.
La prudenza resta comunque fondamentale. Le autorità italiane – Consob in testa – ricordano costantemente che gli investimenti in asset digitali comportano rischi importanti. Sullo sfondo c’è ancora attesa per una regolamentazione europea più chiara: «Mancano standard comuni e controlli efficaci», si legge nell’ultimo comunicato dell’associazione Assosim.
Le prospettive per i prossimi giorni
Nei principali centri finanziari milanesi – da via Tommaso Grossi al centro Bicocca – stamattina gli occhi erano puntati sui grafici e sui movimenti degli operatori asiatici nella prima sessione. I desk hanno aperto poco dopo le 8.30 con scambi prudenti e ordini frazionari. Secondo diversi broker la volatilità potrebbe rimanere alta per tutta la settimana.
Se la situazione a Hormuz dovesse peggiorare – scenario che molti tengono d’occhio con attenzione – la domanda per asset alternativi come Bitcoin potrebbe salire ancora di più. Ma la storia recente insegna che in questi mercati l’unica certezza è tenere alta la guardia.
Nel frattempo il Leone di pietra sulla facciata della Borsa di Milano resta impassibile davanti al via vai dei trader – mentre sui monitor scorrono numeri che da tempo nessuno si sente più di sottovalutare.