Bitcoin scende sotto i 70.000$: le 3 cause principali tra vendite istituzionali e tensioni geopolitiche

Cristina Manetti

3 Giugno 2026

Milano, 3 giugno 2026 – Il Bitcoin ha perso quota nelle ultime 24 ore, scendendo sotto la soglia psicologica dei 70mila dollari. Dietro questa flessione c’è una massiccia ondata di vendite da parte dei grandi investitori e un clima di incertezza alimentato da tensioni geopolitiche. Ieri pomeriggio, secondo i dati di CoinMarketCap, il prezzo è calato fino a 68.800 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 69.200 in serata: livelli che non si vedevano da circa tre settimane.

Pressione istituzionale sulle criptovalute

Il punto chiave di questa giornata è la forte pressione esercitata dagli operatori istituzionali. “Abbiamo notato un flusso insolito di liquidazioni provenienti da wallet collegati a grandi fondi, soprattutto americani,” spiega Marco Bianchini, analista di CryptoLab24. Nelle ultime 48 ore sarebbero finiti sul mercato spot volumi superiori ai 3 miliardi di dollari in Bitcoin, con protagonisti come Grayscale e alcune piattaforme canadesi.

Qual è la ragione? “I dati macro degli Stati Uniti mostrano segnali di rallentamento dell’inflazione ma restano molti dubbi sulla politica della Fed,” rivela un trader anonimo su Binance. Così gli investitori istituzionali stanno limando l’esposizione al rischio, almeno per ora. Nel frattempo, aumentano i movimenti sugli ETF spot Bitcoin negli Stati Uniti: tra lunedì e martedì si sono visti deflussi netti oltre i 500 milioni di dollari, secondo Farside Investors.

Fattori geopolitici e rischio volatilità

Non è solo una questione finanziaria. La situazione si complica per le tensioni geopolitiche degli ultimi giorni. La Russia ha annunciato limitazioni sulle transazioni con i Paesi occidentali in risposta alle nuove sanzioni UE, un segnale che ha messo pressione anche sugli asset digitali.

“Nei momenti di crisi internazionale,” osserva Elisa Marini, docente alla Bocconi, “il Bitcoin si comporta più come un asset speculativo che come un porto sicuro.” Inoltre, voci su possibili nuove restrizioni alle criptovalute nell’Est Europa hanno aumentato la pressione sui mercati asiatici: ieri pomeriggio la piattaforma coreana Upbit ha registrato un aumento degli ordini di vendita del 18% rispetto alla media settimanale.

Reazioni degli investitori e prospettive a breve

Le reazioni tra i piccoli investitori italiani non si sono fatte attendere. “Mi aspettavo una correzione, ma non così veloce,” commenta Paolo Fornari, impiegato milanese e appassionato cripto. Altri hanno visto il calo come un’opportunità per rientrare sul mercato, puntando a una ripresa dopo la discesa recente. L’indice Fear&Greed – che misura l’umore nel mondo crypto – è passato da 68 a 60 punti in un giorno: segno che la cautela cresce ma senza panico.

Nei gruppi Telegram dedicati al Bitcoin serpeggia una speranza cauta di stabilizzazione nei prossimi giorni. “È solo una fase di consolidamento,” scrive l’amministratore del canale ‘Bitcoin Italia’. Tecnicamente parlando ci sono supporti intorno ai 68mila dollari e resistenze sopra i 70.500: tanti operatori sono pronti a muoversi se dovessero arrivare nuovi minimi.

Gli effetti sulle altre criptovalute

Il ribasso del Bitcoin ha trascinato anche le altre principali criptovalute al ribasso. Ethereum è sceso sotto quota 3.600 dollari, mentre Solana ha perso il 4% nelle ultime 24 ore. “In questi momenti si tende a rifugiarsi nel dollaro o in asset meno volatili,” nota Giorgio Ferrara di CriptoTrend.

Solo alcune stablecoin – come USDT e USDC – hanno visto un leggero aumento nei volumi: chi opera sta aspettando segnali più chiari prima di tornare all’attacco.

Le prospettive: cautela e occhi puntati sulla Fed

Tutti guardano ai prossimi dati macro americani e alle mosse della Federal Reserve. “Finché non sarà chiaro dove va la politica dei tassi USA – conclude Bianchini – la volatilità sulle criptovalute resterà alta”. Nei trading floor milanesi si respira un clima interlocutorio: nessuna fuga in massa dal settore, ma una diffusa voglia di prudenza in attesa che torni chiarezza sul quadro globale.

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