Milano, 18 aprile 2026 – Ieri il Bitcoin ha infranto la soglia dei 74.000 dollari, raggiungendo un nuovo picco che ha sorpreso sia gli operatori di mercato sia gli analisti. Dietro questa spinta, soprattutto, c’è la novità politica: l’accordo firmato a Vienna il 16 aprile tra Stati Uniti e Iran ha restituito fiducia ai mercati globali, riaccendendo l’interesse verso gli asset digitali.
Rally spinto dalla geopolitica
L’intesa di pace tra USA e Iran ha smorzato la tensione sul fronte geopolitico, dicono gli esperti di Franklin Templeton. Questo si è tradotto subito in un aumento della domanda sulle valute e sulle criptovalute. Nel dettaglio, il Bitcoin ha toccato quota 74.260 dollari alle 22:31 ora italiana, secondo i dati di CoinMarketCap, per poi oscillare attorno ai 73.800 durante la notte. Non superava i 74.000 da marzo, periodo segnato da forte instabilità legata alle tensioni mediorientali.
“È una risposta di fiducia”, spiega Valentina Russo di CryptoLab. “L’accordo riduce la paura di conflitti militari e spinge a guardare al Bitcoin come bene rifugio alternativo”. Anche Ethereum e altre criptovalute principali hanno guadagnato terreno, ma nessuna con una corsa così decisa.
Obiettivi in vista: tra 76mila e 125mila dollari
La corsa non sembra fermarsi qui. Diversi addetti ai lavori scommettono che nelle prossime settimane il Bitcoin possa puntare ai 76.000 dollari, livello già toccato in passato ma mai consolidato per più sessioni consecutive. Da qualche giorno sui forum si parla anche di un obiettivo più ambizioso: i 125.000 dollari entro fine 2026.
Il mondo degli investitori però è diviso su queste previsioni. “Per arrivarci serviranno nuovi fattori scatenanti: condizioni macro più favorevoli, regole chiare e maggiore diffusione”, osserva Matteo De Santis di BlockInsight. “Al momento vediamo una spinta soprattutto speculativa”. Le opzioni call su Bitcoin sono salite del 15% nelle ultime 48 ore, dati CME Group alla mano: segnale chiaro di aspettative rialziste a breve.
Chi compra? I numeri dei mercati
Non sono solo i piccoli investitori a muovere il mercato. Glassnode segnala che a fare la differenza sono soprattutto istituzionali e fondi americani. Mercoledì gli afflussi netti verso gli ETF su Bitcoin a Wall Street hanno superato i 340 milioni di dollari, con BlackRock e Fidelity in testa per nuovi sottoscrittori.
Anche sulle piattaforme exchange principali c’è stato un boom nei volumi tra le 17 e le 21: oltre 2,1 miliardi di dollari scambiati su Binance e Coinbase, doppio rispetto alla media settimanale. Gran parte degli ordini arriva dall’Asia dove, secondo CryptoQuant, “gli investitori retail seguono la scia americana ma con più prudenza”.
Volatilità alta e rischi da tenere d’occhio
Non mancano però segnali che invitano alla cautela. Il volatility index del Bitcoin resta alto — intorno al 6% giornaliero contro una media mensile del 4 — e diversi trader mettono in guardia dal rischio di improvvise correzioni. L’accordo Washington-Teheran è positivo per la stabilità generale, ma resta il nodo delle mosse delle banche centrali e dell’inflazione globale.
“Il terreno è ancora instabile”, ammette Alessandro Fiori, gestore di portafogli digitali. “Finché i tassi d’interesse americani rimangono elevati parlare di corsa inarrestabile è difficile”. Anche la Federal Reserve mantiene un profilo prudente: nella nota diffusa ieri si sottolinea che “il settore cripto presenta ancora rischi sistemici”, pur riconoscendo “un ruolo crescente nella diversificazione degli investitori”.
La voce della community
Intanto la community degli appassionati segue con entusiasmo ma anche con un pizzico di realismo quello che succede. Su Telegram e Reddit si alternano meme sulla “luna” a analisi tecniche approfondite. “Sono entrato a 68mila e non mollo”, racconta Marco L., milanese attivo in uno dei gruppi più frequentati. Altri invece preferiscono restare liquidi aspettando sviluppi.
Gli occhi restano puntati sulle prossime giornate: il mercato delle criptovalute — Bitcoin soprattutto — sembra pronto a nuovi sprint ma senza perdere mai di vista la volatilità che lo caratterizza da sempre. Il traguardo dei 125.000 dollari resta lontano ma non impossibile.
