Milano, 3 giugno 2026 – Bitcoin resta sotto quota 70.000 dollari da diversi giorni e, in mezzo a questa incertezza, tra chi opera nel settore cresce chi scommette al ribasso. Negli ultimi due giorni la tendenza si è fatta più evidente: i trader crypto aumentano le posizioni short, puntando a un possibile calo della prima criptovaluta.
Posizioni short in aumento: cosa dicono i dati
Secondo Coinglass, piattaforma che monitora i derivati, la quota di contratti short su Bitcoin ha superato il 58% sulle principali borse digitali come Binance e Bybit. Un segnale chiaro: chi opera più intensamente sul mercato è sempre più cauto. “Molti cercano di proteggersi da nuovi cali”, spiega questa mattina Marco Bianchi, analista crypto di Milano. Tra le chat di settore, specie tra le 9 e le 11, si leggono spesso commenti prudenti: “Meglio non esporsi troppo ora”.
Volatilità in crescita e l’effetto del contesto globale
Dietro il nervosismo dei trader ci sono ragioni concrete. Bitcoin, come le altre grandi criptovalute, soffre la ripresa della volatilità sui mercati globali. Ieri Wall Street ha chiuso in rosso, con il Nasdaq che ha perso lo 0,8%, facendo scendere anche l’interesse verso gli asset più rischiosi. “La correlazione è ancora alta”, conferma Valentina Rossi di CryptoQuant. A influire c’è anche la Fed: i dati sull’occupazione americana diffusi venerdì hanno allontanato l’ipotesi di taglio dei tassi nel breve periodo, raffreddando così la voglia di investimenti alternativi.
Prudenza diffusa tra gli operatori
La parola d’ordine oggi è “prudenza”. Molti aspettano un segnale forte prima di tornare in modo deciso sul mercato. Nella notte tra lunedì e martedì, dalle chat pubbliche su Telegram consultate da alanews.it, sono arrivati inviti a fare attenzione: “Serve una conferma che il supporto a 68.500 dollari tenga”, scriveva un utente alle 2.15 del mattino. Qualcuno ha preferito chiudere parte delle posizioni per evitare rischi inutili. Anche i numeri parlano chiaro: i volumi degli scambi sulle piattaforme principali sono calati del 15% rispetto alla settimana scorsa.
Bitcoin osservato speciale: cosa potrebbe succedere
Gli analisti di Glassnode pensano che questa fase possa durare ancora settimane. Nel report uscito ieri si legge che “il mercato non ha ancora assimilato i dati macroeconomici contrastanti”. Potrebbero esserci nuovi test ai supporti tecnici intorno ai 67.000 dollari; un rimbalzo deciso nel breve termine è invece poco probabile. Secondo alcuni esperti, solo un grosso afflusso di capitali istituzionali potrebbe cambiare la rotta.
Notizie contrastanti complicano il quadro
Non aiutano certo le notizie contrastanti che continuano ad arrivare. Da una parte la SEC americana ha confermato ieri sera che nel prossimo trimestre non cambieranno le regole sugli ETF basati su Bitcoin; dall’altra arrivano dalla Cina nuovi report su controlli più severi nelle attività crypto soprattutto nei distretti industriali del Guangdong e dello Zhejiang. Fonti del settore raccontano che la prudenza degli investitori asiatici sta frenando la domanda globale.
Un equilibrio fragile tra attesa e cautela
Nel pomeriggio davanti alla sede milanese di una grande società di consulenza finanziaria alcuni operatori hanno raccontato cosa pensano: “Serve ancora pazienza – confida a bassa voce Carlo Vitale, consulente di portafoglio – lo scenario resta incerto. Non escludo sorprese nel weekend ma per ora meglio stare alla finestra”. Un ritratto perfetto dell’atmosfera attuale: nessun panico ma molta attenzione alle mosse dei grandi investitori.
Bitcoin continua a stare sotto i riflettori: il suo valore oscilla su un equilibrio molto delicato e ogni annuncio – dalla Fed, dalla SEC o dal mercato asiatico – può diventare la scintilla per nuove oscillazioni. La sfida tra tori e orsi resta aperta senza tregua.
