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Big Tech in crescita: trimestrali 2024 spinte dall’Intelligenza Artificiale, Apple esclusa

Cristina Manetti by Cristina Manetti
17 Agosto 2026
in DeFi

Milano, 17 agosto 2026 – Le big tech statunitensi – meglio conosciute come GAFAM/GAMAM (Google, Apple, Facebook-Meta, Amazon, Microsoft) – hanno da poco reso noti i dati del loro ultimo trimestre. E i risultati non lasciano dubbi: sono in crescita decisa rispetto all’anno scorso. I numeri, disponibili già da giovedì sera sui siti ufficiali, mettono in chiaro una cosa: l’intelligenza artificiale è il vero propulsore di questo boom. Con una sola eccezione evidente: Apple.

L’intelligenza artificiale spinge la crescita

Le società hanno comunicato entrate in netto aumento tra aprile e giugno 2026. In cima alla lista c’è Microsoft, con un +15% rispetto allo stesso periodo del 2025. La spinta arriva dal cloud e dalle soluzioni AI integrate per le aziende. “L’adozione di Copilot ha superato ogni previsione”, ha detto il CEO Satya Nadella durante la call con Wall Street. E non ha dubbi: “Stiamo vivendo un cambio di passo verso strumenti di produttività guidati dall’intelligenza artificiale”.

Anche Google (Alphabet) si muove bene: +12% nei ricavi totali. A fare la differenza sono soprattutto Google Cloud e l’integrazione dei modelli Gemini in Workspace e nei prodotti destinati ai consumatori. Il CFO Ruth Porat ha sottolineato che “la pubblicità digitale tiene”, ma è proprio l’AI a fare la differenza. Nel frattempo anche Meta raccoglie i frutti degli investimenti su modelli linguistici e piattaforme di AI generativa.

Apple resta indietro

In questo quadro tutto sommato positivo spicca però il dato di Apple, che si mantiene sostanzialmente stabile. Il gigante di Tim Cook ha registrato un leggero calo nelle vendite di iPhone (-3% su base annua) e una crescita modesta nel settore servizi. Fonti interne raccontano che “si continua a investire in ricerca AI”, ma i prodotti usciti quest’anno non hanno ancora fatto breccia sui risultati.

Gli analisti sentiti da Alanews evidenziano come l’assenza di una strategia chiara sull’AI generativa stia frenando Cupertino rispetto agli altri big. “Apple paga il fatto di non aver ancora inserito funzioni davvero innovative nei suoi device”, dice l’economista digitale Valerio Berti. Detto ciò, secondo gli operatori finanziari rimane una delle realtà più solide grazie all’ecosistema e alla fedeltà degli utenti.

Amazon punta su logistica e AI conversazionale

Tra le altre grandi del settore, Amazon segna una crescita soprattutto nel cloud (AWS) e nella logistica automatizzata. La CEO Andy Jassy mette in luce come “l’efficienza nelle consegne e i servizi AI personalizzati migliorino margini e soddisfazione dei clienti”. Tra le novità più rilevanti ci sono chatbot per l’assistenza agli acquisti, che dai primi report interni sembrano aver avuto un impatto positivo.

Meta: ricavi in crescita grazie all’AI

Passando a Meta, la società guidata da Mark Zuckerberg chiude il trimestre con un +11% nei ricavi pubblicitari. Il merito va sia alla crescita delle piattaforme Instagram e WhatsApp Business sia agli algoritmi AI che migliorano l’esperienza degli utenti. “Gli investimenti sui modelli Llama stanno dando risultati concreti”, ha detto la COO Sheryl Sandberg durante la presentazione dei dati.

Prospettive e sfide per il settore

Guardando avanti al prossimo semestre, tutti si aspettano che la corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale continui a ritmo serrato, spinta dalla competizione per conquistare quote importanti nei mercati cloud, assistenti digitali e prodotti business. Paolo Ricci della società Datalab avverte però che la dipendenza da chip avanzati e infrastrutture complesse potrebbe creare nuove difficoltà.

Gli investitori restano prudenti, soprattutto dopo le oscillazioni del titolo Apple causate dai dati meno brillanti. Però dalle trimestrali emerge chiaro un trend: l’AI non è più solo un termine alla moda, ma il vero cuore della crescita delle Big Tech. Con qualche eccezione che – almeno per ora – fatica a stare al passo.

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