Roma, 10 agosto 2026 – Ogni anno in Italia sono migliaia le persone che, prima di comprare un’auto usata, fanno una tappa obbligata: la visura PRA. Un controllo fondamentale per scoprire chi è il vero proprietario, se ci sono fermi amministrativi o ipoteche sul veicolo. In questi giorni gli sportelli del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), sia fisici che online gestiti dall’ACI, sono presi d’assalto da chi vuole evitare brutte sorprese dopo aver firmato il passaggio di proprietà.
Visura PRA: il controllo da non saltare prima dell’acquisto
La visura PRA è quel documento ufficiale che racconta la storia “giuridica” di un’auto immatricolata in Italia. A rilasciarla è il Pubblico Registro Automobilistico, che fa capo all’ACI (Automobile Club d’Italia). “Prima di firmare qualsiasi documento, conviene sempre verificare che l’auto non abbia vincoli o gravami”, spiega Paolo Rinaldi, delegato ACI di Roma. “Capita spesso – aggiunge – che l’acquirente scopra solo dopo ipoteche o fermi fiscali ancora attivi, problemi che bloccano tutto: dalla registrazione alla circolazione del veicolo.”
Nel documento si trovano informazioni come il proprietario attuale, i passaggi di mano precedenti e soprattutto eventuali fermi amministrativi (per multe o tasse non saldate), ipoteche bancarie e altre annotazioni. Anche dettagli apparentemente banali — un codice fiscale sbagliato o un indirizzo incompleto — possono creare grattacapi non da poco.
Come richiedere la visura PRA e cosa aspettarsi
Oggi chiedere una visura PRA è davvero semplice. Gli sportelli ACI sono ancora aperti in molte città italiane – da Milano a Palermo, passando per Firenze e Napoli – ma quasi tutti ormai preferiscono farlo online sul sito ufficiale dell’ACI. Basta inserire il numero di targa e un documento d’identità; la spesa? Tra i 6 e gli 8 euro (tariffe aggiornate a luglio 2026).
In pochi minuti si riceve un file PDF con tutte le informazioni: c’è persino data e ora dell’elaborazione, un dettaglio non da poco visto che la situazione giuridica può cambiare nel giro di poche ore. “Abbiamo visto casi in cui tra visura e atto di vendita passano poche ore e nel frattempo saltano fuori nuovi vincoli”, racconta un operatore del PRA in viale delle Milizie a Roma.
Oltre alla proprietà e ai blocchi legali, nella visura ci sono anche variazioni anagrafiche e tutta la cronologia dei passaggi di mano. Nel 2025, secondo l’ACI, sono state emesse più di 7 milioni di visure per veicoli usati.
Occhio ai rischi: cosa controllare con attenzione
Se dalla visura PRA emergono problemi — come fermi amministrativi iscritti da Equitalia o ipoteche bancarie — meglio fermarsi subito. Altrimenti l’acquisto potrebbe diventare una lunga trafila legale senza fine. “Spesso il venditore nemmeno sa dei problemi sull’auto”, confida Giuseppe Mainardi, responsabile legale di una concessionaria romana. “Abbiamo visto macchine bloccate per anni da questioni fiscali mai risolte.”
Attenzione anche agli errori nei dati anagrafici: bastano piccole imprecisioni per finire nei guai quando si va a trascrivere il nuovo proprietario. Gli operatori ACI raccomandano sempre di confrontare i dati sulla carta di circolazione con quelli della visura: bastano pochi minuti per evitare grane future.
Ricordate però: la visura PRA è solo uno degli strumenti per chi compra usato. Rimane fondamentale far controllare l’auto da un meccanico affidabile e, se possibile, fare una prova su strada.
Dove chiedere aiuto se servono chiarimenti
In caso di dubbi o situazioni complicate — per esempio quando nella visura appaiono annotazioni vecchie o poco chiare — l’ACI offre sportelli informativi e numeri verdi regionali. A Roma (via Marsala 8), Milano (via Durando 38) e Napoli (piazza Municipio 1) si registra ogni settimana un via vai costante di cittadini in cerca di risposte.
In questo mercato vivace ma pieno di insidie vale sempre la pena muoversi con cautela. “La visura PRA costa poco”, ricorda Rinaldi dell’ACI, “ma può davvero essere decisiva per fare un acquisto senza sorprese”.