TV senza decoder: guida pratica per continuare a vedere i canali del digitale terrestre dopo lo switch-off

Giulio Righi

30 Agosto 2026

Roma, 30 agosto 2026 – Da qualche settimana, molti italiani si stanno accorgendo che il loro televisore fatica a prendere i soliti canali del digitale terrestre. Al mattino, davanti al caffè, capita di dover rifare la scansione automatica senza però ottenere nulla. Altri, invece, ne hanno sentito parlare soltanto al bar, in ascensore o nei gruppi WhatsApp dei genitori e ora si chiedono cosa sia davvero questo nuovo switch-off e come fare per non restare senza i programmi preferiti.

Digitale terrestre: che cosa sta succedendo davvero

Negli ultimi mesi il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha portato avanti un piano per aggiornare le frequenze della TV digitale terrestre. In parole semplici: è una tappa obbligata. L’Italia, come gli altri Paesi europei, deve liberare le bande a 700 MHz per dar spazio alle reti 5G. Questo significa che molti televisori devono essere risintonizzati. Fonti del Ministero spiegano che il problema riguarda soprattutto chi ha modelli acquistati prima del 2017.

Chi non ha ancora cambiato TV o aggiornato il decoder si trova davanti a problemi evidenti: canali che spariscono, numeri confusi sul telecomando, immagini a scatti. Da Nord a Sud sono arrivate segnalazioni sia alle associazioni dei consumatori sia ai tecnici specializzati. “Solo qui a Roma riceviamo una ventina di richieste al giorno,” racconta Daniele Ciocca, che gestisce un centro assistenza nella zona Prati. Le difficoltà si concentrano soprattutto nelle periferie e nei condomini con impianti centralizzati.

Quando e dove è partito lo switch-off

Il calendario dello switch-off è stato reso pubblico ad aprile: la transizione è iniziata in Friuli Venezia Giulia e Sardegna tra fine maggio e inizio giugno. Ora tocca a Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna; il Sud Italia vedrà i cambiamenti principali tra settembre e ottobre. I tecnici del Ministero hanno fissato orari precisi per gli interventi, spesso tra le 3 e le 5 del mattino, così da limitare i disagi.

Nelle grandi città come Milano e Napoli, gli interventi sono stati concentrati nelle zone residenziali più popolate. In provincia la situazione è più frammentata. “La mattina abbiamo notato subito che Rai 1 non si vedeva più,” spiega Lucia Pagano, pensionata di Vercelli, “gli altri canali invece sono tornati solo dopo pranzo.” Secondo i dati ufficiali, oltre 8 milioni di televisori devono essere aggiornati o cambiati entro l’inverno prossimo.

Cosa fare subito

Se siete tra quelli coinvolti dallo switch-off, il primo passo è rifare la ricerca automatica dei canali dal menu del vostro televisore o decoder. Se però la procedura non funziona – magari perché il segnale è debole o manca proprio – probabilmente il dispositivo non supporta lo standard DVB-T2 HEVC Main10. I modelli prodotti dopo il 2017 sono già pronti; chi ha una TV più vecchia dovrà comprare un nuovo decoder esterno (il prezzo va dai 30 ai 60 euro nei negozi di elettronica).

Non tutti sanno che c’è ancora il bonus rottamazione TV, rifinanziato anche per il 2026: permette uno sconto sull’acquisto di una nuova TV consegnando quella vecchia al negozio. Il valore può arrivare fino a 70 euro; serve un’autocertificazione che attesti la rottamazione e la residenza in Italia.

Chi rischia davvero di restare senza canali

A rischio ci sono soprattutto anziani soli, famiglie con problemi economici e chi vive in zone interne dove il segnale non sempre arriva bene. Le associazioni come Adiconsum invitano chi ha difficoltà a chiamare i numeri verdi regionali attivati per questo passaggio tecnologico. “Le telefonate sono aumentate del 40% nell’ultimo mese,” spiegano dall’associazione consumatori. Nei condomini può servire l’intervento di un tecnico per aggiornare l’impianto centralizzato; il costo medio va dai 100 ai 250 euro.

Anche bar e ristoranti si stanno attrezzando con nuovi dispositivi compatibili per continuare a trasmettere partite o telegiornali senza problemi. Intanto prosegue la campagna informativa nei Comuni più grandi: a Bologna, per esempio, volantini distribuiti nei mercati rionali hanno raggiunto migliaia di cittadini.

Domande frequenti e cosa aspettarsi

Resta qualche dubbio sui tempi precisi della transizione. Il Ministero punta a chiudere tutto entro dicembre 2026 ma molto dipende da quanto rapidamente gli utenti aggiorneranno i dispositivi. In tanti si chiedono se cambierà l’offerta tv: in teoria lo standard DVB-T2 dovrebbe garantire immagini più nitide e nuovi canali HD; al momento però molti broadcaster non hanno ancora annunciato cambiamenti ai palinsesti.

Questa transizione fa parte di un processo europeo più ampio legato all’espansione delle reti 5G sulle frequenze liberate dal digitale terrestre. Una rivoluzione silenziosa ma destinata a coinvolgere milioni di famiglie italiane – anche quelle che finora non avevano mai pensato troppo alla tecnologia della propria televisione.

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