Trump firma ordini esecutivi USA per sicurezza post-quantum: Bitcoin a rischio imminente

Cristina Manetti

23 Giugno 2026

Washington, 23 giugno 2026 – Domenica sera, Donald Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi che puntano a spingere in avanti, a livello federale, la corsa alla crittografia post-quantum. I provvedimenti, diretti a tutte le agenzie governative, segnano una svolta netta nella strategia di sicurezza nazionale: proteggere “comunicazioni, dati e infrastrutture critiche” da minacce che ormai non sono più solo ipotesi. Nei cinque documenti pubblicati dalla Casa Bianca si parla chiaro: serve un “passaggio urgente” nei prossimi due anni. Nel frattempo, cresce il pressing sui protocolli crittografici in uso — e tra questi c’è anche Bitcoin.

Gli ordini esecutivi puntano sulla sicurezza nazionale

La firma è arrivata nel tardo pomeriggio, durante una cerimonia breve ma significativa con il presidente Trump affiancato dai vertici delle agenzie federali, tra cui il capo della NSA. Una fonte della Casa Bianca ha spiegato senza giri di parole: “Il rischio di attacchi informatici basati su tecnologie quantistiche è reale e i nostri sistemi attuali rischiano di non reggere più nel giro di pochi anni”. Le nuove direttive obbligano quindi ogni agenzia a identificare i sistemi che si basano su algoritmi vulnerabili e a preparare una transizione verso standard “quantum-resistant”.

Cosa significa “crittografia post-quantum”

Con crittografia post-quantum si intendono quei metodi capaci di resistere agli attacchi dei computer quantistici, macchine che secondo molti esperti potrebbero in poco tempo infrangere gli algoritmi oggi considerati sicuri. Il professor Daniel Kahn Gillmor dell’Electronic Frontier Foundation lo dice chiaramente: “Non è più fantascienza, ma una questione concreta di sicurezza nazionale”. Da anni il National Institute of Standards and Technology (NIST) lavora per definire nuovi algoritmi adatti al futuro. Ora però l’esecutivo vuole accelerare i tempi.

Bitcoin e criptovalute: cosa cambia

Non tutti nel mondo tech hanno preso bene la notizia. Le criptovalute come Bitcoin, che si appoggiano a metodi crittografici tradizionali come ECDSA (Elliptic Curve Digital Signature Algorithm), rischiano di diventare facili prede per i computer quantistici in arrivo. John Wu, CEO di Amber Labs, non nasconde la preoccupazione: “Se davvero arriverà un computer quantistico potente, tutte le blockchain basate sulla crittografia attuale sarebbero vulnerabili, non solo i dati federali”. Passare a schemi post-quantum richiede però aggiornamenti enormi, compatibilità da rivedere e nuovi modi per validare le transazioni. Ad oggi nessuna blockchain ha un protocollo pronto per questa rivoluzione.

Le nuove scadenze fissate da Washington

Gli ordini esecutivi — consultabili sul sito ufficiale della Casa Bianca — mettono nero su bianco un calendario serrato: entro sei mesi tutte le agenzie devono consegnare una mappa dettagliata dei sistemi vulnerabili; entro dodici mesi avviare test pilota; entro due anni completare la transizione alle tecnologie post-quantum. Chi non rispetterà queste scadenze rischia sanzioni amministrative e persino il taglio temporaneo dei fondi IT. A fare da supervisore sarà l’Ufficio per la Sicurezza Nazionale insieme al NIST.

Reazioni e prospettive

La prima risposta ufficiale è arrivata dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) che ha definito la mossa “necessaria” per non restare indietro nella corsa globale al quantum computing. A Bruxelles si sta già lavorando a un incontro straordinario per aggiornare le strategie europee sulla difesa digitale. Nel frattempo molte aziende hi-tech americane — da Google a IBM — hanno espresso sostegno al piano federale anche se alcuni dirigenti in privato ammettono che i costi e le incognite operative restano un problema serio.

Bitcoin: il conto alla rovescia è iniziato

Per tanti americani la parola “quantum” è ancora qualcosa di lontano e difficile da capire. Ma tra gli esperti l’allarme cresce ogni giorno di più. Per la blockchain di Bitcoin, in particolare, il rischio è chiaro: senza aggiornamenti rapidi si rischia che milioni di dollari finiscano nelle mani sbagliate quando arriveranno i computer quantistici. La comunità degli sviluppatori però non ha ancora trovato una linea condivisa su come muoversi. “Il tempo stringe”, ammette uno dei contributori storici del progetto, “e ci sono ancora troppe domande aperte”. Nel frattempo Washington accelera — questa volta sembra non voler aspettare oltre.

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