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Ethereum sfiora i $1.921: boom ETF da $245 milioni e wallet ICO inattivo da 11 anni attivo su Coinbase

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
18 Agosto 2026
in Crypto

Milano, 18 agosto 2026 – Questa mattina Ethereum si muove intorno a $1.921, spinto da forti afflussi sui nuovi ETF statunitensi per un totale di 245 milioni di dollari e da un episodio insolito: il movimento, dopo 11 anni di silenzio, di un wallet ICO verso Coinbase. I dati, diffusi dalle principali piattaforme di monitoraggio, hanno subito acceso i riflettori degli operatori, non solo per il volume dei flussi sugli strumenti finanziari legati a Ethereum, ma anche per questa transazione fuori dal comune che richiama il passato della blockchain.

Afflussi record sugli ETF: 245 milioni in un giorno

Secondo le cifre raccolte da CoinShares e confermate da Bloomberg, nelle ultime 24 ore gli ETF su Ethereum quotati a Wall Street hanno incassato circa 245 milioni di dollari. Un risultato che mancava dallo scorso luglio e che, per alcune banche d’affari, potrebbe segnare un ritorno d’interesse degli investitori istituzionali verso questo asset digitale. “Stiamo vedendo un aumento costante dei volumi su tutti i prodotti legati a Ethereum”, ha spiegato Mark Hendricks, analista di Jefferies a New York. Secondo lui, la dinamica è anche legata alle attese per una serie di aggiornamenti tecnici sulla blockchain previsti tra settembre e ottobre.

La soglia dei $1.900 viene così riconquistata dopo una settimana debole, durante la quale Ethereum era sceso sotto i $1.880. A spostare gli equilibri sono stati soprattutto gli acquisti tramite fondi quotati. “Non è una speculazione improvvisa”, precisa Hendricks. “Si tratta di riallocazioni ben ponderate”. È significativo notare che anche alcuni fondi pensione stanno aumentando la loro esposizione a Ether.

Un wallet ICO torna in azione dopo 11 anni: trasferimento verso Coinbase

Al centro dell’attenzione — e delle discussioni su Telegram — c’è invece il movimento notturno di un wallet collegato all’ICO originale di Ethereum, rimasto fermo dal 2015. Secondo Arkham Intelligence, alle 2:41 ora italiana sono stati trasferiti 2.000 ETH, poco meno di 3,8 milioni di dollari, dal portafoglio originario verso un indirizzo associato a Coinbase. Gli analisti on-chain hanno intercettato subito l’operazione sulla blockchain.

“Un trasferimento dopo tanto tempo fa sempre nascere domande”, dice Raffaele Caruso, ricercatore presso CryptoLab Italia. Non è chiaro se si tratti solo di un test per verificare che l’indirizzo funzioni ancora o se c’è l’intenzione di liquidare parte delle partecipazioni storiche. Sui forum specializzati il dibattito è acceso: c’è chi lo vede come il segnale di maggiore attività da parte dei primi investitori e chi lo interpreta solo come una prova tecnica.

Mercato stabile ma con tensioni sotterranee

Anche se gli scambi appaiono tranquilli — con un volume giornaliero su Ethereum stabile intorno ai 7 miliardi di dollari come nelle ultime cinque sessioni — diversi operatori segnalano nervosismo tra i piccoli detentori. “Quando si muovono wallet dormienti partono sempre voci incontrollate”, confida un trader attivo su Binance dal 2019. Per capire davvero l’impatto bisognerà vedere se e quando questi Ether saranno convertiti in dollari.

Secondo Glassnode però, finora solo una piccola parte delle monete storiche è arrivata sugli exchange. “Nessun segnale chiaro di vendite massicce”, si legge nell’ultimo report. Nel frattempo i prezzi si consolidano sopra i $1.900 — ma tutto resta in bilico in attesa delle mosse della Federal Reserve su tassi e inflazione negli Stati Uniti.

Cosa aspettarsi: fra upgrade tecnici e mercato cauto

Guardando al futuro, nel calendario degli sviluppatori Ethereum sono previsti una serie di aggiornamenti tecnici tra settembre e ottobre, incluso il lancio della nuova versione “Osiris”. Molti analisti puntano su queste tappe per sostenere ulteriormente il sentiment positivo sui mercati regolamentati. Resta però da vedere se i flussi verso gli ETF continueranno o se si aprirà una fase più calma nei prezzi.

Nel frattempo la community segue con attenzione ogni mossa degli “early adopter”. “Sono quei vecchi portafogli che creano più rumore”, ha commentato stasera Marco Pezzoli, docente all’Università Bicocca, su X (ex Twitter). E non sono pochi quelli convinti che siano proprio questi piccoli segnali a guidare la fiducia — o le paure — nell’ecosistema crypto nel secondo semestre del 2026.

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