New York, 14 aprile 2026 – Donald Trump torna a far parlare di sé in un campo meno prevedibile: quello delle criptovalute. Un report pubblicato ieri da Chainalysis racconta come le dichiarazioni e le scelte politiche dell’ex presidente abbiano inciso sui mercati crypto per una cifra che si aggira intorno ai 500 miliardi di dollari. Un numero che dà la misura di quanto, tra il 2021 e il 2024, le parole di Trump abbiano influenzato volatilità, capitalizzazioni e fiducia degli investitori in asset come Bitcoin ed Ethereum.
Effetto Trump sulle criptovalute: i dati di Chainalysis
La società specializzata in analisi blockchain ha ricostruito l’impatto degli interventi pubblici dell’ex presidente incrociando tempistiche, volumi di scambio e capitalizzazioni sulle principali piattaforme. «Abbiamo individuato almeno nove momenti chiave — tra tweet, comizi e interviste — che hanno scatenato reazioni immediate e pesanti», ha spiegato all’agenzia Reuters Brian Nelson, capo della ricerca. Secondo Chainalysis, l’effetto complessivo – sommando le variazioni prima e dopo ogni annuncio – si attesta sui 500 miliardi di dollari in tre anni.
Per esempio, quando Trump definì “una truffa” le criptovalute durante una convention a Dallas nel luglio 2022, nelle 24 ore seguenti la capitalizzazione complessiva è calata dell’8%. Al contrario, la promessa di non tassare i guadagni in Bitcoin se fosse stato rieletto (nel febbraio 2024) ha fatto volare il valore del token per tre giorni consecutivi, con un guadagno stimato intorno ai 60 miliardi di dollari.
Mercati in balìa delle dichiarazioni: l’effetto valanga
Non è una novità che il mercato delle criptovalute risenta dei colpi della politica. Ma l’effetto Trump ha superato per portata e rapidità quello di altri leader mondiali. «Le sue parole — spesso dirette e senza filtri — hanno scatenato reazioni a catena tra grandi trader e piccoli risparmiatori», osserva Marina Rossi, analista del Blockchain Observatory Italia. Bastava una frase buttata lì durante un comizio o un post a notte fonda su Truth Social per provocare ondate improvvise di acquisti o vendite.
Un episodio emblematico è quello del 15 ottobre 2023: poche ore dopo che Trump aveva definito le criptovalute “una rivoluzione americana”, il volume degli scambi su Coinbase è balzato del 27%, secondo i dati ufficiali della piattaforma. Non sempre però gli effetti sono stati stabili. «A volte il mercato rimbalzava in poche ore, altre volte la volatilità restava alta per giorni», aggiunge Rossi.
Promesse politiche e nuovi investitori
Negli ultimi due anni la posizione di Trump sulle criptovalute è cambiata. Se nel primo mandato prevaleva uno scetticismo piuttosto acceso — memorabile il tweet del luglio 2019 (“non sono fan del Bitcoin”) — durante la campagna elettorale del 2024 il candidato repubblicano ha adottato un tono diverso. Ha promesso regolamentazioni più soft e maggior apertura verso gli investitori privati.
«Le sue dichiarazioni sono diventate uno dei principali motori speculativi del settore», racconta a Bloomberg un manager di Fidelity Digital Assets che ha chiesto anonimato. Solo nell’aprile dello scorso anno, dopo una diretta Instagram con toni sorprendentemente amichevoli verso la DeFi, i nuovi account retail sulle piattaforme USA sono cresciuti del 15% in sette giorni.
Non solo parole: il peso delle decisioni
Chainalysis attribuisce parte degli effetti non solo ai discorsi ma anche alle decisioni prese dalla Casa Bianca durante la presidenza Trump. L’approvazione o il veto su norme riguardanti le ICO (Initial Coin Offerings), il blocco temporaneo della stablecoin Libra nel 2020 e le pressioni sulla SEC per classificare i token come security o commodity hanno pesato sull’appetito degli investitori globali.
I dati del Blockchain Research Group dell’Università di New York mostrano che tra maggio 2022 e settembre 2023 — periodo ricco di interventi trumpiani — la volatilità media giornaliera di Bitcoin è cresciuta del 17%, mentre quella di Ethereum ha toccato il 21%.
Conclusioni: un settore ancora vulnerabile agli shock politici
La cronaca recente conferma quanto sia stretto e fragile il legame tra politica USA e mercati digitali. «Finché personaggi così esposti continueranno a dominare i media, sarà difficile per le crypto liberarsi dalla volatilità causata dalle loro parole», ha ammesso Paul Richards, economista intervenuto a un seminario a Stanford.
I numeri snocciolati da Chainalysis fanno riflettere: quasi mezzo trilione di dollari “mosso” direttamente o indirettamente dai comportamenti pubblici dell’ex presidente. Una cifra che pesa davvero sulle spalle degli investitori e sul futuro stesso del settore.
