Milano, 10 luglio 2026 – Swift dà il via alla sua prima piattaforma blockchain per gestire i depositi tokenizzati, un progetto che coinvolge 17 tra le principali banche mondiali. L’esperimento, condotto nelle ultime settimane tra Londra, New York, Singapore e Francoforte, punta a mettere alla prova velocità, sicurezza e compatibilità di queste nuove infrastrutture digitali con i sistemi bancari tradizionali. L’obiettivo è chiaro: prepararsi a una trasformazione nel settore dei pagamenti internazionali, rispondendo alle richieste del mercato e alle esigenze degli istituti partner.
Swift, blockchain e depositi tokenizzati: cosa c’è dietro la sperimentazione
Al centro dell’iniziativa – spiegano dal quartier generale di La Hulpe, in Belgio – c’è la gestione sicura dei depositi digitali, rappresentati da token, ovvero “getttoni” informatici ancorati uno a uno ai soldi reali depositati sui conti. Un sistema che promette di rendere più efficienti e trasparenti i trasferimenti internazionali. Tra le banche coinvolte figurano nomi importanti come HSBC, Deutsche Bank, BNP Paribas, JPMorgan e UBS. Il progetto nasce dopo una lunga fase preparatoria: come conferma Nick Kerigan, responsabile innovazione di Swift, «Abbiamo ascoltato le esigenze degli operatori globali e risposto con una soluzione che possa dialogare con tutti i principali network». Solo a quel punto sono partiti i primi test su larga scala.
Interoperabilità: la vera sfida nei pagamenti internazionali
Uno dei punti più importanti evidenziati da Swift riguarda proprio l’interoperabilità della piattaforma blockchain. Gli ingegneri si sono messi al lavoro per far sì che questi nuovi strumenti possano integrarsi senza problemi con le tecnologie già usate dalle singole banche. «Non esistono due istituti uguali – ha spiegato Ana Botín, presidente di Santander – ma l’obiettivo è che la nuova infrastruttura funzioni ovunque, da Francoforte a Singapore». Il protocollo adottato permette infatti di trasferire i depositi tokenizzati tra diversi sistemi, riducendo tempi e rischi operativi tipici delle transazioni transfrontaliere. Dai primi dati interni emerge che il tempo medio di trasferimento si accorcia di circa il 70% rispetto ai metodi tradizionali. E non è tutto: nelle simulazioni si garantisce anche la tracciabilità completa di ogni passaggio.
Vantaggi concreti per le banche e possibilità future
A differenza delle criptovalute non regolamentate, i token su cui lavora Swift sono veri asset bancari. In sostanza, un euro depositato in banca diventa un “gemello digitale” spendibile e trasferibile tramite blockchain ma sempre legato al valore reale. Questo aspetto – sottolineano da Deutsche Bank – dovrebbe tranquillizzare anche i regolatori più cauti, visto che ogni movimento resta sotto il controllo diretto delle banche coinvolte. Il progetto potrebbe trovare applicazioni non solo nei bonifici esteri tradizionali ma anche nella gestione delle garanzie finanziarie, nei pagamenti istantanei B2B o nei servizi legati alla finanza decentralizzata (DeFi). «Stiamo entrando in una nuova fase», commenta un manager di BNP Paribas: «Le richieste di efficienza diventano ogni giorno più urgenti».
Normative da definire e prossimi passi decisivi
Non manca l’entusiasmo tra i partner del progetto, ma restano aperti alcuni nodi sul fronte normativo. Le banche centrali – dalla Banca d’Inghilterra alla BCE – seguono con attenzione questa sperimentazione. Al momento non è chiaro come saranno regolati questi nuovi token né quali requisiti dovranno rispettare gli istituti per garantirne la piena fungibilità. Alcuni esperti mettono in guardia contro una corsa all’adozione troppo veloce senza sufficienti garanzie di trasparenza. Tuttavia, come ha spiegato una fonte interna alla Commissione europea, «questi test saranno fondamentali per chiarire molti aspetti ancora poco definiti».
Swift punta a chiudere questa prima fase della sperimentazione entro l’autunno. Solo dopo si deciderà se estendere la piattaforma ad altri gruppi bancari o aprirla anche a intermediari non finanziari. Per ora, tra sale operative e tavoli di lavoro a Londra e Francoforte, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: molta cautela ma anche la consapevolezza diffusa che il settore dei pagamenti internazionali sta per cambiare — almeno un po’.