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Home Crypto

Standard Chartered lancia trading Bitcoin ed Ethereum negli EAU per investitori professionali

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
14 Ottobre 2026
in Crypto

Dubai, 14 ottobre 2026 – Standard Chartered ha messo in moto oggi il trading di Bitcoin ed Ethereum negli Emirati Arabi Uniti, puntando dritto agli investitori professionali della regione del Golfo. La notizia è arrivata in mattinata, diffusa direttamente dal quartier generale di Dubai. “Abbiamo inserito servizi di custodia e settlement dentro la piattaforma per garantire una filiera più sicura e sotto controllo”, ha spiegato Alex Manson, a capo di SC Ventures, la divisione tech del gruppo. Non è la prima volta che una grande banca internazionale si butta sulle criptovalute in Medio Oriente, ma la scelta di partire proprio da Dubai sottolinea l’apertura crescente delle autorità locali verso questi nuovi asset digitali.

Il debutto nei mercati emiratini

Secondo quanto riferito da Standard Chartered, questa piattaforma sarà riservata solo a clienti istituzionali e investitori professionali. Niente accesso per il pubblico retail, almeno per ora. Il progetto si appoggia a Zodia Markets, la controllata londinese specializzata nel trading crypto, già operativa in Regno Unito e Irlanda. “È una risposta diretta alle richieste della nostra clientela corporate”, ha detto ancora Manson, precisando che si tratta di Bitcoin ed Ethereum, le due criptovalute più scambiate e con maggiore capitalizzazione.

La decisione arriva proprio mentre gli Emirati Arabi si confermano tra i poli più vivaci per l’innovazione finanziaria. A Dubai, negli ultimi 18 mesi, sono arrivate decine di società crypto internazionali – da Binance a Coinbase – attratte da un quadro normativo favorevole e da incentivi fiscali su misura.

Custodia e settlement integrati per ridurre i rischi

Un aspetto che distingue l’offerta di Standard Chartered rispetto ai grandi exchange internazionali è la gestione integrata di custodia e settlement. In pratica, comprare o vendere Bitcoin ed Ethereum avviene tutto sulla stessa piattaforma, senza dover spostare gli asset su wallet esterni o affidarsi a terzi.

“Abbiamo messo a punto una soluzione pensata per limitare il rischio di controparte”, ha spiegato Julian Sawyer, CEO di Zodia Markets. La banca userà storage a freddo per le chiavi private e controlli multilivello sui flussi finanziari. Un dettaglio importante dopo i casi degli ultimi anni che hanno visto fallimenti improvvisi di piattaforme crypto o accessi non autorizzati ai portafogli digitali.

La regolamentazione locale e le prospettive future

Gli Emirati Arabi Uniti, soprattutto tramite la Dubai Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), hanno progressivamente allentato le restrizioni sull’uso delle criptovalute per gli operatori istituzionali. Solo negli ultimi sei mesi sono state concesse oltre 60 licenze crypto a società internazionali con base negli Emirati.

Fonti della banca centrale emiratina confermano che “il quadro normativo è ancora in evoluzione”, ma l’obiettivo delle autorità è chiaro: attirare capitali stranieri e consolidare Dubai come hub regionale della finanza digitale. In questa partita le grandi banche globali cercano spazio soprattutto nei servizi alle imprese, mentre i prodotti retail restano sullo sfondo.

Standard Chartered, che aveva già provato iniziative simili nel Regno Unito nel 2023, punta su una progressiva normalizzazione dell’offerta crypto all’interno del mondo bancario tradizionale. “La domanda c’è ed è in crescita soprattutto tra i fondi d’investimento internazionali”, ha ammesso Manson.

Le reazioni degli operatori

Nel distretto finanziario DIFC l’interesse è palpabile ma accompagnato da una certa prudenza. Un gestore locale – che ha preferito restare anonimo – osserva: “Non si tratta solo di tecnologia o regole: bisogna vedere se le aziende sono pronte a usare le criptovalute in modo sistematico”. Alcuni studi legali specializzati sottolineano come la presenza di Standard Chartered possa dare una spinta ulteriore al riconoscimento normativo delle criptovalute nei grandi gruppi finanziari arabi.

Sul fronte dei prezzi, oggi Bitcoin ed Ethereum hanno mantenuto una volatilità contenuta sui mercati internazionali: segno, secondo diversi analisti, che il settore aspetta segnali più chiari dalle autorità regionali prima di registrare impatti reali sui valori.

Una scommessa sul futuro della finanza digitale

Intanto a Dubai nuovi operatori sono attesi nelle prossime settimane. La città dove oggi si incrociano hedge fund americani e investitori privati del Golfo sta vivendo un momento di vero rilancio nel fintech come mai prima d’ora. L’entrata in scena di Standard Chartered si inserisce in questo contesto: “Il nostro obiettivo è fare da ponte tra la tradizione bancaria e le nuove tecnologie”, ha concluso Manson.

Solo col tempo capiremo se questo modello potrà espandersi altrove – magari anche in Europa o Asia – o resterà un caso tutto dubaitano. Ma da oggi qualcosa è cambiato nel rapporto tra banche tradizionali e criptovalute.

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