Milano, 29 ottobre 2026 – Ripple ha alzato l’asticella nel mondo dei pagamenti internazionali. Oggi l’azienda americana ha annunciato di aver esteso la sua rete a ben 60 mercati, gestendo transazioni per oltre 100 miliardi di dollari. Un traguardo importante, comunicato nel tardo pomeriggio tramite una nota ufficiale, che conferma l’ambizione di Ripple: sfidare SWIFT, il gigante storico usato da più di diecimila istituti finanziari in tutto il mondo.
Ripple avanza nei pagamenti globali, ma XRP resta un’incognita
Fondata da Chris Larsen e guidata da Brad Garlinghouse, la società sta spingendo forte per allargare il proprio raggio d’azione. Dai dati condivisi dal management emerge che Ripple ora serve clienti in America Latina, Asia, Medio Oriente ed Europa. “Stiamo costruendo un’infrastruttura che cambia davvero il modo in cui banche e imprese trasferiscono valore”, ha detto Garlinghouse ieri in un’intervista a CNBC. Il suo messaggio è chiaro: tagliare tempi e costi delle operazioni internazionali.
Ma c’è un punto che resta sul tavolo: quanto viene effettivamente usato il token XRP, la criptovaluta legata a Ripple? Nonostante il volume complessivo sia alto, solo una parte delle transazioni passa tramite questo asset digitale; la maggioranza continua a muoversi su valute tradizionali. “Non abbiamo ancora dati precisi sull’uso di XRP nel totale dei flussi”, ha ammesso un portavoce contattato da alanews.it. Una cautela che riflette le incertezze normative e la prudenza degli operatori finanziari davanti a strumenti percepiti come volatili.
La sfida a SWIFT: velocità e trasparenza al centro del confronto
Lo scontro con SWIFT è ormai in pieno svolgimento. Ripple promette ai suoi partner trasferimenti quasi istantanei – “in pochi secondi invece che giorni”, come ripetono spesso i manager – con una trasparenza superiore rispetto ai sistemi tradizionali. Banche come Santander, SBI Holdings e PNC già usano RippleNet per alcuni tipi di operazioni.
Eppure, nonostante i passi avanti, SWIFT rimane ancora il riferimento principale per gran parte degli istituti finanziari. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, i pagamenti internazionali superano i 150 trilioni di dollari ogni anno: Ripple copre ancora solo una fetta piccola del mercato. “Sappiamo che la sfida è dura”, ha riconosciuto Garlinghouse durante una conferenza a Singapore, “ma siamo convinti che stiamo andando nella direzione giusta”.
Regolamentazione ancora terreno minato per le cripto
Uno dei principali freni alla crescita di XRP come mezzo di pagamento resta la regolamentazione incerta. Negli Stati Uniti la battaglia legale con la Securities and Exchange Commission (SEC) non è chiusa del tutto, mentre nell’Unione Europea la direttiva MiCA sta solo ora definendo le regole per chi emette asset digitali. Molte banche preferiscono così aspettare.
Secondo analisti interpellati da alanews.it – tra cui Monica Falchi, docente di Diritto dei Mercati Finanziari all’Università Bocconi – “il successo di una rete globale di pagamenti dipenderà dalla sua capacità di dialogare con i regolatori locali. Solo così potrà davvero tenere testa a SWIFT”. Falchi sottolinea come proprio la mancanza di chiarezza normativa abbia finora rallentato l’uso su larga scala dei token nelle transazioni ad alto valore.
Nuovi mercati e partnership: il piano ambizioso di Ripple
Nonostante tutto questo, Ripple non si ferma. L’ultimo accordo siglato è con un consorzio bancario indiano e nei prossimi mesi l’obiettivo è spingersi anche nell’Africa subsahariana. La promessa è ambiziosa: arrivare a 80 mercati entro il 2027. Sul sito ufficiale si contano già più di 200 istituzioni – banche, fintech e società di rimesse – collegate alla rete.
Fonti interne raccontano anche che uno degli investimenti più importanti per il prossimo anno sarà su intelligenza artificiale e compliance. L’obiettivo? Rendre più semplice controllare le transazioni e offrire rassicurazioni ai regolatori sulla tracciabilità dei movimenti finanziari.
L’incognita dell’adozione diffusa
Nonostante l’espansione geografica e le nuove partnership, resta però aperto il grande quesito sull’adozione vera e propria della moneta digitale legata a Ripple. Per ora i grandi numeri sono soprattutto sulle valute tradizionali; quel salto verso un utilizzo diffuso della criptovaluta deve ancora essere dimostrato.
Oggi molti operatori si chiedono: “Quando – e se – assisteremo davvero a un cambio netto dai vecchi sistemi come SWIFT verso soluzioni basate su blockchain?”. Al momento le risposte non arrivano dai comunicati stampa ma dai dati reali degli istituti coinvolti. Come spesso succede nel mondo della finanza globale, i grandi cambiamenti si vedono prima nei dettagli nascosti piuttosto che nelle grandi parole pubbliche.