Petrolio in calo spinge Bitcoin e Oro: la sorprendente coppia degli investimenti alternativi

Cristina Manetti

3 Luglio 2026

Dubai, 3 luglio 2026 – Il ritorno delle esportazioni petrolifere attraverso lo Stretto di Hormuz, ferme per quasi un mese a causa delle tensioni in zona, ha fatto subito scendere il prezzo del greggio. Le principali borse del Golfo hanno tirato un sospiro di sollievo, ma nel frattempo gli investitori si sono spostati con decisione verso asset alternativi come Bitcoin e Oro, rendendo ancora più complicato leggere i segnali dei mercati globali in queste prime settimane di luglio.

Export da Hormuz: il greggio prende la strada al ribasso

Con la ripresa delle spedizioni nella notte tra il 2 e il 3 luglio, il prezzo del Brent è calato sotto i 75 dollari al barile — un livello che non si vedeva da cinque mesi. Da settimane le aziende energetiche, sia locali che internazionali, aspettavano segnali di calma nell’area. Il Ministero dell’Energia degli Emirati ha confermato alle 7:30 ora locale che “i terminali sono pienamente operativi e tutte le navi in attesa stanno caricando nei tempi previsti”. In sostanza si torna a una parvenza di normalità, anche se gli operatori restano guardingi.

I dati dell’OPEC parlano chiaro: nelle ultime 24 ore più di 6 milioni di barili hanno attraversato lo Stretto, contro i circa 3 milioni del giorno prima. A pesare sul calo del prezzo, secondo alcuni analisti intervistati da Al Arabiya, è soprattutto “la percezione di una maggiore stabilità logistica più che una vera crescita nella domanda globale di petrolio”.

Bitcoin e Oro: i rifugi prendono quota

Mentre il petrolio perdeva terreno, molti investitori hanno puntato con forza su asset ritenuti sicuri. Il prezzo del Bitcoin è salito fino a 69.200 dollari, toccando i massimi delle ultime sei settimane. Su Binance i volumi sono aumentati del 15% durante la notte, soprattutto grazie agli ordini arrivati da Europa e Stati Uniti. “Stiamo vedendo flussi anomali – ha detto nel pomeriggio Pascal Zimmermann, chief analyst di CryptoWatch – la storia della scarsità digitale sta convincendo anche gli investitori istituzionali a spostare rapidamente capitali”.

Anche l’Oro si è mosso forte: ha sfiorato i 2.480 dollari l’oncia, per poi stabilizzarsi intorno ai 2.460. Gli operatori della borsa di Londra hanno parlato di “domanda molto solida da parte dei fondi sovrani asiatici”, con un picco di acquisti evidente tra le 10 e le 11 ora italiana.

Borse tradizionali in bilico, resta alta la volatilità

A Milano e Francoforte l’apertura è stata incerta. L’indice FTSE Mib ha perso lo 0,8% all’inizio, per poi recuperare terreno nel corso della mattinata. Tra i titoli più legati all’energia, Eni ha lasciato sul campo l’1,4%. Gli investitori hanno visto nella riapertura delle esportazioni una “buona notizia per la catena globale degli approvvigionamenti”, come ha spiegato un trader di Mediobanca, ma non si fanno illusioni: lo scenario internazionale resta fragile e la domanda energetica non dà segnali forti di ripresa.

Anche sul fronte obbligazionario si avverte prudenza. I rendimenti dei bond americani a dieci anni sono saliti di dieci punti base in meno di due ore: segno che i mercati stanno ancora cercando di capire le conseguenze della nuova fase legata al petrolio.

Investitori alla ricerca della diversificazione

Un report uscito questa mattina da Nomura conferma quanto già si vedeva sul campo: “Le tensioni su Hormuz hanno accelerato una tendenza già in corso: la corsa verso strumenti meno legati al ciclo tradizionale dell’energia”. Non solo criptovalute e metalli preziosi, ma anche bond legati alle materie prime agricole e fondi ESG stanno attirando nuovi capitali.

A Dubai, durante l’Emirates Financial Forum delle 13 locali, questo è stato il tema dominante tra i gestori presenti: come muoversi quando le vecchie certezze sui mercati delle materie prime vengono messe costantemente in discussione? “Chi si ferma è perduto”, ha commentato con un sorriso Amir Al-Mansouri, gestore senior della Gulf Capital uscendo dalla sala.

Estate a rischio volatilità tra petrolio e asset alternativi

La domanda resta aperta: quanto durerà questa fase incerta tra petrolio, Bitcoin e Oro? Le banche centrali — finora concentrate soprattutto sulla stabilità dei prezzi energetici — tengono d’occhio anche la crescita degli asset digitali nei portafogli retail e istituzionali. Solo allora — forse — si potrà avere un quadro più chiaro sulle vere scelte degli investitori globali in questa estate appena partita. Per adesso è chiaro solo un dato: tra mercati tradizionali e nuovi strumenti finanziari c’è un divario crescente che sembra destinato ad allargarsi ancora.

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