Milano, 26 giugno 2026 – Con l’entrata in vigore delle nuove regole europee sui criptoasset, Binance, la piattaforma di scambio di criptovalute più famosa al mondo, si trova in un vero e proprio bivio. Da un lato, c’è la pressione per riattivare i servizi a favore di milioni di utenti europei; dall’altro, il vuoto lasciato da istituzioni che faticano a prendersi carico della responsabilità. La domanda che gira insistentemente – nei corridoi delle autorità finanziarie e nei forum online – è una sola: chi darà il via libera ufficiale all’exchange, garantendo il rispetto delle nuove norme UE?
Binance corre contro il tempo per riaprire
Il 1° luglio, con l’entrata in vigore del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), tutti i fornitori di servizi cripto devono avere una autorizzazione rilasciata da uno Stato membro per operare nell’Unione. Finora Binance si era appoggiata alle licenze ottenute in Lituania e Francia. Ma dopo mesi di controlli e trattative, Parigi ha messo in pausa le procedure, chiedendo chiarimenti sulle modalità di gestione dei fondi degli utenti.
Con la scadenza ormai alle porte, la società guidata da Richard Teng – succeduto al fondatore Changpeng Zhao dopo lo scandalo che ha travolto quest’ultimo – resta sospesa nel limbo. Ieri pomeriggio un portavoce ha spiegato che “Binance sta lavorando senza sosta con i regolatori per soddisfare ogni requisito”. Ma le attività nell’Unione restano limitate: depositi e alcune funzioni sono bloccate temporaneamente per gli utenti europei. Una battuta d’arresto che potrebbe non solo compromettere la reputazione della piattaforma, ma anche mettere a rischio le posizioni degli investitori privati e professionali.
Responsabilità istituzionali tra Francia e Lituania: nessuno vuole prendersi la palla
Il problema principale è capire chi si assumerà la responsabilità dell’approvazione. Al momento nessuno Stato sembra disposto a sorvegliare direttamente un gigante che gestisce ogni giorno miliardi in asset digitali. Fonti raccolte da alanews.it raccontano che la Banque de France ha espresso “forti dubbi” su alcune pratiche operative di Binance, soprattutto dopo gli ultimi controlli antiriciclaggio. Dall’altra parte, la banca centrale lituana si prende tempo: “Stiamo ancora valutando la documentazione integrativa richiesta. Nessuna decisione al momento”, ha detto ieri un funzionario a Vilnius.
In questo limbo burocratico – quasi kafkiano – le autorità francesi hanno chiesto un incontro urgente con i vertici dell’azienda. Non si sa ancora cosa ne uscirà fuori. “Le regole sono chiare, ora tocca ai privati mettersi in regola”, ha ribadito recentemente il commissario europeo ai Servizi finanziari Mairead McGuinness durante un’intervista a Euronews.
Gli utenti nel mezzo: disagi e scenari possibili
Per milioni di utenti europei, però, questa situazione non è teoria ma realtà concreta. Da settimane – come raccontano i membri dei gruppi Telegram e Reddit dedicati – molti lamentano problemi ad accedere ai propri wallet o a prelevare fondi. I canali di assistenza sono spesso intasati. Andrea, 28 anni, investitore privato milanese, confessa di aver “provato invano a spostare soldi su un altro exchange” nelle ultime 48 ore. Gli esperti temono che questa incertezza prolungata possa spingere molti verso piattaforme extra UE o addirittura verso operatori non regolamentati.
Uno studio pubblicato a maggio dalla Chainalysis stima che in Europa occidentale il volume annuo delle transazioni crypto si aggiri intorno ai 600 miliardi di euro. La mancata riapertura di Binance potrebbe avere effetti a catena sul settore fintech, avverte Stefano Capaccioli, commercialista esperto in fiscalità digitale: “Si rischia uno shock sulla liquidità e sulla fiducia degli investitori retail”.
Nessuna soluzione immediata: si resta in attesa
Alla domanda su chi sarà il primo regolatore a dare l’ok alla nuova Binance europea, nessuno – né a Bruxelles né nei principali Paesi membri – si sbilancia. La Commissione UE ribadisce: “Il quadro normativo è pronto, ora spetta agli operatori e agli Stati agire”. Un modo chiaro per dire che scorciatoie non ce ne saranno.
Intanto Binance corre contro il tempo. Tra incontri riservati e comunicati ufficiali resta una domanda aperta: chi avrà il coraggio e la responsabilità – legale ma anche politica – di riaprire le porte all’exchange più discusso (e usato) d’Europa? Per ora nessuno risponde. E intanto gli utenti aspettano.
