Milano, 18 luglio 2026 – Il mercato delle criptovalute ha messo il freno oggi: Bitcoin nella notte tra giovedì e venerdì è scivolato fino a 62.800 dollari, mentre Ethereum è rimasto sostanzialmente stabile, poco sopra i 1.820 dollari. Dopo settimane di alti e bassi e forti oscillazioni, il settore sta correggendo il tiro: la capitalizzazione complessiva ha perso il 2,26% rispetto all’ultimo rilevamento. Un segnale che parla di prudenza, confermato dall’indice Fear and Greed, fermo a 31 punti, un livello che gli esperti interpretano come segno di diffusa paura tra gli investitori.
La frenata di Bitcoin e la reazione dei mercati
Dopo un periodo di acquisti sostenuti — solo all’inizio del mese la principale criptovaluta aveva superato quota 65.000 dollari — questo calo rappresenta una battuta d’arresto. La giornata è partita in rosso, soprattutto sulle piattaforme asiatiche. A Piazza Affari nel primo pomeriggio si è notato un volume di scambi più basso della media degli ultimi dieci giorni.
“Il livello di 62.800 dollari è un punto chiave di supporto, ma per ora la pressione ribassista non molla”, spiega Andrea Benetti, analista di mercato presso CryptoMetrics. “Molti investitori aspettano i dati macroeconomici statunitensi che saranno pubblicati domani.” Un operatore milanese, che preferisce restare anonimo, confida: “In chat private gira la sensazione che pochi vogliano rischiare fino a dopo l’estate”.
Ethereum sotto quota 1.900: pesa l’incertezza tecnologica
Mentre Bitcoin rallenta, anche Ethereum mantiene una certa cautela. Stamattina si aggirava intorno a 1.820 dollari, in calo rispetto a una settimana fa. Nel settore si fa notare come questa prudenza sia legata agli sviluppi ancora poco chiari degli aggiornamenti promessi dagli sviluppatori della blockchain.
“In tanti aspettano ancora certezze sulle tempistiche dell’upgrade Dencun”, dice Federico Donati, project manager in una fintech romana. “Finché non sarà chiaro se davvero i costi delle transazioni diminuiranno, la prudenza regnerà.” Proprio ieri Ethereum Foundation ha pubblicato una nota sul forum ufficiale: “Stiamo effettuando test — si legge — e non escludiamo ulteriori ritardi”.
Il termometro del rischio: Fear and Greed ancora basso
A confermare l’atmosfera incerta c’è l’indice Fear and Greed, che ogni giorno misura il sentiment degli investitori analizzando volatilità, volumi, social media e trend di ricerca. Oggi il valore si è fermato a 31, un livello considerato dagli operatori sinonimo di “paura”. Un campanello d’allarme non da poco per chi segue da vicino il mercato.
Secondo gli esperti del settore — tra cui il portale CoinGecko — numeri così bassi indicano una netta prevalenza delle posizioni difensive. Lo si vede anche nei movimenti verso le stablecoin e nelle scelte dei grandi fondi digitali. “Quando il Fear and Greed resta sotto i 40 punti aumenta la liquidità sugli exchange, ma diminuiscono gli acquisti di Bitcoin”, spiega Riccardo Corti, direttore ricerca presso BitWise Europe.
Capitalizzazione in discesa: effetti sui portafogli e prospettive
La capitalizzazione complessiva del comparto cripto ha lasciato sul terreno oltre il 2% nelle ultime 24 ore, attestandosi intorno ai 2.200 miliardi di dollari secondo CoinMarketCap. Il calo — tutto sommato contenuto rispetto alle oscillazioni tipiche del settore — riporta al centro la fragilità del sentiment tra piccoli e medi investitori.
Nei forum specializzati si leggono messaggi più prudenti; nei gruppi Telegram italiani dedicati alle criptovalute l’attività è meno vivace rispetto ai picchi di giugno. Un risparmiatore romano commenta: “Per ora lascio tutto fermo, meglio aspettare”. Da Bologna arriva un altro messaggio: “Stiamo a vedere cosa succede dopo le vacanze”.
Resta la prudenza in attesa dei prossimi dati
Insomma, quella del 18 luglio è stata una giornata segnata dall’attendismo. “Il contesto macro pesa parecchio — sottolinea Benetti — e con Wall Street mezza chiusa domani non ci aspettiamo grandi scossoni.” Il mercato resta appeso ai dati sull’inflazione negli USA e alle mosse delle banche centrali. Gli operatori continueranno a tenere d’occhio sia i fondamentali economici sia le novità tecnologiche per capire se questa prudenza sarà l’inizio di una fase più tranquilla o solo la premessa a nuove turbolenze.