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Hyperliquid debutta su Bloomberg Terminal: nuova era per la DeFi e il trading istituzionale in Italia

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
10 Ottobre 2026
in Crypto

Milano, 10 ottobre 2026 – I contratti perpetual di Hyperliquid hanno fatto il loro debutto sul Bloomberg Terminal nella notte tra il 9 e il 10 ottobre, segnando un passo importante per la finanza decentralizzata (DeFi). La notizia, trapelata intorno alle 22.30 dagli addetti ai lavori, mette in chiaro come anche gli strumenti più innovativi della finanza digitale stiano guadagnando terreno negli ambienti degli investitori istituzionali. Un passaggio che diversi osservatori definiscono “atteso ma tutt’altro che scontato”, soprattutto in un periodo in cui la regolamentazione delle criptovalute resta al centro del dibattito tra Bruxelles e Washington.

Hyperliquid e Bloomberg: segnali dal mercato

Da ieri sera, digitando il ticker “HYPERLQD” sul terminale Bloomberg – uno degli strumenti più usati nelle sale operative di tutto il mondo – è possibile vedere dati aggiornati sui contratti perpetual scambiati sulla piattaforma Hyperliquid. Non si tratta solo di prezzi in tempo reale, ma anche di volumi, storici delle transazioni e indicatori di rischio. Chi lavora da Londra a New York – raccontano alcuni analisti sentiti dalla nostra redazione – non guarda più alla DeFi come a un terreno da sperimentare, ma come a una vera e propria classe di investimento accessibile anche ai grandi capitali.

Un operatore italiano, che ha preferito restare anonimo perché non autorizzato a parlare con la stampa, spiega: “È un segnale forte: la DeFi arriva sulle scrivanie dei fondi. Non è più roba solo per chi sta su Discord o Telegram; ora abbiamo dati professionali e strumenti familiari anche per chi lavora con azioni o materie prime”.

Il salto di qualità della DeFi

I contratti perpetual, tipici dei mercati crypto e apprezzati per la loro flessibilità – si negoziano senza scadenza, assomigliando ai future ma senza vincoli temporali – stanno vivendo una fase di grande crescita. Fino a pochi mesi fa erano confinati agli exchange specializzati, lontani dall’attenzione delle banche o delle società di gestione tradizionali. L’arrivo su Bloomberg indica una domanda crescente da parte degli attori istituzionali alla ricerca di nuovi modi per ottenere rendimento o coprirsi dal rischio.

Secondo il report pubblicato a settembre da Chainalysis, il valore totale delle transazioni DeFi nel secondo trimestre del 2026 ha superato i 2.400 miliardi di dollari, con un +14% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. A spingere questa crescita sono proprio prodotti come i perpetual di Hyperliquid, noti per l’esecuzione veloce e la trasparenza nelle regole.

Reazioni e implicazioni per il settore

Questa mattina nei corridoi della Borsa di Milano l’umore è cauto. Qualcuno parla di “un test interessante”, ma senza lasciarsi andare a facili entusiasmi. “Il mercato vuole certezze sulle regole e liquidità stabile,” dice un gestore specializzato in asset digitali, “ma l’arrivo su Bloomberg aiuta sicuramente a ridurre il gap informativo”.

Sono arrivate anche voci dal mondo accademico. Il professor Andrea Giorgi dell’Università Bocconi sottolinea come “l’inserimento su Bloomberg rappresenta una sorta di legittimazione implicita della DeFi agli occhi dei grandi operatori finanziari. Non vuol dire che diventerà mainstream domani mattina, però è sicuramente una porta che si apre”. I rischi restano: volatilità alta e sicurezza informatica sono nodi che il settore dovrà affrontare presto.

La prospettiva degli investitori istituzionali

L’interesse dei grandi attori finanziari verso la DeFi non è più solo teoria. Nel primo semestre dell’anno – secondo JP Morgan – almeno 22 hedge fund americani hanno aperto desk dedicati agli strumenti decentralizzati. Avere i dati Hyperliquid su Bloomberg Terminal facilita molto il monitoraggio dei prezzi e delle performance, rendendo più semplici analisi approfondite e strategie complesse.

Non tutti però pensano che basti una maggiore trasparenza per cambiare le abitudini degli investitori tradizionali europei. “Ci vuole tempo,” commenta un responsabile trading a Francoforte, “ma chi punta sull’innovazione sta già ragionando su orizzonti diversi rispetto al passato”.

Tra nuove regole e vecchie abitudini

La partita ora si gioca anche nelle stanze dei regolatori. Tra Parigi e Washington sono al vaglio norme che dovrebbero chiarire obblighi e responsabilità negli scambi decentralizzati. Ma l’approdo dei perpetual Hyperliquid sul terminale Bloomberg segna già oggi una linea netta: un ponte tra due mondi – quello degli exchange blockchain e quello della finanza tradizionale – che fino a poco tempo fa sembravano destinati a non capirsi affatto.

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