Milano, 10 ottobre 2026 – S&P Global Ratings lancia il Vault Risk Assessment (VRA), un nuovo strumento pensato per misurare i rischi legati ai vault DeFi. Il debutto arriva proprio ora, mentre il mercato della finanza decentralizzata – guidato dai cosiddetti “vault” – ha raggiunto un valore intorno ai 10 miliardi di dollari. Un numero che racconta una crescita veloce, ma anche le fragilità di questo settore.
Vault Risk Assessment di S&P: cos’è e perché è importante ora
Non è un caso che S&P abbia scelto di concentrarsi sui vault DeFi: negli ultimi due anni la finanza decentralizzata si è fatta spazio soprattutto nei portafogli dei più giovani e digitali. “C’è una grande richiesta di strumenti capaci di misurare i rischi reali di questi prodotti”, ha spiegato in una nota Lynn Maxwell, responsabile EMEA per la divisione DeFi di S&P. L’obiettivo è semplice: offrire a chi opera nel settore e agli utenti finali una fotografia chiara del livello di rischio. Perché, anche se i rendimenti promettono molto più rispetto al mondo tradizionale, trasparenza e sicurezza restano ancora un’incognita.
Il VRA valuta diversi aspetti: dal tipo di asset custoditi alle procedure di controllo, passando per la presenza (o meno) di audit esterni e il passato degli incidenti informatici. “Solo con una valutazione seria si può aiutare davvero a distinguere tra prodotti solidi e altri più fragili”, ha aggiunto Maxwell. Per ora S&P non ha rivelato tutti i dettagli della metodologia, ma fonti interne confermano che si sta lavorando insieme a team indipendenti per definire standard condivisi.
Un mercato da 10 miliardi: crescita da record ma con rischi concreti
Secondo dati di Dune Analytics, verificati da S&P, il valore totale bloccato nei vault DeFi – cioè quei protocolli che permettono agli utenti di depositare asset digitali in cambio di un rendimento automatico – sfiora i 10 miliardi di dollari. Nel 2024 eravamo sotto i 6 miliardi, mentre solo tre anni fa si faceva fatica a superare il miliardo. Una crescita rapidissima che ha preso alla sprovvista anche gli esperti del settore: “La curva è stata impressionante, ma la regolamentazione non è riuscita a tenere il passo”, sottolinea Edoardo Rossi, docente di Finanza Digitale alla Bocconi.
I vault, gestiti spesso tramite smart contract – cioè protocolli automatici pubblici su blockchain – sono stati più volte bersaglio degli hacker. Solo nel 2025, secondo la società di cybersecurity SlowMist, si sono contati 14 attacchi riusciti contro progetti DeFi, con furti per circa 320 milioni di dollari. “La maggior parte delle violazioni deriva da errori nel codice o nella gestione dei protocolli”, spiega un analista SlowMist raggiunto da alanews.
Il mercato reagisce con cautela
Nel mondo della finanza digitale l’arrivo del VRA ha acceso interesse ma anche qualche riserva. “Potrebbe diventare uno standard se usato nel modo giusto”, dice subito Andrea Ghezzi, CTO della piattaforma italiana OpenVault. Ora gli operatori aspettano di capire come il VRA influenzerà le decisioni degli investitori istituzionali, soprattutto quelli soggetti alle normative europee su trasparenza e antiriciclaggio.
C’è però chi mette le mani avanti: “Serve prima un accordo internazionale sui criteri”, avverte Roxane Borsoi, responsabile R&D della startup francese ChainSafe Europe. “Se ogni agenzia usa scale diverse senza coordinarsi, rischiamo solo confusione”.
Prospettive e nodi aperti
Il lancio del Vault Risk Assessment segna una svolta importante per un mercato in fermento come quello dei vault DeFi. Restano però molte incognite: non è chiaro quando il VRA sarà adottato dai principali exchange decentralizzati e quale impatto avrà sulla fiducia degli utenti finali. “Solo il tempo ci dirà se queste valutazioni saranno considerate affidabili”, confida una fonte vicina all’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari.
Intanto la tecnologia continua a correre: ogni settimana nascono nuovi progetti tra Londra, Berlino e Singapore. Il settore osserva con attenzione il ruolo che potrà avere una valutazione oggettiva dei rischi. A Milano oggi alle 15:30 è in programma un incontro tra S&P e alcuni operatori italiani per discutere come applicare concretamente il VRA sulle piattaforme locali. Un altro passo verso una finanza sempre più digitale… ma anche sotto stretta osservazione.