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Home DeFi

Bitcoin e il vero rivale al 5%: come i Treasury Usa e l’inflazione influenzano il mercato criptovalute

Cristina Manetti by Cristina Manetti
9 Ottobre 2026
in DeFi

New York, 9 ottobre 2026 – L’inflazione negli Stati Uniti dà segnali di rallentamento. I dati diffusi ieri pomeriggio dal Dipartimento del Lavoro, alle 14.30 ora italiana, mostrano un aumento annuo dei prezzi al consumo del 3,4% a settembre, leggermente sotto rispetto ad agosto. Una variazione modesta, ma che non è passata inosservata sui mercati finanziari, in particolare tra le criptovalute. Il Bitcoin ha reagito con un lieve rialzo subito dopo l’annuncio, oscillando poco sopra i 61.000 dollari secondo i dati di Coinbase.

Inflazione Usa più bassa, mercati pronti a cambiare passo

Il dato sull’inflazione era atteso come una tappa fondamentale dagli investitori. Gli analisti di JPMorgan hanno commentato subito dopo la pubblicazione che “un numero appena sotto le previsioni rafforza l’ipotesi di una Fed più cauta nei prossimi mesi”. Wall Street ha risposto rapidamente: il future sul Nasdaq ha guadagnato circa lo 0,6%, mentre l’S&P500 ha chiuso in leggero rialzo.

Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in una breve dichiarazione durante un incontro a Washington con esponenti bancari, ha ribadito che “la strada dei tassi dipenderà dai dati economici”. In pratica, la Fed mantiene una posizione attendista. Ma nel mercato comincia a circolare l’idea di una possibile pausa nel rialzo dei tassi.

Bitcoin e criptovalute: volatilità alta dopo i dati

Tra le criptovalute, il movimento del Bitcoin ha trascinato anche Ethereum e altri token importanti. Secondo CoinMarketCap, nelle due ore dopo il rilascio dell’indice CPI americano, il volume degli scambi su Bitcoin è salito del 12%, segno che i trader seguono ancora molto da vicino i dati economici tradizionali.

Tommaso Mancini-Griffoli, economista del Fondo Monetario Internazionale esperto in valute digitali, spiega che “la correlazione tra inflazione Usa e prezzo del Bitcoin si è fatta più forte negli ultimi mesi”. Negli ultimi due mesi infatti ogni sorpresa nei dati o nelle mosse della Fed si riflette quasi subito sul mercato crypto. Ma – come notano diversi trader sentiti da alanews.it – la volatilità resta alta: ieri sera Bitcoin ha toccato i 60.600 dollari per poi risalire oltre i 61.300 poco dopo le 20 italiane.

I Treasury Usa: il vero termometro per i mercati

Ma c’è un altro fattore su cui gli operatori hanno gli occhi puntati: i rendimenti dei Treasury americani. Il decennale Usa ieri ha oscillato tra il 4,22% e il 4,28%, valori che non si vedevano da mesi. Gli strategist di Goldman Sachs sottolineano che “la reazione dei bond influenza buona parte dei flussi verso asset rischiosi, inclusi quelli crypto”. Insomma, non basta guardare alla Fed.

I numeri parlano chiaro: tra luglio e settembre 2026 i fondi globali specializzati hanno aumentato la loro esposizione sui Treasury di circa 45 miliardi di dollari (dati del Treasury Department). Un segnale chiaro che i grandi investitori continuano a vedere nel debito americano un porto sicuro nei momenti incerti.

Fed in bilico: mercato aspetta indicazioni chiare

Sul fronte monetario prevale ancora prudenza. Un sondaggio Bloomberg su 25 case d’investimento internazionali mostra come quasi due terzi pensino che la Fed lascerà i tassi fermi almeno fino a gennaio 2027. Solo pochi puntano a un taglio già a dicembre.

Nel frattempo – fa notare Chainalysis – il sentiment tra gli investitori istituzionali sulle criptovalute resta “cauto ma positivo”, soprattutto tra fondi pensione e hedge fund statunitensi.

Un autunno di attesa per mercati e crypto

In definitiva, il rallentamento dell’inflazione americana è un fattore importante per l’umore dei mercati ma – come confermano anche i rendimenti dei Treasury Usa – la direzione delle principali asset class resta sospesa tra più segnali contrastanti. Ieri alla Borsa di New York alle 16 locali sui monitor si alternavano numeri verdi a improvvisi cali: segno evidente che la prudenza comanda ancora.

Ora tutti guardano alle prossime settimane. Nuovi dati macro e parole della Fed – spiega il trader newyorkese Jim Halperin – “faranno davvero la differenza sia per chi investe nei bond sia per chi punta sulle criptovalute”. Per ora però regna l’attesa.

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