Milano, 27 giugno 2026 – Huawei scommette sulle farmacie italiane per il lancio del suo nuovo Watch D2, l’ultimo smartwatch pensato per mettere insieme tecnologia e salute digitale. Da oggi, il dispositivo è disponibile nelle principali catene e punti vendita specializzati, come Farmacia Bracco in viale Monza a Milano e Farmacia Della Torre a Roma nord, come confermato da una nota ufficiale dell’azienda. Il modello integra sensori per la misurazione della pressione arteriosa e un sistema di elettrocardiogramma (ECG) con tutte le certificazioni mediche necessarie.
Un orologio medico che si compra in farmacia
L’arrivo del Watch D2 nelle farmacie italiane non è un caso. Gli esperti del settore lo vedono come un segnale chiaro: Huawei punta a rafforzare la sua presenza nel campo della salute digitale, affidandosi a una rete tradizionale che agli occhi degli utenti resta più affidabile rispetto agli acquisti online. Come spiega Maria Chiara Bellini, responsabile Healthcare Italia per la multinazionale cinese, “la farmacia è ancora il primo posto dove la gente si rivolge per cercare soluzioni legate al benessere e alla prevenzione”.
Questa mattina, alcuni farmacisti milanesi hanno mostrato ai primi clienti il Watch D2: cinturino in silicone, quadrante ampio e un’interfaccia facile da usare. Il prezzo di lancio varia tra i 399 e i 449 euro, in base alle promozioni attive, stando alle informazioni raccolte in via Broletto.
Funzioni certificate e dati biometrici
Il vero punto di forza è la certificazione degli strumenti di monitoraggio. Il Watch D2 monta un sensore ottico multi-canale per rilevare la pressione sanguigna e un modulo ECG capace di segnalare aritmie o altri problemi cardiaci. I dati raccolti possono essere condivisi, sempre con il consenso dell’utente, con il proprio medico tramite app o email criptate.
La casa madre ha sottolineato che l’accuratezza delle misurazioni è stata verificata insieme all’Istituto Europeo di Cardiologia, con uno scarto medio sotto al 3% rispetto agli strumenti usati negli studi medici. “Per noi è fondamentale offrire strumenti su cui poter contare”, dice Alberto Valentini, cardiologo coinvolto nel progetto pilota tra Lombardia e Lazio.
Dall’elettronica al consulto medico
Le farmacie coinvolte nel lancio hanno ricevuto materiale informativo e – in alcuni casi – anche personale formato per aiutare i clienti a configurare il dispositivo. “Chi acquista il Watch D2 può chiedere una dimostrazione veloce. Se serve, diamo una mano anche a collegarlo allo smartphone”, racconta Elisa Rota, farmacista a Bologna.
Tra le novità più interessanti c’è il monitoraggio continuo della pressione durante la notte, pensato soprattutto per chi soffre di ipertensione leggera o vuole tenere sotto controllo i valori senza usare i classici misuratori da braccio. Inoltre, il sistema avvisa automaticamente se rileva anomalie che potrebbero richiedere l’intervento del medico. “Abbiamo pensato anche agli anziani”, aggiunge Bellini, “con un’interfaccia chiara e notifiche semplici da capire”.
Privacy e compatibilità
Sul fronte privacy, Huawei assicura che i dati personali raccolti dal Watch D2 sono trattati secondo le regole europee (GDPR) e conservati su server situati in Europa. Il dispositivo funziona sia con Android sia con iOS, tramite l’app Huawei Health aggiornata alla versione 12.5.
Alcune testimonianze raccolte tra gli utenti che hanno provato lo smartwatch prima dell’uscita ufficiale – tra cui un gruppo di pazienti della clinica Santa Lucia di Roma – parlano di un sistema “più semplice del previsto”, anche grazie ai tutorial video presenti nell’app.
Salute digitale, ma con cautela
Nonostante le certificazioni e i test, i medici invitano a usare lo smartwatch come uno strumento in più ma senza farsi illusioni: “Gli orologi intelligenti sono utili per monitorarsi a casa, ma non sostituiscono una visita clinica vera”, avverte il dottor Valentini. I dati devono sempre essere condivisi col proprio medico: “Altrimenti si rischiano diagnosi fai-da-te che possono essere pericolose”.
Huawei punta intanto a vendere 20 mila pezzi entro sei mesi. Solo allora si capirà se la scelta delle farmacie come luogo di fiducia sarà stata azzeccata, in un settore dove le promesse tecnologiche sono tante ma la prudenza dei pazienti – almeno qui da noi – rimane alta.
