New York, 22 giugno 2026 – Ieri la Federal Reserve ha presentato a Washington una proposta che potrebbe cambiare le regole del gioco per le stablecoin negli Stati Uniti. Il documento, reso pubblico intorno alle 18 ora italiana, vuole imporre agli emittenti di queste criptovalute un obbligo stringente: adottare un sistema rigoroso di identificazione dei clienti, sul modello di quanto già previsto per banche e altri istituti finanziari. L’obiettivo è chiaro: mettere un freno all’anonimato delle transazioni digitali e rinforzare la sicurezza dell’intero sistema finanziario.
Regole più severe per gli utenti delle stablecoin
Secondo il testo diffuso dalla Fed, chiunque voglia emettere stablecoin – quelle criptovalute ancorate al valore del dollaro o di altri asset – dovrà sottoporre i propri utenti a una verifica d’identità seria e certificata. “Ci aspettiamo che ogni emittente abbia sistemi trasparenti per identificare e monitorare i titolari dei wallet digitali”, ha spiegato ieri sera Michael Barr, vicepresidente della Fed, durante la conferenza stampa. Non sarà più sufficiente un indirizzo email o un modulo compilato online: serviranno documenti ufficiali e controlli periodici, come anticipa il testo preliminare.
Per le società del settore – tra cui Circle (che gestisce l’USDC) e Tether (USDT) – si prospetta l’obbligo di mettere in piedi procedure simili a quelle bancarie, con raccolta di dati anagrafici, codici identificativi e conservazione delle informazioni per almeno cinque anni. Intanto non sono mancate le critiche da parte di alcuni operatori fintech, preoccupati che questa stretta possa frenare l’innovazione.
Privacy in bilico, innovazione a rischio
La proposta arriva mentre il mercato americano delle stablecoin ha superato i 135 miliardi di dollari di capitalizzazione (dati CoinMarketCap aggiornati a giugno 2026). Un giro d’affari enorme che negli ultimi mesi ha visto spuntare nuove startup specializzate in servizi anonimi. Le reazioni non si sono fatte attendere: “Temiamo che questa regolamentazione metta a rischio la privacy degli utenti e spinga gli operatori fuori dai confini nazionali”, ha detto Jeremy Allaire, CEO di Circle, in una breve intervista telefonica.
Da notare che appena pochi giorni fa la Casa Bianca aveva chiesto alla Fed di intensificare i controlli contro il riciclaggio digitale, dopo alcune indagini federali su fondi sospetti transitati tramite stablecoin. Il testo non è ancora definitivo: come sottolineato ieri dal portavoce della Fed, ora partirà una fase di consultazione pubblica che si chiuderà entro l’autunno.
Controlli più rigidi e sfide politiche
Nel dettaglio la proposta impone anche agli emittenti l’obbligo di segnalare tutte le transazioni “anomale” superiori ai 10.000 dollari alle autorità finanziarie. “Un passo avanti nella lotta contro frodi, evasione fiscale e finanziamenti illeciti”, ha commentato Lisa Cook, membro del board della Federal Reserve. La banca centrale ha già aperto contatti informali con SEC e Dipartimento del Tesoro per coordinare i controlli.
Non manca chi nel mondo politico si mostra scettico: il senatore repubblicano Ted Cruz parla di regole che rischiano di mettere a repentaglio la leadership americana nell’innovazione digitale; al contrario la deputata democratica Maxine Waters sostiene la linea dura della Fed. Resta da capire come reagiranno le piattaforme internazionali: “Probabilmente altre giurisdizioni seguiranno l’esempio Usa”, spiega un analista contattato dalla stampa finanziaria newyorkese.
Effetti oltre oceano e reazioni europee
L’iniziativa della Federal Reserve non passerà inosservata nemmeno in Europa. Fonti diplomatiche a Bruxelles raccontano che nella Commissione europea si sta valutando una possibile revisione dei criteri per gli operatori cripto anche nel Vecchio Continente. Nel frattempo le grandi borse digitali come Coinbase e Kraken stanno aggiornando le loro policy interne in vista delle nuove norme.
Molti osservatori vedono in questa mossa una possibile svolta per tutto il mondo delle criptovalute regolamentate. “Solo allora potremo capire se il mercato riuscirà ad adattarsi senza perdere competitività”, riflette un consulente finanziario newyorkese. Intanto crescono i timori tra sviluppatori e investitori istituzionali.
Nel frattempo gli americani abituati a usare stablecoin per trasferire soldi si chiedono quale sarà il futuro della loro privacy digitale. Un tema destinato a tornare presto sotto i riflettori del dibattito politico ed economico nazionale.
