Fed blocca il mercato crypto: LiquidChain supera 852.000$ e mira a 1 milione con staking 1306% APY

Corrado Pedemonti

24 Giugno 2026

Milano, 24 giugno 2026 – La Federal Reserve non molla la presa sulle criptovalute, mentre in queste ore la prevendita di LiquidChain, la nuova piattaforma Layer 3, ha superato quota 852.000 dollari raccolti. Il fermento intorno a questo progetto sta facendo parlare molto analisti e investitori digitali. Negli ultimi tempi il settore ha avuto alti e bassi, ma l’interesse verso nuove tecnologie e protocolli resta vivace. Questa volta si punta su una soluzione che, almeno sulla carta, dovrebbe collegare i principali ecosistemi blockchain come Bitcoin, Ethereum e Solana.

La Federal Reserve non molla la presa sulle criptovalute

Dalla capitale americana arrivano segnali chiari: la Federal Reserve continua a tenere sotto controllo i mercati delle criptovalute. Ieri, durante una conferenza stampa, il governatore Jerome Powell ha ribadito che “la vigilanza sui mercati digitali resterà alta, per proteggere consumatori e investitori”. In pratica, la Fed resta attenta alla trasparenza e ai rischi legati alla forte volatilità dei token e agli usi illegali di alcune piattaforme decentralizzate. Anche se da tempo si parla di possibili nuove regole più severe, per ora non ci sono cambiamenti concreti. Un funzionario ha spiegato in modo piuttosto netto: “Stiamo seguendo tutto con molta attenzione”.

Negli ultimi nove mesi, negli Stati Uniti le transazioni in crypto hanno mostrato un lieve calo. Ma guardando al quadro globale, il mercato non rallenta: secondo Chainalysis solo nel trimestre aprile-giugno sono passati più di 60 miliardi di dollari sulle blockchain principali. Gli operatori intervistati da alanews.it dicono che le tecnologie emergenti cercano di adattarsi alle regole senza frenare l’innovazione.

LiquidChain: raccolta sopra 850.000 dollari, il progetto Layer 3 si fa notare

Mentre le istituzioni mantengono lo sguardo fisso sulle grandi piattaforme consolidate, negli ultimi giorni sta spiccando il nome di LiquidChain. Il team fondatore – sparso tra Zurigo e Singapore – vuole “abbattere le barriere tra blockchain”, permettendo scambi e applicazioni tra Bitcoin, Ethereum e Solana grazie a un’infrastruttura Layer 3. In pratica, LiquidChain promette di far muovere asset e dati da una catena all’altra senza passaggi intermedi.

La prevendita del token LQD ha già superato i 852.000 dollari in dieci giorni. Dati aggiornati alle 13:00 di oggi mostrano oltre 4.000 wallet coinvolti nella vendita anticipata. Molti sono attratti anche dalla promessa di uno staking con rendimenti potenziali fino al 1.306% APY, un numero che non passa inosservato — anzi, fa scattare qualche campanello d’allarme tra gli esperti del settore. Giovanni Zanetti, analista fintech a Milano Finanza, avverte: “Rendimenti così alti richiedono sempre prudenza”. Tuttavia, l’interesse nella fase iniziale sembra ben vivo.

L’orizzonte della interoperabilità blockchain

Tecnicamente parlando, il protocollo Layer 3 proposto da LiquidChain punta a una interoperabilità “senza soluzione di continuità”. In altre parole, vuole mettere in comunicazione diverse blockchain senza appoggiarsi a ponti centralizzati o servizi terzi. I promotori parlano di un “ecosistema cross-chain veramente orizzontale”, capace di collegare comunità e capitali che oggi restano separati.

Sul sito ufficiale sono pubblicati alcuni whitepaper che illustrano soluzioni come smart contract “ibridi”, capaci di lavorare con più nodi contemporaneamente su blockchain diverse. Non mancano però i rischi legati alla sicurezza: negli ultimi mesi diversi progetti cross-chain sono finiti nel mirino degli hacker, come ricorda Andrea Vigna del Politecnico di Torino. “Ogni livello tecnologico nuovo apre potenziali falle difficili da prevedere”, spiega Vigna. Gli sviluppatori assicurano test continui sul codice; per ora la piattaforma è ancora in fase testnet.

Investitori divisi fra entusiasmo e cautela

Intorno a LiquidChain si è acceso un dibattito acceso su forum online e gruppi Telegram con migliaia di iscritti: da un lato c’è chi esulta (“Finalmente qualcosa che funziona davvero per chi usa più catene!”), dall’altro chi chiede chiarezza (“Ma questi APY sono sostenibili davvero?”). Il team preferisce mantenere un profilo basso: nessuna roadmap dettagliata oltre al lancio della mainnet previsto “entro fine anno”. Al momento non ci sono partnership ufficiali con exchange regolamentati.

L’interesse è alto ma restano molte domande su sostenibilità e sicurezza del progetto. In un momento in cui la regolamentazione americana si fa più stretta e molti investitori restano cauti ai margini del mercato, ogni proposta nuova che promette innovazione – pur con ombre e dubbi – cattura comunque l’attenzione del settore.

Change privacy settings
×